

Nel nuovo romanzo di Federica De Paolis, l’amore si consuma nella sua zona più ambigua: tra abitudine e desiderio, fedeltà e tradimento, verità e menzogna. Un libro cerebrale e sentimentale, che interroga la fragilità delle relazioni umane.
Ogni coppia ha un tempo felice. Chi più lungo, chi più corto. A un certo punto il tempo felice finisce. Qualcuno se ne accorge, altri no. La fine non è sempre drammatica, a volte è quasi banale: una parola non detta a cena, il silenzio che si dilata, un bacio mancato, i corpi che si allontanano. Nessun litigio, niente urla, solo la freddezza della vita quotidiana.
L’altro, che abbiamo profondamente amato e desiderato, diventa ovvio, scontato. E il nostro corpo si apre ad altre possibilità. Di questo si occupa Federica De Paolis nel suo nuovo romanzo, intitolato Il nemico, edito da Feltrinelli.
Un romanzo che parla di sentimenti e relazioni. De Paolis scandaglia la vita intima della protagonista e voce narrante, con un linguaggio poetico e metaforico, perfetto per raccontare l’amore, l’amicizia, l’adulterio.
Sulla copertina de Il nemico un uomo e una donna si baciano, creano una simmetria, un’immagine speculare. Sono due corpi vivi, pesanti, le grinze del copriletto danno materialità alle figure. Sono marito e moglie? Sono amanti? Non si capisce. Possiamo dire che dalla copertina traspare una profonda tenerezza.
Adele ha cinquant’anni. Una vita familiare tranquilla, un marito medico, una figlia adolescente. Abita a Torino, dove svolge il mestiere di traduttrice. Eppure, un giorno di vacanza, una banale conversazione con l’amica Dacia le apre una possibilità. Senza che se ne rendesse conto, Adele ha esaurito il tempo felice con Dario.
Quando inizia a tradurre un nuovo romanzo, Il nemico, dello scrittore francese Roland Blier, Adele è una donna diversa, aperta alla possibilità del tradimento. E infatti questo accade. Avvia uno scambio di email con Blier, che sfocia ben presto dal professionale al personale. L’attrazione che Adele prova per Blier è totalizzante e febbrile. Parallelamente, anche la figlia adolescente Gilda scopre il primo amore.
Quando Adele e Blier finalmente si incontrano, instaurano una relazione vorticosa, fatta di detti e non detti, lampanti rivelazioni e menzogne. Adele non capisce più cosa sia vero e cosa sia falso. Blier è passionale, ma anche geloso, violento, irrisolto. Adele si sente usata, sfruttata, come se il suo amante la utilizzasse per vivere ciò che poi, forse un giorno, scriverà.
Da subito si intuisce che si tratta di un amore destinato a esplodere, ma nonostante ciò seguiamo i movimenti di Adele e Blier con incertezza e tensione, probabilmente perché parlano un linguaggio universale.
Il nemico di Federica De Paolis è un metalibro, un romanzo sorprendente, che ci svela la banalità delle relazioni umane, giocando con il lettore, che facilmente intuirà dietro a Roland Blier un noto, anzi notissimo, scrittore francese. Un libro cerebrale, adatto a chi vuole ragionare sulla natura delle relazioni umane.

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