4 pensieri su “Fra paranoia e isteria: il successo antisemita di “NAZA””

  1. E vabbè, lo sappiamo da che cosa sono attratte le mosche stercorarie: niente di cui stupirsi (però, per favore, se proprio deve scrivere film-inchiesta, almeno lo metta tra virgolette!).
    Trovo invece perfettamente logico l’antisemitismo senza ebrei. Dove ce ne sono metta che le capiti di incontrare, che so, un ebreo che non è tirchio: cosa fa? È un intero mondo di certezze che se ne va a signorine allegre! Dove invece non ce ne sono, quando mai le capiterà di incontrare un ebreo che non è avido, che non è viscido, che non è falso, che non è malvagio? Mai e poi mai in un mondo senza ebrei il suo antisemitismo incontrerà ostacoli.
    Un’ultima cosa: il losco figuro riconosce “di non aver verificato tutti i casi”. Ciò dovrebbe significare che molti però li ha verificati. Ebbene, siccome sono una persona di poche pretese e mi accontento di poco, chiedo: è in grado di dimostrare di averne verificato almeno uno?

      1. Conoscevo l’esistenza del documento ma non avevo ancora avuto l’occasione di leggerne direttamente qualcosa in merito. Grazie.

  2. “Un’inchiesta procede dalle prove alla tesi; un manifesto dispone le prove attorno a una tesi già data. La struttura di “NAZA” appartiene al secondo genere.

    Il giornalismo d’inchiesta ammette le fonti anonime, ma a una condizione: che siano verificate da terzi e che l’accusato possa rispondere nel merito.”

    Sembra il metodo adottato da trasmissioni tipo “Report”, il fantomatico “giornalismo d’inchiesta” che tanto piace alla politica populista e ai suoi seguaci, che nulla ha di inchiesta seria se non quella di suggestionare e indignare coloro che si affidano a e si fidano di certe tesi distorte a piacimento e dei personaggi che le conducono.
    Niente di più che pettegolezzi e fantascienza partendo da presupposti errati o a scopo denigratorio nei confronti di un “nemico” e di rassicurazione per il gregge che si sente o vuole sentirsi più vicino a un gruppo politico e/o culturale che condivide certi pregiudizi radicati, grazie a disinformazione e occultamento mirato di certe prove.

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