2 pensieri su “Gli errori tecnici d’Israele a Gaza e la geografia asimmetrica del dolore”

  1. Non si tratta affatto solo degli errori della contraeria iraniana, ma della media di morti tra i civili in tutte le aree di guerra in arre densamente popolate degli ultimi sei decenni almeno, rispetto ai quali non ci sono state nemmeno vagamente equivalenti sollevazioni delle coscienze. E pensare che in questo caso, perchè tutto questo non accadesse, sarebbe bastato non massacare civili inermi a una festa, non rapire ostaggi, tra cui molti bambini, o almeno restituirli, non stuprare donne, non sottoporre i rapiti a torture, non usare il proprio popolo come un’enorme riserva di scudi umani perché tutto questo non accadesse. Ma mi remdo conto che un simile non accadimento le sarebbe risultato oltremodo sgradito. Quanto ai 200 giornalisti, molti di questi 200 – cifra che risulta forse ad Hamas e a chi prende per buone le informazioni, sicuramente per lei affidabii, dei nobili massacratori del 7/10 – si muovevano seguendo le istruzioni dello stesso Hamas in zone di combattimento interdette ai qualsiasi non combattente, erano cioè almeno in parte una tipologia particolarmente sofisticata e cinica di scudi umani. E quanto poi alle bombe, Hamas sapeva che il 7/10 avrebbe costretto Israele a lanciarle, perché esattamente a questo mirava quel progrom islamista e nazista, e ciò affinché potesse provocare in molte persone come lei esattamente la reazione che ha provocato in lei. Ma per fortuna la verità è figlia del tempo, e tutte le menzogne saranno smascherate non appena sarà data finalmente la parola a quella parte del popolo di Gaza che ha ormai ben compreso da quale infernale razza di efferati criminali sia stata arbitrariamente governata durante gli ultimi vent’anni.

  2. Grande equivalenza mettere sullo stesso piatto uno dei mille mila ‘errori’ israeliani con quello della contraerea iraniana del 2020.

    Non esiste al mondo un’altra zona dove sono cadute 100.000 bombe in un anno e mezzo di tiro a segno.

    Non esiste al mondo una terra dove 200 giornalisti sono stati uccisi, così come centinaia di paramedici e di dottori, come un intero convoglio sterminato malgrado avessero le sirene dispiegate.

    E i bambini muoiono di fame.

    Continuate così, a parlare di ‘errori’.

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