


Alla presentazione palermitana del libro di Francesca Albanese, il vero elemento di interesse non era soltanto la relatrice ONU, ma il contesto: Antimafia Duemila, Giorgio Bongiovanni e un universo in cui giustizialismo, complottismo e misticismo extraterrestre convivono con sorprendente naturalezza.
La presentazione palermitana dell’ultimo libro di Francesca Albanese (La luce del risveglio. La Palestina è la bussola morale dei nostri tempi. Rizzoli, 2026) ha buoni motivi per attirare l’attenzione; il principale è che il 26 giugno scorso la discussa relatrice ONU non era il personaggio più controverso sul palco di Villa Trabia.
Infatti, oltre al sostituto procuratore antimafia Nino Di Matteo, già di per sé poco appropriato come discussant sul tema della questione israelo-palestinese, a fare gli onori di casa c’era Giorgio Bongiovanni. Quest’ultimo è il fondatore e direttore di un periodico online che gode di tale prestigio che il PM Antonio Ingroia l’ha definito “l’organo ufficioso della Procura di Palermo”: Antimafia Duemila.
La rivista è il megafono della parte più manettara della magistratura antimafia, quella che è da anni alla ricerca del “terzo livello”, degli intrecci con le logge massoniche e che crede ciecamente nella trattativa Stato-mafia: in altre parole, Ingroia, Scarpinato e, appunto, Di Matteo.
Giorgio Bongiovanni è un noto “contattista”, nel senso che è in contatto con gli alieni, in particolare tale Setun Shenar, ma ha colloqui frequenti anche con la Madonna, Gesù Cristo (che vive sulla terra e di tanto in tanto passa a salutarlo) e con gli angeli (che poi sono alieni anche loro, ma questa disquisizione qui la tralasciamo).
Bongiovanni, inoltre, è “stigmatizzato”, cioè ha le stimmate alle mani (come Padre Pio), ma anche ai piedi (più di Padre Pio). Le ferite alle mani sarebbero state operate direttamente dalla Madonna il 2 settembre 1989 a Fatima, per mezzo di raggi laser provenienti dai suoi occhi.
Oltre a bucargli le mani, la madre del Cristo gli avrebbe rivelato di essere la reincarnazione di uno dei tre pastorelli che ebbero la visione. Bongiovanni avrebbe quindi ricevuto l’ordine di divulgare il terzo segreto di Fatima.
Dopo due anni gli sarebbe apparso anche il figlio di Maria, Gesù, che a quanto pare avrebbe completato l’opera con le stimmate ai piedi. Sempre con gli occhi laser.
Per strafare, fino a pochi anni fa Bongiovanni faceva bella mostra di un originale stigma frontale a forma di croce sanguinolenta. Questa è poi scomparsa per intercessione della Madonna di Medjugorje. La Madonna dà, la Madonna toglie.
Allievo del contattista siciliano Eugenio Siragusa, Bongiovanni è portatore di una teologia sincretistica che coniuga ufologia e cristianesimo di stampo New Age. Espressione di tale visione mistico-fantascientifica è il sito The Bongiovanni Family – La voce degli extraterrestri. Qui lo stimato giornalista antimafia pubblica i messaggi di Adoniesis, essere di luce presentatogli da Siragusa.
Qualche parola andrebbe poi spesa per alcune delle più autorevoli firme della rivista. Una è Carlo Palermo, ex magistrato che si è conquistato l’autorevolezza per essere sfuggito alla strage di Pizzolungo.
Nella sua attuale preminente attività di scrittore, l’ex magistrato descrive un unico ordito che parte da una congiura di templari, però islamici, guidata da nazisti veneziani, e che lega insieme “l’omicidio di Aldo Moro, l’attentato a Papa Wojtyla, le stragi mafiose del 92, i traffici d’armi fra est e ovest, e la diffusione dell’islam estremista…
Un gioco occulto le cui regole sono dettate da una sorta di direttorio internazionale radicato nella massoneria superiore nascosta nei palazzi del potere di Italia, Francia, Svizzera oltre che di Londra e New York” (dalla presentazione del libro La bestia. Dai misteri d’Italia ai poteri massonici che dirigono il nuovo ordine mondiale, Sperling & Kupfer, 2018).
Palermo attribuisce l’attentato di Pizzolungo alla NATO (“Basta prendere il nome del direttore della NATO che c’era nel 1985, l’epoca dell’attentato, e vedi che con due passaggi semplici arrivi al Duca di Kent. La sovrapposizione tra NATO e massoneria è scritta”).
Se questo è l’orizzonte psicologico del collettivo, non pare più una gaffe dovuta a fiducia mal riposta negli autori quella che commise un’altra presenza frequente di Antimafia Duemila, il procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri.
Questi, infatti, scrisse la prefazione per il libro antisemita e negazionista del Covid Strage di Stato. Le verità nascoste della Covid-19 (Lemma Press, 2020). Nel testo di Angelo Giorgianni (collega di Gratteri) e Pasquale Bacco (medico con un passato nell’estrema destra) si legge che gli ebrei giocano un ruolo fondamentale nella “strategia globale del terrore” e fanno parte del “Governo mondiale da parte del Deep State guidato dalle alte vette del Vaticano, dalla famiglia Windsor, Rockefeller e Rothschild”.
Qui non siamo al terzo livello della Procura Antimafia, nemmeno al quarto ipotizzato da Carlo Palermo. Qui siamo all’attico. Appena sotto agli alieni e la Madonna di Bongiovanni.
Tutto ciò non sembra turbare minimamente il fior fiore della magistratura antimafia e neppure Salvatore Borsellino, fratello del magistrato ucciso, che di Bongiovanni è sodale: tutta gente che non si fa alcun problema a fare squadra, in pubblicazioni e convegni, col contattista stigmatizzato che parla con gli esseri celesti.
Potrebbero mai dubitare di un direttore che si dice autorizzato a riferire che gli extraterrestri hanno ammonito Putin? Nemmeno i segreti di Putin sono al sicuro con quest’uomo!
Quelli di Matteo Messina Denaro, invece, pare fossero ben custoditi, ma lì c’era la cupola massonica, il terzo livello, il quarto, i sionisti, i nazisti veneziani, i sufi, la NATO e il Duca di Kent. Niente potevano gli alieni o i raggi laser della Madonna.
Alla luce di questo excursus, in cui si intrecciano populismo giustizialista, qualunquismo antiscientista, cospirazionismo di matrice pluto-giudaico-massonica e suggestioni spiritualiste, il parterre della presentazione palermitana non appare poi così eterogeneo.
A ben vedere, nemmeno il titolo dal sapore vagamente New Age del libro di Francesca Albanese, La luce del risveglio, suona più tanto fuori contesto in un ambiente in cui il lessico della rivelazione, delle verità nascoste e del disvelamento dei poteri occulti è di casa.
Il 26 giugno a Palermo si sono dati appuntamento quelli svegli.
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