

Mentre l’Unione europea condanna apertamente la deriva autoritaria della Georgia e rifiuta di riconoscere il governo di Sogno Georgiano (GD), l’ambasciatore italiano Massimiliano D’Antuono ha incontrato la ministra degli Affari Esteri Maka Botchorishvili, con una mossa con cui, di fatto, legittima il governo. Un incontro, oltre che discutibile, addirittura sfacciatamente surreale, sul quale non ci si può che interrogare.
A rendere ancora più grave la scelta è il quadro che circonda il governo di Irakli Kobakhidze, ormai isolato dall’Occidente dopo le elezioni irregolari del 26 ottobre 2024. Il rapporto dell’OSCE, pubblicato il 20 dicembre, ha descritto chiaramente uno scenario di compravendita di voti, doppie votazioni, intimidazione degli elettori e violazioni della segretezza. Tutti fattori che hanno minato la credibilità del processo elettorale. A questo, si aggiunge la legge sugli “agenti stranieri”, che era stata approvata pochi mesi prima, sfruttata per limitare l’osservazione dei seggi e mettere a tacere giornalisti, attivisti e politici.
Negli ultimi mesi in Georgia si è assistito a centinaia di arresti, in un clima di intimidazioni, percosse e uso di Titushki (picchiatori e agitatori filo-russi) che targetizzano membri dell’opposizione. Tra i tanti, il caso più eclatante è stato l’attacco, il 16 gennaio 2025, all’ex Primo Ministro Giorgi Gakharia. In precedenza, a dicembre, era stata la volta della giornalista Maka Chikhladze, e del suo cameraman Giorgi Shetsiruli, aggrediti da titushki durante una manifestazione. Entrambi ricoverati in ospedale con gravi lesioni. Tra le figure politiche colpite da mandato di arresto di recente, troviamo il leader dell’opposizione Nika Melia (successivamente rilasciato) e l’ex sindaco di Tbilisi Gigi Ugulava, tutt’ora detenuto. Eppure, nonostante tutto, l’Italia ha scelto di muoversi in controtendenza rispetto all’UE, dando a Sogno Georgiano legittimità.
Questo atteggiamento non solo mina la coerenza dell’azione diplomatica dell’Unione europea, ma manda anche un segnale negativo tout-court. Una notizia lasciata passare in sordina eppure importante in termini di direzione, una che vede l’Italia allineata con l’Ungheria nel legittimare un governo salito al potere con elezioni in pieno stile bielorusso che sta scivolando sempre più nell’orbita di Mosca.
La Georgia è a un punto di svolta drammatico. Sogno Georgiano ha varato una nuova serie di misure repressive che lasciano pochi dubbi sulla direzione del Paese sempre più indirizzato verso una transizione in regime autoritario. Insomma, in una vera e propria “bielorussizazione” della Georgia alla Lukashenko. Perché l’obiettivo di Sogno Georgiano non è solo quello di spegnere le proteste di piazza. Il governo sta lavorando sistematicamente per distruggere ogni forma di opposizione politica.
Da tempo, la retorica di GD accusa tutti i suoi avversari – indipendentemente dall’appartenenza politica – di essere parte di un’unica entità ostile, il cosiddetto “Collettivo UNM”, un’etichetta che include ogni partito o persona critica nei confronti di Sogno Georgiano. Ora, con la creazione di una commissione parlamentare per “indagare” sul governo precedente (2003-2012), il regime sta di fatto preparando il terreno per criminalizzare e smantellare tutti i partiti pro-occidentali, con l’obiettivo finale di cancellare l’opposizione politica.
Parallelamente, il governo sta consolidando il controllo sulle istituzioni, smantellando ogni organismo che possa fungere da contrappeso al potere centrale. L’abolizione dell’Ufficio per il Servizio Civile è un altro tassello fondamentale di questa strategia: il suo ruolo di garantire un’amministrazione pubblica indipendente viene ora assorbito dall’Ufficio Anti-Corruzione, un organismo sotto il pieno controllo del partito di governo, già usato in passato per colpire la società civile. L’eliminazione del Centro di Ricerca Parlamentare dimostra ulteriormente che la conoscenza e l’analisi indipendente sono viste come una minaccia da Sogno Georgiano.
Questa è la crisi democratica più grave che la Georgia abbia affrontato dalla sua indipendenza: Sogno Georgiano sta legalizzando la repressione, smantellando le istituzioni, eliminando l’opposizione e sacrificando il futuro europeo del Paese. Eppure, mentre l’Unione Europea ha isolato il governo georgiano, l’Italia ha scelto di accreditare un regime autoritario con una posizione pro-Cremlino. Perché Roma ha deciso di ignorare la linea comune europea e legittimare un governo che falsifica elezioni, adotta leggi repressive e si allontana dall’Occidente? Opportunismo politico? Miopia diplomatica? O una scelta consapevole di assecondare la strategia russa di destabilizzazione della regione?
Verrebbe da chiedersi quale sia realmente la posizione di Antonio Tajani, che negli ultimi tempi appare sempre più marginalizzato, mentre Giorgia Meloni ha assunto il controllo diretto della politica estera, relegando platealmente il proprio ministro degli Esteri a un ruolo puramente decorativo. Nel frattempo, Matteo Salvini si lancia nell’abbraccio con Elon Musk e il suo progetto “Make Europe Great Again” (MEGA), una piattaforma populista ed euroscettica che raccoglie il sostegno di un gruppo di anti-europeisti pro-Cremlino, pronti a venderci l’illusione di un’Europa gloriosa… sotto l’egida di Mosca? Un progetto dal quale Tajani si è affrettato a prendere le distanze, ma che sottolinea ancor di più il totale disallineamento tra gli alleati di governo.
Francamente, sia la decisione dell’ambasciatore D’Antuono di accreditare il governo autoritario di Sogno Georgiano, sia la deriva filo-MEGA di Salvini, pongono una domanda inevitabile: che senso ha ormai la presenza di Forza Italia in questo governo? Ridotta a un ruolo marginale, priva di voce in capitolo sulle grandi scelte strategiche, un partito ormai privo di peso, costretto a subire le decisioni di una coalizione in cui la politica estera è guidata dall’ambiguità e dall’incoerenza.
Che Tajani e il suo partito non contino più nulla è sotto gli occhi di tutti. Quanto sarà sostenibile per Forza Italia restare al governo?
Se ti è piaciuto o se non ti è piaciuto questo articolo, scrivilo nei commenti.

InOltre è completamente gratuito ed è il frutto della competenza e della passione di molte persone che lavorano senza fini di lucro. Se desideri contribuire con un piccolo supporto, puoi farlo effettuando un bonifico come di seguito specificato oppure cliccando sui pulsanti che vedi, scegliendo l’opzione che più preferisci. Le donazioni verranno utilizzate per i costi di mantenimento del sito e per altre attività editoriali.
Grazie per il vostro supporto!
Bonifico bancario intestato a Inoltre Ente del Terzo Settore con Causale: donazione/erogazione liberale a favore di Inoltre ETS.
Codice Iban: IT55A0306909606100000404908


Scopri di più da InOltre
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

Tajani è una marionetta nelle mani di Meloni. Si sta preprando a diventare il prossimo equivoco ospite del Quirinale. La Georgia è l’ultimo dei suoi pensieri…
Se è vero, come detto anche nell’articolo, che il Ministro degli Esteri conta poco quanto niente, allora è chiaro che la decisione di accreditare di fatto sogno georgiano sia della presidente del consiglio. A quale pro?
Non vedo come possa venire da Tajani. Quanto a FdI è un partito internamente schizoide e comunque tradizionalmente più vicino a Orban che Von der Leyen.