PARTE SECONDA
1. Introduzione
Nella prima parte abbiamo esaminato contesto storico-politico e genesi della Fondazione Russkiy Mir (FRM) cercando di inquadrarne anche ruolo e funzioni.
In questa seconda parte cominceremo una specie di tour che ci porterà a conoscere via via le sue principali connessioni in Italia, sotto forma di associazioni di vario genere: commerciali, educative e asseritamente culturali.
Iniziamo con qualche precisazione utile a definire il quadro istituzionale e comparativo nel quale opera la FRM, formalmente configurata come ONG/NGO.
A causa di due leggi successive approvate dalla Duma nel 2012 e nel 2015, in Russia non esiste reciprocità: non esiste cioè la possibilità pratica di operare da parte di ONG non-russe, invariabilmente bollate come “agenti stranieri” e quelle poche che ancora resistono sono soggette a vessazioni e condizioni proibitive. In pratica la Russia pretende di esercitare all’estero il proprio soft-power lamentandosi per quelle rare restrizioni e sanzioni applicate ai suoi mezzi di disinformazione, ma impedisce l’esercizio del soft-power altrui entro i propri confini.
Oltre a ciò, mentre le ONG occidentali si ritrovano a dover dipendere da donazioni pubbliche, private e contributi vari di terzi e rappresentano una voce critica nei confronti dei rispettivi governi, quelle russe autorizzate ad operare vengono finanziate dal bilancio federale e sono infatti note come GONGOs, ovvero Government-Organized Non-Governmental Organizations e sono totalmente conformate agli interessi del Cremlino.
È il caso della FRM, costituita, controllata e finanziata a livello ministeriale, ma che in quanto GONGO si differenzia dal Rossotrudnichestvo (ROtC) che invece è una vera e propria agenzia federale, anch’essa dipendente dal Ministero degli Esteri russo.
Ovviamente il fatto di avere il vestito elegante di una ONG al posto della divisa militare di una agenzia di stato è sufficiente a conferire alla FRM maggiore appeal nell’ingenuo Occidente, con conseguenti più ampie possibilità di intessere contatti e collaborazioni nella società civile. È la ragione per cui alla FRM sono attribuiti contatti con circa 3.000 associazioni di vario tipo sparse per il mondo, nonostante sia regolarmente finanziata dal Cremlino
2. I tentacoli della piovra
Secondo lo statuto FRM le rappresentanze all’estero della fondazione sono di tre tipi:
?Centri: costituiscono le diramazioni principali e vengono attivati generalmente presso quelle università locali che prevedono corsi o dipartimenti per lo studio della lingua e cultura russa. Si appoggiano logisticamente agli atenei e solitamente beneficiano delle opportunità e servizi che offrono. Provvedono all’organizzazione di corsi, seminari, conferenze ed offrono l’accesso al mondo russo. In Italia attualmente se ne contano tre: presso l’università La Statale di Milano, l’UniPisa e L’Orientale di Napoli.
?Uffici di rappresentanza: sono le diramazioni secondarie e vengono solitamente arrivate all’interno di associazioni locali affiliate o amiche, così come librerie o altri centri aperti al pubblico che ne facciano richiesta. Fanno parte dell’organigramma FRM che le attiva sulla base dei propri piani di sviluppo, finanziandole e mettendo a loro disposizione libri, materiali didattico, mezzi audiovisivi ed arredi in cambio degli spazi offerti dalle associazioni affiliate. Uno di queste uffici di rappresentanza è la Russkiy Dom di Verona correlata all’associazione italiana Conoscere Eurasia, ma è probabile ve ne siano altri, stante il fatto che non risulta così facile distinguerli dalle associazioni affiliate locali.
?Associazioni affiliate: si tratta di un coacervo di entità civili locali di vario tipo, animate da italiani russofili e/o da russi residenti in Italia, tutte invariabilmente impegnate in attività più o meno collegate alla promozione culturale ed economica della Russia e dintorni. Non fanno parte dell’organigramma FRM in quanto nascono su iniziative locali ed il loro rapporto con la fondazione è di collaborazione e consultazione su obiettivi condivisi. In Italia esistono innumerevoli associazioni di questo tipo ed è assai probabile che la maggior parte di esse abbiano rapporti con la FRM.
3. Il cluster ideologico centrale
Partiamo da uno dei vertici della fondazione, ovvero da Natalia Narochnitskaya, importante figura di storica e scienziata politica sanzionata in Ucraina. Considerata ideologicamente un falco e convinta sostenitrice dell’autocrazia putinista, risulta consulente del Club Valdai, vale a dire il think-tank che dal 2004 propone a Putin spunti geopolitici e suggerimenti di politica estera. Valdai è uno dei laboratori del concetto di Eurasia molto caro a Dugin e strettamente connesso all’idea del Russkiy Mir.
Narochnitskaya risulta anche membro dello Izborski Club: un think-tank ultraconservatore tra i cui soci vi sono anche Dugin ed il metropolita Tikhon, considerato il confessore spirituale di Putin. In termini ideologici Izborski si colloca su posizioni talmente radicali, da fare considerare liberal quelle del Valdai. (1)

Per un certo periodo Narochnitskaya, già rappresentante alla Duma del partito criptonazista Rodina di Dmitrij Rogozhin è stata membro del consiglio dei garanti della FRM, ma non solo: dal 2008 è infatti direttrice dell’IDCP di Parigi, controverso centro-studi di estrema destra accusato d’essere finanziato da Mosca, mentre dal 2014 risulta aver fatto parte del comitato scientifico della rivista italiana Geopolitica, emanazione cartacea di IsAG – Istituto Alti Studi Geopolitici costituito a Roma nel 2010 e presieduto fino al 2017 da Tiberio Graziani nipote di Clemente, fondatore e leader di Ordine Nuovo.
IsAG attualmente risulta inattivo, ma nel suo momento di auge, verso il 2016, ebbe una partnership con La Sapienza di Roma.
Geopolitica, per parte sua, ha tracce che conducono in diverse direzioni.
Nella sua configurazione iniziale (2014) ed in quelle successive (2017 e 2021) comprendeva infatti un gran numero di consulenti e contributori: tra questi Eliseo Bertolasi, che dal 2011 ne è stato uno dei redattori, nonché osservatore in Donbas (settembre 2022) e recentemente (luglio 2023) direttore della sede milanese del MIR: vale a dire il Movimento Internazionale Russofili alla cui fondazione a Mosca (14 marzo 2023) era presente, come relatrice, la stessa Narochnitskaya. MIR è supportato dal Ministero degli esteri russo oltre che da Dugin in termini ideologici mentre non specificata rimane la fonte di finanziamento: ma la presenza di Malofeev alla cerimonia fondativa lascia intuire un coinvolgimento della fondazione St. Basil the Great.
Un’altra connessione di Geopolitica, che dopo varie vicissitudini viene ora pubblicata direttamente da Tiberio Graziani attraverso la piattaforma Visual & Global Trends, è quella che porta alla rivista Eurasia, testata diretta dal 2004 al 2011 dallo stesso Graziani e pubblicata dalle Edizioni All’Insegna del Veltro del rossobrunista Claudio Mutti, la cui biografia parla da sé.
Eurasia è stata fin dall’inizio una delle palestre intellettuali di Dugin che a sua volta era stato con la Narochnitskaya, oltre che socio dell’Izborski, anche un assiduo frequentatore dei programmi di SPAS TV, canale russo gestito dalla chiesa ortodossa, attualmente sanzionato UE ed inclusivamente aperto anche a figure come Ilya Goryachev leader del gruppo neonazista e stragista russo BORN.
In sintesi, abbiamo un cluster ideologico di matrice clericofascista che connette la Fondazione Russkiy Mir a centri studi di estrema destra in Francia ed Italia, nonché a risorse web e riviste geopolitiche pubblicate e dirette da elementi filorussi di area fascistoide, rossobrunista ed ultrasovranista.
Non male per una associazione come la Fondazione Russkiy Mir, che si autopromuove per ONG “culturale” sul modello di un Goethe Institut qualunque.
Vediamo ora, senza pretese di completezza, quali sono le connessioni dalla FRM in Italia, a cominciare da Verona. (2)
– VERONA –
4. V-di Verona, R-di Russia
?Associazione Conoscere Eurasia
La FRM dispone di un importante ufficio di rappresentanza a Verona, collegato con l’Associazione Conoscere Eurasia (ACE) di via dell’Artigliere 11. Si tratta di una associazione creata nel novembre 2007 su impulso di Antonio Fallico, presidente di Banca Intesa Russia e console onorario russo a Verona, di cui abbiamo già accennato qui.

Scopo dell’ACE, che poi diverrà oggetto di interrogazione parlamentare al Senato nell’aprile 2022, promuovere business tra Italia e Russia.
Presidente di ACE è Antonio Fallico, vicepresidente Sergey Sudarikov che ebbe ruolo di primo piano nel discusso ingresso di Rosneft in Pirelli. Altro vicepresidente risulta Alexander Abramov oligarca di Avraz, gigante dell’acciaio, recentemente protagonista di una opaca speculazione immobiliare a Firenze con annesse società offshore; sottoposto a sanzioni in UK e Canada e nel 2021 insignito in Italia del titolo di Cavaliere della Stella d’Italia, nel novembre 2023 è finito nei faldoni di inchiesta Cyprus Confidential. (3)
Nel consiglio direttivo ACE vi sono anche figure di spicco come Aldo Breoni, Mikhail Volkov e Sergio Forelli. (4)
Le attività di Conoscere Eurasia includono l’organizzazione di seminari, come quello di Trieste 2021, presente anche l’ambasciatore russo Razov e soprattutto il Forum Economico Eurasiatico che nel 2022 da Verona dovette spostarsi a Baku per dare modo agli uomini di Putin di parteciparvi aggirando le sanzioni. (5)

Tra gli illustri invitati Igor Sechin, ex KGB, presidente di Rosneft ed amico di Fallico ed il vice ministro degli esteri Aleksandr Grushko, nonché Leonid Mikhelson oligarca di Novatek
Tra gli outsider presenti Tiberio Graziani, Vito Petrocelli e Giorgio Bianchi: ovvero tre campioni del filorussismo all’amatriciana, con immancabile profluvio di accuse a UE, NATO, USA e politiche occidentali.
Tra le amicizie eccellenti di Fallico va menzionato Aleksandr Uss, governatore di Krasnoryarsk e sodale di Sechin nel megaprogetto Vostok Oil già fiore all’occhiello di Putin ed ora un po’ in disarmo. Aleksandr è il padre di Artyom Uss, latitante protagonista delle ben note vicende.
Conoscere Eurasia dunque, sodalizio di tangibili interessi, ben piazzata ai piani alti del Cremlino. Cosa che aiuta a spiegare il dogmatico supporto di Fallico alla politica di Putin, comprese la accuse all’Occidente e alla NATO, reiterate a febbraio 22 alla vigilia dell’invasione durante un giro di seminari tra Mosca, Milano e Genova; tra le altre spicca una imbarazzante dichiarazione rilasciata il 17 e 18/2 ovvero una settimana prima dell’attacco, con cui Fallico “escludeva categoricamente l’ipotesi che Putin volesse attaccare l’Ucraina”.

In questi termini ACE rappresenta uno degli snodi principali del soft-power russo in Italia. Non è quindi un caso che sia basata a Verona, dove sono presenti diverse altre associazioni e figure russofile di cui abbiamo già parlato (6), né che sia a sua volta collegata con l’ufficio di rappresentanza veronese del Russkiy Mir di via dell’Adigetto, denominatao Casa Russia/Russkij Dom.
Oltre alle grandi kermesse internazionali, ACE propone anche diverse iniziative locali.
Leggiamo dal loro sito:
- dal 2009 una “biblioteca russa” attrezzata con volumi forniti da FRM e ROtC
- una “Scuola Russica”
- dei “corsi di russo”
- un premio letterario “Raduga” in lingua russa sponsorizzato da Gazprom ed in collaborazione con FRM, ROtC- Casa Russia di Roma e Agenzia federale russa Rospechat;
- un cineforum dove nel febbraio 2022 era in programma una retrospettiva (poi sospesa) di Andrej Tarkovskij e del discusso e discutibile Karen Shakhnazarov.

Insomma, l’associazione Conoscere Eurasia opera come una specie di hub multifunzionale, laddove però, in contraddizione con la propria stessa ragione sociale e missione fondativa, per Eurasia pare sottintendere solo Russia e niente altro.
D’altra parte, confermandosi russofilo fedele nonché devoto alla causa del Cremlino, dopo avere ringraziato Lavrov in occasione della consegna del Premio Raduga avvenuta il 6 ottobre 2022 a Mosca, Fallico riuscì ad esibirsi in un surreale corto-circuito, citando nientemeno che Tucidide:
“Il segreto della felicità è la libertà e il segreto della libertà è il coraggio”.
Elogiare la Russia attraverso la Libertà. Nell’era Putin. Dove i pochi coraggiosi vengono arrestati per avere esibito in piazza un foglio bianco…
Insomma, più che un’opera di diplomazia economica quella di Fallico pare una piatta e acritica condiscendenza verso Mosca da parte di un “nostalgico comunista rimpiangitore dei valori sovietici” (Sic!), come lui stesso ebbe a definirsi in una intervista a Italia Oggi.

? Russkiy Dom – Verona
Associazione creata nel novembre 2011, con sede in via dell’Adigetto, quale entità affiliata al Russkiy Mir.
Direttrice di Russkiy Dom è Marina Kholodenova della quale ha già esaustivamente parlato l’amico e co-fondatore di inOltre AnderBruckestand, definendola come “ubiquitaria”: ed infatti la ritroviamo in compagnia dei soliti personaggi dell’Associazione Lombardia-Russia: Bertolasi, Zoccatelli, Vito Comencini e Stefano Valdegamberi oltre all’editore romano Sandro Teti, russofilo, ex dipendente di Novosti a Mosca ai tempi sovietici, frequentatore del programma di Solovyov e collegato al fronte pseudopacifista dei Canfora, dei Capuozzo, degli Ovadia… Per non parlare di Nikolai Likin e del defunto Giulietto Chiesa. E non poteva mancare la Kholodenova alla commemorazione di Chiesa, con cui evidentemente condivideva la nostalgia per l’URSS dei bei tempi.
Russkiy Dom organizza da qualche anno il Festival del costume russo, kermesse patrocinata da FRM e ROtC, mentre il 10/6/23 Russkiy Dom è stata tra gli organizzatori del meeting commemorativo del secondo centenario del Congresso di Verona: graditi ospiti, tra gli altri, la Kholodenova, Daria Pushkova della Casa Russia di Roma e gli illustri gentiluomini della Associazione Amici della Russia Imperiale di Milano di cui parleremo nella terza parte. Dell’iniziativa ne dà notizia l’immancabile Bertolasi attraverso la pagina web Visual & Global Trends di Tiberio Graziani.
Mme Kholodenova si dimostra ultrapatriottica, tanto da organizzare le celebrazioni del 9/5 (con quota di partecipazione, che non guasta) annunciata da sfavillanti manifesti soviet-style che fanno tanto Nostalghìa. Tra gli altri organizzatori, l’Associazione Veneto-Russia di Zoccatelli & C., il ROtC ed il consolato russo di Milano. (8)

Marina Kholodenova risulta bene introdotta ai medi livelli della politica russa: appare infatti in foto con la Narochnitskaya (23/12/23), con Daria Pushkova (20/11/23), con il senatore plurisanzionato Aleksej Pushkov padre di Daria (3/12/23) e noto frequentatore del salotto propagandistico di Solovyov, con il nuovo ambasciatore russo Paramonov, con quello uscente, fanatizzato e screditato, Sergej Razov e con il console Shtodin.
Dalla compagnia non poteva mancare Shakhnazarov, quotato regista russo direttore di Mos-Film che il 4 maggio 2022, un mese dopo l’invasione, se ne uscì con questa frase:
“gli oppositori della Z non si aspettino pietà. Tutto è diventato molto serio: e questo significa campi di concentramento, rieducazione e sterilizzazione”.
Da Verona è tutto. Linea a Milano.

NOTE
(1) Fondato nel 2012 attorno ad un gruppo di ideologi ultraconservatori, l’Izborski Club è uno dei think-tank più influenti di Russia. È presieduto da Aleksandr Prokhanov editore della rivista di estrema destra Zavtra e tra i suoi membri include il consigliere di Putin Sergej Glaziev.
(2) La prossima tappa sarà Milano e verrà inclusa nella Terza Parte.
(3) Abramov è in società con Alexander Frolov e Roman Abramovitch in Evram PLC ed è stato recentemente collegato (novembre 2023) all’inchiesta Cyprus Confidential.
(4) Aldo Breoni, vp Banca di Verona; Mikhail Volkov, rappresentante VTB Vneshtorgbank in Italia; Sergio Forelli, OF-Counsel Studio Legale Carnelutti Russia.
(5) Il forum 2023 è stato invece tenuto a Samarcanda, in Uzbekistan. Tra gli italiani (pochi) presente Tiberio Graziani.
(6) Associazione Veneto-Russia, “consolato” di Donetsk, Lorenzo Fontana, Stefano Valdegamberi, Palmarino Zoccatelli ecc.
(7) Nikolai Malinov è un politico bulgaro dichiaratamente russofilo, sanzionato in USA e UK, accusato in patria di spionaggio a favore della russia ed inibito dal viaggiare all’estero.
(8) Una rapida considerazione sulla Associazione Veneto-Russia: non ce ne siamo occupati in questa sede solo in quanto AVR nasce e si sviluppa nell’area leghista veneta al di fuori dell’ecosistema FMR. A parte ciò rimane una delle realtà più beceramente allineate al Cremlino cui è perfettamente funzionale come obiettivi ed intenti.
RINGRAZIAMENTI
Desidero ringraziare gli amici AnderBruckestand e Asia “Toaster”, il cui importante lavoro e supporto, mi ha notevolmente facilitato la stesura di questo articolo.
DISCLAIMER
Ogni informazione presentata nel testo deriva da fonti open facilmente accessibili a tutti e quindi di pubblico dominio.
Chi volesse rileggere la Prima Parte, può farlo qui

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Ottimo lavoro, meriterebbe maggior diffusione. (Segnalo un evidente refuso: Nikolaj Lilin viene dato per defunto, come Giulietto Chiesa…)
Grazie. Anche della segnalazione.Lilin è ovviamente vivissimo. C’è stata una inversione nella sintassi .
Attenzione, ora Lilin è diventato Likin. Lo segnalo per rispetto dell’autore, non del finto siberiano 🙂
Gran bel pezzo di giornalismo!! Complimenti.
In riferimento alla Fondazione di San Basilio Magno (fondata da Konstantin Malofeev con il supporto del KGB, grazie al fondo di investimento nelle TLC Marshall Capital) si potrebbe dire che è stato il grimaldello della cricca KREMLIN INC. per cooptare il mondo ortodosso nella sfera di controllo dell’élite al potere e permettere di reprimere ulteriormente chiunque operasse al di fuori del loro sistema. La cosiddetta difesa dei valori “familiari”, che poggia sul rinnovato “fervore religioso”, è l’ennesima azione KGB-style che giustifica e rafforza le sue azioni contro la tolleranza e il liberalismo occidentali, leitmotiv del regime di Putin per sostenere i nazionalisti di estrema destra e i conservatori in Russia, Europa e Stati Uniti, il cosiddetto SOFT POWER in salsa russa altro non è che la rinnovata battaglia imperialista della Russia contro l’Occidente!
Di grande aiuto, grazie