4 pensieri su “Galimberti e quell’invito agli ebrei a essere un po’ meno ebrei”

  1. Eh, in effetti, siccome noi siamo persone tanto di buona volontà, gli ebrei potremmo anche riuscire a sopportarli se solo non fossero così maledettamente ebrei. Davvero non so perché si ostinino così.

  2. Quello di Galimberti è, spero, un \”inciampo\” in buona fede. Forse si rifà al mito dell\’uguaglianza che dovrebbe abbattere gli ostacoli alla convivenza. Ma l\’uguaglianza è solo difronte alla Legge e non nelle caratteristiche degli individui o dei popoli. Mi auguro che Galimberti legga questo articolo e rifletta.

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  3. Come al solito, vengono richieste agli ebrei cose che non vengono richiesta agli altri. L’idea che ciascuno deve indebolirsi per aprire la strada al dialogo è un’assurdità antistorica. Ma almeno Galimberti vede in questo un obbligo per tutte le parti. Cosa vediamo invece sul terreno? La celebrazione oltranzista in piazza e sui talk show dell’identità di una della parti, la parte palestinese, alla quale viene richiesto precisamente niente. Certamente non di indebolirsi o cercare la via del compromesso.

    1. Mi sembra chiaro che i leader palestinesi e i suoi seguaci a Gaza con le azioni del 7 ottobre, abbiano già dato una risposta alla “strada al dialogo” tanto invocata da certi ingenui intellettuali (definibili anche come pseudo, a un certo punto).
      Come dire che dopo che i nazisti hanno massacrato milioni di ebrei, la comunità ebraica e gli alleati avrebbero dovuto aprire al “dialogo” e magari aggiungendo pure il “comprendere”.
      Forse è ora che costoro si rendano conto delle fesserie propinate sui giornali e nei vari eventi per magari dedicarsi a qualche passatempo casalingo senza fare danni, invece di ammorbare e inquinare l’ambiente intellettuale e politico.

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