4 pensieri su “Germania: sociologia del voto di destra e del classismo che lo alimenta”

  1. “Chi ha pagato il costo della globalizzazione non è stata l’élite finanziaria che la gestiva: è stato il lavoratore manuale che si è ritrovato a competere con salari più bassi e condizioni di lavoro peggiori (non vero per la Germania, nota mia). Che quell’operaio voti AfD non è irrazionale (…)”

    Il costo della deglobalizzazione lo stiamo vedendo ora alle pompe di benzina e al supermercato: costi decisamente più salati proprio per le classi lavoratrici rispetto alla globalizzazione, classi che sono inevitabilmente destinate a pagare maggiormente per l’inflazione e a soffrirne. Il nazionalismo di AfD, Vannacci, FN ecc. accelera ulteriormente questo processo su un piano finanziario ed economico, rendendo la scelta se non irrazionale, decisamente poco conveniente proprio per chi vota queste forze. Svelante quanto accaduto in UK in proposito. Se va bene saranno quindi dolori seri per il portafoglio delle famiglie.

    Se va male sarà il piano militare a prendere il sopravvento.

  2. Quando l’uomo della strada comincia a invocare “l’uomo forte”, la democrazia ha già perso. Non per colpa di chi lo invoca, ma per colpa di chi lo messo in condizione di doverlo invocare.

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