
Nel suo film del 2006 Offside, il regista dissidente iraniano Jafar Panahi racconta la storia di un gruppo di ragazze che cercano di entrare allo stadio di Teheran travestite da uomini, per vedere giocare la nazionale di calcio iraniana nel tentativo di qualificarsi per la Coppa del Mondo. Il ricorso al travestimento è dovuto al fatto che alle donne era proibito assistere alle partite di calcio.
Vent’anni dopo, lo sport resta uno dei molti ambiti attraverso i quali si manifesta il dissenso contro il regime in Iran. Lo dimostra il fatto che, nelle rivolte delle ultime settimane, diversi atleti iraniani risultano essere stati assassinati dalle forze governative.
A tal proposito, il sito di notizie Iran International ha pubblicato su Instagram le foto e le storie di alcuni di questi atleti uccisi, basandosi sui report di varie associazioni per i diritti umani e su testimonianze oculari. Ulteriori informazioni sugli stessi atleti sono state rese pubbliche dall’organizzazione Hengaw.
Mehdi “Masoud” Zatparvar, 39 anni, era un campione di bodybuilding. Aveva iniziato a praticare questa disciplina a 13 anni nella palestra del padre, Majid Zatparvar, anche lui allenatore ed ex campione di bodybuilding. Masoud è stato ucciso a colpi d’arma da fuoco, secondo varie testimonianze, tra l’8 e il 9 gennaio nella città di Rasht, nell’Iran settentrionale.
Sempre l’8 gennaio è stato ucciso anche il calciatore Mojtaba Tarshiz, 47 anni, ex centrocampista del club Tractor della città di Tabriz. Durante le proteste, le forze governative hanno assassinato sia lui che sua moglie.
Nello stesso giorno, le forze governative hanno sparato al petto a bruciapelo ad Ahmad Khosravani, giocatore di pallacanestro di Teheran che militava nella squadra Farzana Shemiran, nonché studente presso la Sharif University of Technology. Aveva solo 21 anni.
L’8 gennaio ha perso la vita per mano delle forze governative iraniane anche Halako Eivani, atleta di etnia curda originario di Eslamabad-e Gharb, al quale hanno sparato deliberatamente.
Tra il 2 e il 3 gennaio, l’IRGC ha aperto il fuoco sulla folla a Malekshahi, nell’Iran occidentale. Tra i manifestanti uccisi figura Reza Azimzadeh, un bodybuilder di 27 anni. Sempre il 3 gennaio, le truppe del regime hanno sparato nella città di Niriz ad Amir Mohammad Kouhkan, allenatore ed ex giocatore di calcio a cinque.
Il giorno precedente era morto in ospedale, a causa delle ferite riportate, il trentaquattrenne Erfan Bozorgi, campione professionista di braccio di ferro, colpito da arma da fuoco durante una protesta a Marvdasht.
Tra le persone uccise dalle forze filo-regime figurano anche dei minorenni. Tra questi vi è Rebin Moradi, calciatore curdo originario di Salas-e Babajani e residente a Teheran, dove studiava. Aveva solo 17 anni quando gli hanno sparato.
Anche prima delle recenti rivolte si erano già verificati casi in cui atleti iraniani avevano pagato con la vita la loro opposizione alla teocrazia degli ayatollah. Il 12 settembre 2020 aveva fatto scalpore l’esecuzione del wrestler Navid Afkari, che aveva 27 anni.
Afkari era stato condannato per l’omicidio di una guardia di sicurezza nel 2018, durante una protesta; tuttavia, il lottatore dichiarò successivamente che la confessione gli era stata estorta sotto tortura, una pratica spesso utilizzata dal regime contro i dissidenti.
Già nel 2022, come spiega il sito del Center for Human Rights in Iran, soprattutto in seguito alle proteste scoppiate per l’uccisione da parte delle autorità della giovane Mahsa Amini, diversi atleti sono stati arrestati o uccisi per aver partecipato alle manifestazioni.
Tra questi vi è l’alpinista Marjan Jangjoo, fuggita in Francia nel 2023 dopo essere rimasta nascosta per mesi, poiché nel novembre 2022 le autorità iraniane si erano recate nella sua abitazione per arrestarla.
Altri atleti non sono stati altrettanto fortunati. Ali Mozaffari, che giocava nella squadra di pallavolo Saipa di Teheran, è stato ucciso dalle forze governative nel settembre 2022 a Qoochan, nel nord-est del Paese, quando aveva solo 17 anni.
Nello stesso anno, la stessa sorte è toccata a ottobre a Mohammad Ghaemi Far, calciatore di 21 anni, e a dicembre a Ehsan Ghasemifar, campione di bodybuilding di 22 anni.
Si registrano inoltre diversi casi di atleti arrestati e condannati a morte. Oltre a Navid Afkari, il 7 gennaio 2022 è stato giustiziato anche il ventunenne Mohammad Mehdi Karami, campione di karate accusato di aver ucciso un membro della milizia Basij durante una protesta nella città di Karaj, un’accusa che Karami ha sempre respinto in tribunale.

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