Parte seconda.
Maurizio Murelli e il gruppo di Orion
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Nota introduttiva
In questo articolo non verranno trattate per ragioni di spazio ed omogeneità le molte connessioni tra Murelli-Orion e la Lega Nord ed ambienti collegati, che potranno essere oggetto di un futuro approfondimento.
1. Origini
Mosca, agosto 1992.
Erano passati solo otto mesi dall’ammaina bandiera sovietico del 25/12/91 e già la capitale della nuova Russia di Eltsin era divenuta meta di visionari personaggi europei-occidentali. Tra questi il belga Jean Thiriart e gli italiani Claudio Mutti, Carlo Terracciano e Marco Battarra. A fare gli onori di casa un giovane Alexandr Dugin.
Di chi parliamo esattamente?
Partiamo con brevi note su Jean Thiriart.
Nato a Bruxelles il 9/3/22 da ragazzo fece parte di gruppi di estrema sinistra favorevoli ad una alleanza col Reich nazista. Incarcerato per collaborazionismo alla fine della WW2 dalle autorità alleate, nel 1963 fonda Jeune Europe, movimento nazionalrivoluzionario, molto vicino alle posizioni dell’OAS francese, di matrice terzoposizionista, ovvero equidistante tra i due blocchi, ma con spiccata tendenza all’antiamericanismo: prospettive che attrassero simpatizzanti in diversi paesi d’Europa, dove furono attivate branche nazionali del movimento.

Relativamente all’Italia venne costituita Giovane Europa, cui aderiranno, tra gli altri Mario Borghezio, Franco Cardini e Claudio Mutti, radunati attorno a periodici come Europa Combattente e La Nazione Europea (1) di cui Mutti fu redattore-capo, che poi chiuderà nel 1969 assieme al progetto Jeune Europe.
Thiriart proseguirà quindi l’attività politica a livello individuale, radicalizzando la propria posizione antiatlantica ed avvicinandosi via via a Mosca fino a comporre nel 1985 la summa del proprio pensiero politico nel volume L’Empire euro-soviétique de Vladivostok à Dublin, rimasto incompiuto e pubblicato postumo da Mutti nel 2018.
La caduta dell’URSS vedrà Thiriart – che tre mesi più tardi morirà per infarto – coinvolto in un ultimo sussulto attivistico, con un viaggio a Mosca che lo metterà in contatto con Dugin, allora presidente della associazione storico-religiosa Arktogaia, circolo editoriale esoterico-filosofico di destra.
Erano i tempi i cui a Mosca l’opposizione a Eltsin cercava di darsi una struttura, che difatti entro poche settimane (ottobre 1992) si sarebbe consolidata nel Fronte di Salvezza Nazionale (Front natsional’nogo Spaseniya): accozzaglia fasciocomunista litigiosa e inconcludente, ma che sembrava poter realizzare le teorizzazioni ideologiche del frastagliato arcipelago rossobrunista e terzoposizionista europeo.
Da qui il pellegrinaggio a Mosca nella primavera-estate 1992 di vari soggetti della dx radicale ed antimondialista europea, tra cui Alain De Benoist, Pierre Viale, lo stesso Thiriart, Robert Steuckers – animatore di Synergies Européennes – e i vari Terracciano, Battarra, Mutti: ciascuno dei quali con un passato sospeso a metà tra radicalismo intellettuale, attivismo politico e vera e propria eversione e con un presente in frenetica evoluzione a cui ritenevano di potersi agganciare. Battarra come direttore della rivista Orion di Maurizio Murelli, Terracciano come leader di Nuova Azione e Claudio Mutti editore All’insegna del Veltro; Terracciano e Battarra anche come delegati dello European Liberation Front: cartello di formazioni dell’estrema destra fondato nel 1990 dallo stesso Battarra e da Christian Bouchet, inquietante figura di etnologo-esoterista, studioso di Alaister Crowley, satanista e massone già militante di gruppi nazimaoisti francesi, poi passato con Bruno Mégret.

2. Maurizio Murelli e Orion
Sarebbe stato quindi Marco Battarra a mettere in contatto Dugin con Murelli nel 1992 o 1993 avviando così un sodalizio che perdura tutt’ora. Ma sodalizio ancora precedente ed anch’esso perpetuatosi fino ad oggi (2), era stato quello tra Battarra e Murelli.
In questo caso tutto parte da Saluzzo dove nel 1984 Battarra e Murelli fondano il Circolo Culturale Barbarossa. Battarra proviene da Jeune Europe mentre Murelli è un ex-sanbabilino appena uscito dal carcere dopo una condanna a 11 anni per concorso morale nell’omicidio dell’agente di PS Antonio Marino, durante gli scontri di piazza del 12/4/73 a Milano.
Murelli ha il pallino editoriale e nel 1979, mentre in semilibertà, fonda a Saluzzo le Edizioni Barbarossa, poi rinominate Società Editrice Barbarossa (SEB) nel 1981, da cui emergerà più tardi l’omonimo circolo culturale. Il circolo è frequentato da ex-ordinovisti di Franco Freda e gente della sezione torinese di Europa Civiltà, l’organizzazione fondata nel 1967 da Loris Facchinetti a sua volta collegato a personaggi golpisti.
Il sodalizio Murelli-Battarra è dinamico e nel 1984 nasce la rivista Orion, edita da SEB e diretta da Battarra, che ben presto diverrà il laboratorio politico di riferimento per l’intera area della destra radicale antimondialista italiana, quella che non disdegna flirt con settori della estrema sinistra antiglobalista.
Saluzzo però è decentrata, fuori dalle dinamiche che in quella fase stanno avvenendo in Lombardia correlate alla prima Lega Lombarda bossiana. Il gruppo di Orion pertanto si trasferisce a Cusano Milanino dove darà vita ad una piccola costellazione comprendente anche la libreria d’area La Bottega del Fantastico, gestita da Battarra.
Murelli e la moglie Alessandra Colla, curano invece la SEB, nella cui orbita si aggregano l’ex-Prima Linea Enrico “Chicco” Galmozzi (3), Claudio Mutti e Carlo Terracciano, che divengono due delle penne di punta di Orion e del suo supplemento monografico Origini.

3. Sinergie Europee
Orion, dunque, come laboratorio politico al centro del sistema, che incrocia in maniera apparentemente confusa alla ricerca di spericolati sincretismi, il nero più nero con il rosso ed il verde.
La base però è quella neofascista. Nell’orbita di Orion entra la comunità militante Nuova Azione, che ruota attorno a Terracciano e Battarra, poi disciolta nei primi anni ’90.
Da Ferrara invece rispondono all’appello quelli di Aurora, rivista mensile pubblicata a partire dal 1988 dai circoli ex-rautiani “B. Niccolai” di Modigliana (Fo) e “A. Romualdi” di Cento (Fe) riuniti nel Movimento Antagonista – Sinistra Nazionale.
L’idea di base, di Murelli & soci, è quella di fondere le realtà antagoniste dell’arcipelago nero sparpagliate nella penisola in un movimento politico dotato di peso elettorale: classico Santo Graal dell’extraparlamentarismo di destra. Nell’estate 1987 Murelli,a accompagnato da Battarra, Terracciano e Mauro Ansaldi ex di Terza Posizione, organizza una serie di incontri tra Roma, Milano, Napoli, Tarquinia… cui partecipano esponenti di varie formazioni della destra radicale: dai milanesi di Ideogramma, agli skinheads romani del MPO di Maurizio Boccacci, ai napoletani di Fronte Europeo, a circoli dell’area di Franco Freda.
Il tentativo non riesce e Murelli deve accontentarsi di una specie di cartello tra formazioni militanti privo di sbocchi politici.
Tra queste ritroviamo Nuova Azione, che in ambito europeo opera sotto la sigla-contenitore del Fronte Europeo di Liberazione e che in tale veste prende parte ad un convegno a Mosca nell’ottobre 1992, presente anche Dugin.
Il terreno comune dell’antimondialismo, della lotta alla “cricca finanziaria internazionale” e della convergenza sui russi, favorisce quindi i rapporti tra il gruppo degli italiani (Murelli, Battarra, Mutti, Terracciano) e la nuova Synergies Européennes del belga Robert Steuckers, movimento transnazionale erede dello spazio lasciato libero da Jeune Europe ed egualmente di matrice antiborghese, anticapitalistica, antiamericana, nonché eurasista in nuce, in quanto pro-islam e plauditrice di regimi come quello, iraniano, nordcoreano, serbo ecc.
Nel 1993 o 94 nasce quindi Sinergie Europee, che si configura come la costola italiana di Synergies Européennes ed aggrega, oltre al giro di Murelli-Orion-Nuova Azione, anche i circoli di Aurora e i simpatizzanti italiani dello European Liberation Front: in tutto qualche centinaio di attivisti, tra cui figure di un certo peso, come i romani Rainaldo Graziani, figlio di quel Clemente che era stato fondatore di Ordine Nuovo e Gabriele Adinolfi ex leader di Terza Posizione, ambedue nella fase conclusiva del progetto Meridiano Zero/Orientamenti; i due conferiscono quindi in Sinergie Europee l’esperienza Università d’Estate, vale a dire una kermesse di formazione politica organizzata annualmente su base itinerante e che verrà proseguita con regolarità fino all’edizione 2000: la gestisce il Centro Studi Trans Linea di Graziani, che poi passerà la mano a quello di Adinolfi.
L’agglomerato Sinergie Europee è per sua natura piuttosto composito ed anche eterodosso al punto da consentire la convivenza di pagani (Murelli, Colla, Battarra), islamici (Mutti, Terracciano), atei (Galmozzi) e cattolici osservanti: l’idea-base di Murelli infatti, è quella di ricercare un denominatore comune tra le consonanze piuttosto che soffermarsi sulle differenze, per il conseguimento di un obiettivo condiviso. È il medesimo principio ispiratore dell’ammucchiata nazibol confluita nel Fronte di Salvezza Nazionale russo e dalla quale scaturirà poi, dopo il primo viaggio a Mosca di Battarra dell’estate 1991, il sodalizio tra Dugin e Murelli, di li a poco (circa 1993), esteso a Rainaldo Graziani, ritiratosi nel Varesotto dopo la fine di Meridiano Zero.
Gavirate, presso Varese, diviene quindi il nuovo baricentro del gruppetto di Orion, che pur mantenendo la propria sede a Cusano Milanino sotto la nuova etichetta di AGA Editrice (ex SEB) fa della Corte dei Brut una specie di centro operativo multifunzionale. Si tratta infatti di una vecchia cascina ristrutturata di proprietà di Ines Pedretti, moglie di Graziani e discendente da una famiglia fascista del Varesotto passata attraverso complicate vicende tra il 1943 ed il 1945. La Corte, trasformata in un buon agriturismo viene data in gestione alla Coop. Sociale Arnia e diventa quindi proscenio di eventi, manifestazioni e raduni d’area, compresa l’Università d’Estate 2000 (29/7-2/8), che chiude col botto dopo avere riunito ospiti e partecipanti di una trentina di organizzazioni neofasciste coordinate da Adinolfi. Tra gli invitati illustri il noto negazionista svizzero dell’Olocausto, Jurgen Graf che di lì a poco, inseguito da una condanna, fuggirà in esilio a Mosca, dove risiede tuttora.
Per parte sua Adinolfi passerà dall’anno successivo alla direzione di Orion, in temporanea sostituzione di Alessandra Colla.
Adinolfi alternerà la direzione di Orion (che cesserà le pubblicazioni circa nel 2007) con i propri progetti personali, mantenendo attraverso il Centro Studi Polaris (4), la gestione della Università d’Estate, la cui edizione 2002 a Rieti vedrà la presenza di Gianluca Iannone, che rientrando a Roma avvierà il progetto Casa Pound.

4. Della Corte e dei suoi cortigiani
Corte dei Brut opera dunque sotto la gestione della Coop. Sociale Arnia, costituita nel 2013 con Ines Pedretti come presidente, Rainaldo Graziani come CEO, il figlio Manfredo come consigliere CdA e la figlia Flavia Romana avvocato presso lo Studio Madia di Roma, come consulente legale dell’impresa. Il tutto confermato dai rispettivi profili LinkedIn. Particolare interessante, manager della Arnia è Carlo Rola di Busto Arsizio, imprenditore: lo stesso che nel 2020 troveremo candidato a sindaco di Belgirate con la lista NSAB -MLNS, ovvero Movimento Lavoratori Nazionali Socialisti.
La lista verrà ovviamente rigettata e vietata dal TAR.

Corte dei Brut diventerà negli anni il cuore pulsante del rossobrunismo italiano, una specie di “luogo dell’anima” per Murelli e le iniziative editoriali dell’AGA, con Dugin come ospite d’onore nel giugno 2018 ed eventi commemorativi della figlia Darya Dugina nel 2023 e 2024. Simbolico l’incontro del giugno 2018 che si concluderà con la consegna a Dugin della lampada solstiziale Julleuchter, assai cara alla mistica delle SS di Himmler. Sono presenti alla cerimonia Savoini, Bertello, Steinmann, Inzaghi e Claudio Siniscalchi.

È dunque totale ed acquisterà col tempo peso e ruolo sempre maggiori la fascinazione esercitata da Dugin su Murelli, Graziani, il gruppo di Orion ed il giro della Corte dei Brut, che per sua natura appare piuttosto variegato.
Murelli infatti interagisce da un lato con vari soggetti del dottorame intellettuale d’area russofila, chiamati a commentare libri, eventi e convegni organizzati dalla Corte: come i docenti e filosofi evoliani Luca Siniscalco e Andrea Scarabelli, con quest’ultimo impegnato a collaborare anche con Geopolitika.ru, sito già del circuito di Prigozhin; oppure come Lorenzo Maria Pacini, membro del MIR, Movimento Internazionale Russofili sponsorizzato dal Cremlino; oppure con i giornalisti Luca Steinmann freelance e Matteo Inzaghi direttore di Rete 55.
Dall’altro lato Murelli non disdegna di associarsi alla manovalanza spendibile, frequentando ambienti come Casa Pound per promuovere gli scritti di Dugin, oppure il circolo fascioidentitarista Terra dei Padri di Modena, dove nell’ultimo periodo della sua vita è stato di casa Giulietto Chiesa, vecchio arnese comunista filosovietico evidentemente a proprio agio nel rossobrunismo filorussista di Murelli.
Con questi supporti alle spalle, nel 2018 Dugin sbarca in Italia accolto da Murelli, per un tour promozionale che ripeterà nel 2019: AGA ha ottenuto infatti l’esclusiva editoriale per l’Italia sugli scritti di Dugin, che promuove dinanzi le solite platee di sovranisti, neofascisti, leghisti ed identitaristi vari. Organizza i tour l’Associazione REuropa di Daniele Bertello. Di chi si tratta?

Di un consigliere di amministrazione, dall’agosto 2016, della Cooperativa Sociale Arnia, nonché presidente ENES – Ente Nazionale Economia Sociale, cui la Arnia è associata.
Il quotidiano La Stampa in un articolo del 5/11/18 fornisce ulteriori particolari: nel 2016 Ines Pedretti è stata la candidata a Casaleggio di Novara (rimediando zero voti) per il NSAB-MLNS ossia Movimento Lavoratori Nazionalsocialista (che nel 2020 proverà a candidare Carlo Rola a Belgirate), mentre la sua vice alla presidenza dell’Arnia, Nicoletta Cainero risulta nota per essere stata la compagna di Giovanni Battista Ceniti, dirigente di Casa Pound a Verbania, condannato a 20 anni di galera per omicidio nel caso Gennaro Mokbel.
Assieme a Ceniti era stato condannato Egidio Giuliani, ex NAR, che fino all’arresto era stato VP della Arnia, poi sostituito dalla Cainero.
Non solo: nel 2017 la Arnia registra i domini web “centrostudiordinenuovo.org” e “ordinenuovo.org” ed un anno più tardi, nel maggio 2018, Rainaldo Graziani conferisce a Daniele Bertello la presidenza del Centro Studi Ordine Nuovo, di cui era prevista la riattivazione.
Sempre secondo La Stampa, la riattivazione del CSON venne annunciata da Murelli su fb il 6/2/17 e ci sarebbe anche un video celebrativo dell’evento, girato a Roma tra pochi intimi ed opuscoli con l’ascia bipenne. Pare tuttavia che il progetto CSON non abbia poi avuto sviluppi concreti.
La stessa REuropa sembra sia stata effimera e legata unicamente al tour di Dugin 2019, dove si associa al marchio Università d’Estate: il suo profilo fb appare inattivo infatti dal maggio 2019 e l’unica cosa che se ne ricava è la pomposa presentazione bio: “circuito culturale, laboratorio di idee, sede di confronto e di analisi etica, politica, economico e sociale […] per ridefinire, riprogettare e rivoluzionare l’idea di Europa”.
Sotto il vestito, il nulla.
Tra tanto fumo spunta però qualche pezzo di arrosto. Ad esempio l’incontro a Lugano, il 10/6/19, con Dugin come ospite d’onore nella tappa svizzera del suo tour italiano REuropa: evento organizzato dalla società svizzera Ticonsul SA, collegata ad una associazione denominata Fratria.
Peculiarità della Fratria di Lugano è l’essere stata fondata ed avere come vicepresidente un ex-politico ticinese, Roger Etter, reduce da 11 anni di galera per tentato omicidio del suo socio in affari Ernesto Zanini, avvenuto il 24/3/03 a Rovio.
Inutile parlare qui della russofilia di Etter, esplicitata nel suo profilo fb ed anche della sua amicizia con Salvini e Savoini: perché per occuparci di Lega ci sarà tempo un’altra volta.
A proposito di fratrie, ne spunta fuori un’altra dai cunicoli dell’identitarismo duro e puro: quella Altotiberina di Augusto Bianconi, che si definisce nientemeno che “comunità organica di destino”. L’associazione, che opera a Città di Castello, svolge attività congiunte con Vento dell’Est di Lorenzo Berti ed ha ospitato (15/3/24) una tappa del tour promozionale di Murelli sulla Dugina.

La commemorazione della Dugina in collaborazione con la Fratria Altotiberina
La Corte dei Brut è comunque un profluvio di iniziative: arte, letture, serate musicali. Tra queste la performance “Il Sole di Mezzanotte”, ispirata allo scritto di Dugin “Soggetto Radicale” e regolarmente eseguita dal pianista Johannes Bickler: un giovane talento che ha la prerogativa d’essere nipote di Hermann, criminale nazista alsaziano condannato a morte dalla magistratura francese nel 1948 e rifugiatosi dopo la WW2 a Cardana di Besozzo, dove si spense serenamente nel 1984 nella quiete del lago e dove uno dei suoi figli, Dietrich papà di Johannes, nel 2005 diede ospitalità ad Erich Priebke per qualche giorno di vacanza dai domiciliari.
Non sorprende quindi, che la storia dei Bickler si intrecci con quella di Priebke, e non solo in quel di Roma. Ed ancor meno sorprende che tutto questo ruoti attorno alla Corte, tra negazionisti svizzeri in fuga e candidati sindaci nazionali-socialisti. Per non parlare dello spazio-rubrica che Orion aveva dato, sulle proprie pagine, a gente del calibro di Robert Faurisson e Carlo Mattogno, quest’ultimo sodale dello stesso Graf ed autore di Auschwitz, fine di una leggenda. Pubblicato nel 1994 da Ar, le edizioni di Franco Freda.
Non solo Dugin alla Corte, ma anche Darya Dugina suo malgrado, commemorata in due occasioni nel settembre 2022 ed il 20 agosto 2023. Tra gli officianti alla cerimonia, Alessandra Colla, moglie di Murelli, cultrice di Ipazia e collaboratrice della pubblcazione identitaria d’area leghista Terra Insubre. Colla proviene dall’ambiente di Freda, avendo lavorato alle Edizioni Ar, prima di passare alla direzione di Orion.

5. Da rossobrunismo a russobrunismo
Partiamo da una foto.
Quella di Maurizio Murelli in elegante completo, ospite di un evento organizzato all’ambasciata russa di Roma in occasione della Giornata dei diplomatici russi: nel cui contesto venne tenuta una ennesima commemorazione di Darya Dugina: musica di Angelo Inglese, compositore e Ines Pedretti, autrice del testo e moglie di Graziani.

La foto, tratta dal profilo fb di Murelli è accompagnata dalla scontata elegia dell’ambasciatore Paramonov verso la Dugina, idealizzata quasi come una santa e dal totale appiattimento di Murelli che condivide sul proprio profilo la elegia corredata dalle accuse all’Ucraina, pur non esistendo prova alcuna di un coinvolgimento di Kyiv nell’attentato.
Un estratto:
“Darya è rimasta vittima del terrorismo ucraino generato da un miscuglio di ideologie misantropiche, ignoranza e inciviltà, malvagità viscerale, blasfemia, totale disprezzo sia dei valori comuni della cristianità che di quelli umani e universali. Possiamo dire che la tragica storia della vita e della morte di Darya Dugina simboleggia lo stesso scontro tra il bene ed il male che vediamo concretizzarsi nella crisi ucraina”.
Siamo alla escatologia. Anzi, alla propaganda escatologica da predicatore di piazza. È scartologia, per dirla in battuta.
Non è un caso isolato. Al di là dall’avere adottato la teoria multipolare di Dugin, Murelli appare totalmente, acriticamente e pregiudizialmente appiattito sulla narrativa del Cremlino, quindi su Putin, di cui ne fa l’apologia (29/4/24) utilizzando le stesse parole, gli stessi mantra, gli stessi slogan di un Solovyov o di una Simonyan, contro un “Occidente collettivo e codardo”:
“E ribadisco, lo spirito di Roma, quello della gloriosa storia europea oggi sopravvive nel ventre del Cremlino”.
Di peggio in peggio. In un grottesco post dell’8 aprile, il nostro riesce addirittura a negare l’invasione russa dell’Ucraina, distorcendo la realtà con uno spettacolare carpiato a doppio avvitamento:
“Noi ben sappiamo che ad aggredire e tentare l’invasione della Russia è da tempo la NATO”.
Proseguiamo su un terreno sicuramente familiare a Murelli. Nietzsche ed il suo aforisma sull’Abisso. Ebbene deve essersi impadronito davvero di lui: perché ad un certo punto, nella smania di accusare la NATO e difendere Mosca, finisce per rinnegare di fatto la sua stessa storia politica assieme a quella parte d’Europa vittima della dominazione sovietica, che schierava un milione di soldati con migliaia di carri ai confini dell’Occidente (4/4/24):
“La propaganda atlantista è riuscita a persuadere che la NATO è nata per difendersi dall’aggressività russa […]. Se vogliamo comprendere quel che sta accadendo oggi, le lancette della cronologia vanno spostate […] al 1949 quando viene fondato lo strumento atto all’aggressione militare chiamato NATO”.
Quando si raggiunge il fondo non resta che scavare. Ed infatti il nostro teoreta lo fa con dedizione auspicando una definitiva vittoria russa:
“E se una guerra è l’unica via per disfarsi del fuffame mondialista al governo della pseudo Europa, ben venga la guerra. Chissà che il sogno di vedere i cavalli cosacchi abbeverarsi alle fontane di Roma non si avveri.”
Potremmo continuare ancora a lungo spulciando le perle di Murelli dal suo profilo fb. Ma c’è il rischio di diventare monotoni e ripetitivi.
Perciò chiudiamo con l’estratto da uno scritto della Dugina, considerata una specie di Madonna addolorata, invece di quello che veramente era: una greve sciovinista, imbevuta di ideologia imperialista e totalmente allineata alla rozzopropaganda del Cremlino:

“È stata la Russia a fare il massimo degli sforzi per evitare che la situazione degenerasse in un conflitto militare. La Russia ha tentato di risolvere, a livello diplomatico, il confronto con l’Ucraina, che era diventata una sorta di colonia degli Stati Uniti e dell’Occidente.
Quindi da parte nostra c’era dialogo, mentre loro proponevano la guerra […] Era l’Ucraina a pianificare una vasta operazione militare […] e noi abbiamo solo difeso.[…]
Abbiamo anticipato questi piani. E sono sicura che è stata una mossa strategca molto giusta da parte della nostra leadership.”
Questa era Darya Dugina. La Santa. La penitente. La martire che invocava la sottomissione degli ucraini, portatrice non-sana di una idea malata e non a caso condivisa da uno come Murelli: che in un post su fb è riuscito a scrivere una cosa come “quello sgorbio geografico che prende il nome di Ucraina”.
Dalla Corte dei Brut Miracoli è tutto e pure troppo.
Fine Parte Seconda
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Note
(1) Europa Combattente venne pubblicato a Milano tra il 1965 ed il 1966, sotto la direzione di Salvatore Francia. Venne poi sostituita da La Nazione Europea a partire dal 1967 e fino al 1968; quest’ultima diretta da Pierfranco Bruschi. Salvatore Francia passerà poi a Ordine Nuovo con Clemente Graziani. Bruschi era stato uno dei fondatori di Giovane Europa.
(2) Battarra è titolare dello Spazio Ritter di Milano, libreria d’area specializzata in esoterismo, fascismo, neofascismo e storia militare. Il locale è sovente punto d’incontro per convegni ed eventi collegati all’ambiente.
(3) Enrico Galmozzi è stato tra i fondatori di Prima Linea e quindi condannato a 27 anni di carcere per due omicidi.
(4) Il Centro Studi Polaris, fondato nel 2004 è un think tank orientato sulla politica, la geopolitica, le scienze sociali e la cultura. Risulta attualmente operativo e dispone della rivista Polaris, di cui Adinolfi è indicato come redattore capo. La rivista è pubblicata dalla casa editrice Passaggio al Bosco, ideologicamente vicina a Casaggì ed all’ala sociale di FdI. La locuzione passaggio al bosco, è un concetto di Jünger molto caro alla destra rivoluzionaria, compreso Rainaldo Graziani ai tempi di Meridiano Zero.
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1 ha pensato a “Figli del Sole Nero: Dugin, Murelli ed i primi eurasiatisti italiani”