
Un ricordo personale diventa riflessione musicale: da Gino Paoli alle grandi canzoni del Novecento, un percorso tra memoria, gusto e identità generazionale. Una lista soggettiva, inevitabilmente incompleta, che rivendica il diritto di scegliere la musica non per canone ma per esperienza.
La morte di Gino Paoli mi ha molto colpito perché la sua musica è stata una delle colonne sonore dei miei anni adolescenziali.
Mi ha invece stupito che i vari coccodrilli a lui dedicati citassero solo “Il cielo in una stanza” e “Sapore di sale” come le sue maggiori hit. Solo Gramellini, per fare il figo, alcuni giorni or sono, ha scritto di “Sassi”, che ha un bel testo poetico, ma una melodia melensa.
Mi sono chiesto perché tutti abbiano ignorato quello che, per me, è il suo capolavoro, nella versione eseguita non dalla Vanoni ma da lui stesso: “Senza fine”.
La versione originale del 1961, interpretata da Ornella Vanoni, aveva un raffinato arrangiamento orchestrale di Gian Piero Reverberi; quella di Paoli è invece più essenziale, spoglia, quasi nuda, nella semplicità della melodia costruita sul giro di Do nell’atipico 3/4 che vagheggia un ritmo di valzer, forse per il grande amore di Paoli per gli chansonnier francesi.
Proprio in questa nudità, a mio avviso, il brano raggiunge la sua essenza più profonda.
Poi ho letto sul Corriere il commento di Renzo Arbore, che l’ha definita una delle dieci canzoni più belle mai scritte, e mi sono complimentato con me stesso, considerando l’autorevolezza del giudizio.
Da qui è nata una riflessione che mi ha portato, con molta difficoltà, a stilare il personalissimo elenco delle mie dieci canzoni indimenticabili.
È evidente che quella di Arbore è un’iperbole; personalmente, la mia compilation di melomane su Spotify, intitolata “The Music of My Life”, comprende oltre mille brani di tutti i generi e di tutte le epoche.
Tuttavia, a forza di limare, ho partorito l’elenco che sottopongo, senza classifica e premettendo alcune considerazioni.
Ci sono molti modi di fruire la musica: ascoltarla, ballarla, viverla come un rito, urlandola dal vivo nei teatri o negli stadi, e così via.
Le preferenze musicali sono legate alla passione, alla cultura specifica della materia, al luogo di nascita, ma soprattutto alla propria generazione, matrice dei ricordi che spesso si legano a una melodia e a un’atmosfera.
Per questo la mia lista è più che opinabile e strettamente intrecciata con la mia vita: ho escluso brani meravigliosi e autori sommi che avrebbero meritato di farne parte.
Proprio perché il rapporto tra ricordo e musica è fondamentale, ho scelto i brani nella versione originale di certi interpreti: altre versioni degli stessi interpreti o cover, anche se di notevole fattura e, in qualche caso, superiori, spesso mi sono sembrate deludenti.
Ecco l’elenco, in ordine sparso, così come mi è venuto in mente:
Senza fine, Gino Paoli
Stardust, Nat King Cole
La mer, Charles Trenet
Your Song, Elton John
Summertime, Ella Fitzgerald e Louis Armstrong
Yesterday, The Beatles
Águas de Março, Elis Regina e Antonio Carlos Jobim
Blue Moon, Ella Fitzgerald
Et maintenant, Gilbert Becaud
Piano Man, Billy Joel
Metà dell’articolo
Ognuno dei gentili lettori può provare a compilare la propria lista, ma anche contestare la mia, in tutto o in parte; in tempi difficili la musica è un toccasana per lo spirito.
Forse le classifiche servono solo a ricordarci quanto sia impossibile farle davvero.
PS
In verità avrei voluto inserire un brano di Ricky Nelson, un interprete pop/rock/folk degli anni ’60, da noi quasi sconosciuto, ma apprezzatissimo negli Stati Uniti, sua patria, oltre che in Inghilterra e in Francia.
Se qualcuno si chiede chi fosse, basti ricordare il suo duetto con Dean Martin, “My Rifle, My Pony and Me”, nel film “Un dollaro d’onore”, o sapere che nella sua band militava il genio della chitarra James Burton, che ha accompagnato anche miti come Elvis Presley, Jerry Lee Lewis, Johnny Cash e John Denver.
I suoi brani, orecchiabili ma raffinati, si trovano facilmente su tutte le piattaforme: sarei curioso del giudizio di qualche lettore.

Il Club InOltre nasce per creare una community tra chi InOltre lo scrive, chi lo legge e chi lo sostiene. È il desiderio di creare punti di incontro digitali e, quando possibile, anche fisici – dove scambiarsi idee, discutere, conoscersi da vicino.
Un Club che unisce tutti quelli che contribuiscono alla buona riuscita d’InOltre e al suo successo.
InOltre è completamente gratuito ed è il frutto della competenza e della passione di molte persone che lavorano senza fini di lucro. Se desideri contribuire con un piccolo supporto, puoi farlo effettuando un bonifico come di seguito specificato oppure cliccando sui pulsanti che vedi, scegliendo l’opzione che più preferisci. Le donazioni verranno utilizzate per i costi di mantenimento del sito e per altre attività editoriali.
Grazie per il vostro supporto!
Bonifico bancario intestato a Inoltre Ente del Terzo Settore con Causale: donazione/erogazione liberale a favore di Inoltre ETS.
Codice Iban: IT55A0306909606100000404908



Scopri di più da InOltre
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

?Piccola ma doverosa integrazione: Mina. Voce fuori dal coro e icona senza tempo. Il mio pezzo preferito è decisamente Tintarella di luna: un classico che non smette mai di far brillare la giornata.
Questa è la mia lista del cuore. Naturalmente non è esaustiva, ma racchiude quelle canzoni che mi hanno fatto sognare, segnando in modo indelebile la stagione della mia giovinezza.
* Gino Paoli – Senza fine
* Lucio Dalla – Caruso
* Lucio Battisti – Sì, viaggiare
* David Bowie – Space Oddity
* Elton John – Rocket Man
* Zucchero Fornaciari – Donne
* The Doors – The End
* Queen – Bohemian Rhapsody
* Pink Floyd – Another Brick in the Wall
* Gustavo Cerati & Soda Stereo – De Música Ligera