3 pensieri su “Giorgia Meloni e la corsa al record di durata

  1. Non sono d’accordo su nulla di quello che scrive in questo articolo.

  2. il convitato di pietra, sia per Giorgia che per la scipita opposizione che ci ritroviamo in parlamento, è quel 40% abbondante di elettori che non s’è mosso per il referendum: per eventuali elezioni potranno essere anche di più, e sono il segnale del progressivo e in apparenza irreversibile allontanamento dalla politica di gran parte degli elettori.

    politica che è sempre più vista come un teatrino costoso quanto inutile, noioso quanto futile, incapace di incidere sulla vita quotidiana se non in negativo, disprezzata e sopportata come male inevitabile, affidata a mani incompetenti e ignoranti, e per questi precisi motivi narcisiste, egocentriche, personaliste, corrotte e dannose.
    oltretutto, in apparenza assolutamente incapace di proporre alternative anche solo comportamentali, con troppa gente sprofondata in una compiaciuta e cafonissima banale mediocrità, estesa a tutti i suoi vari mantenuti (personali e di categoria) e su tutti i fronti e gli schieramenti.

    questo 40% (che in caso di elezioni ha sfiorato il 60% in certi casi) è una percentuale che ogni partito si sognerebbe e che non è in grado di intercettare, che è destinata a salire di tornata in tornata, fino ad arrivare a rompere l’equilibrio malsano degli ultimi decenni.

    che questo accada con un’azione violenta (Dio non voglia), con l’ascesa di qualche “uomo nuovo” (almeno in apparenza), o invece con un insperato “esame di coscienza” della classe politica, in cui includo razionalmente anche la magistratura, che sappia individuare problemi concreti e proporre soluzioni percorribili, questo non è dato di saperlo, al momento.
    ma i segnali che arrivano dal mondo politico e da chi lo abita a qualsiasi livello non sono per niente incoraggianti purtroppo

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