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Nota introduttiva
Questo articolo è la terza parte della Serie Milizie, la cui seconda parte la potete trovare qui
1. Professione neofascista (ortodosso)
Si considera uno dei padri fondatori della cosiddetta Repubblica Popolare di Donetsk, in quanto tra i primi a prendere le armi nel 2014 in supporto alla regione separatista in Donbas. Parliamo di Alexander Matyushin classe 1984, professione neofascista ortodosso, quindi alla russa, anche noto come Alexander de Krog, originario di Makiivka presso Donetsk: uno dei tanti capibastone di milizie antisemite, suprematiste e clericofasciste, che in teoria non dovrebbero esistere, ma che il Cremlino ha ampiamente sfruttato nella sua sporca guerra in Donbass, a dispetto della sua narrativa sulle “repubbliche popolari antifasciste”: propaganda assai valida per i gonzi in generale e gli “utili idioti occidentali” in particolare, ma di scarso se non nullo riscontro nella realtà.
Il percorso politico di Matyushin rispecchia molte delle contraddizioni e dei conflitti etnico-ideologici che hanno dilaniato questo angolo di Ucraina negli ultimi dieci anni, in primis a causa dell’ingerenza di Mosca.
All’inizio degli anni 2000 Matyushin, cittadino ucraino, non era altro che un integralista ultraortodosso a quei tempi sodale di Dmytro Korchynsky, figura ambigua di agitatore fascistoide e leader del gruppetto ucraino di estrema destra Bratstvo, accusato di avere legami con Mosca e con l’oligarca putinista Viktor Medvedchuk oltre che di essere ammiratore di Dugin.

Secondo Matyushin, la collaborazione con Korchynsky puntava a creare i presupposti per una rivoluzione cristiano-ortodossa in Ucraina, alla cui avanguardia doveva porsi un movimento integralista politico religioso modellato come una specie di Hezbollah ortodosso. Un fanatismo che lo porterà a dichiarare bombasticamente alla BBC:
“Stiamo combattendo per la liberazione di tutte le terre russe e siamo pronti a marciare fino al Danubio”
Le strade dei due però si separarono ben prima di arrivare al Danubio, pur rimanendo sintonizzati sulla medesima lunghezza d’onda ideologica. Matyushin ad un certo punto si trasferisce a Mosca dove, come lui stesso racconta, entra in contatto con gruppuscoli skinheads, salvo poi aderire al partito Nazional-Bolscevico di Limonov e Dugin; dopodiché, quando quest’ultimo rompe con Limonov fondando il partito Eurasiatico, Matyushin lo segue.
È probabilmente in questa fase (2005), che Matyushin sente il richiamo del Donbas. Aderisce infatti al movimento estremista ultraradicale Russkiy Obraz di Ilya Goriachev,
Obraz, fondato nel 2003 sulla falsariga di un analogo movimento serbo, è apertamente neonazista nonché sodale degli altri gruppi simili della scena europea (Blood & Honor, Combat18) e controlla una cellula clandestina terroristica denominata BORN, dedita all’omicidio di giornalisti e politici ostili.

In realtà Obraz è un tool del Cremlino per la gestione dell’arcipelago ultranazionalista russo, mentre BORN è un tool di Obraz per l’esecuzione di lavori sporchi. BORN infatti era nato nel 2007 da Nikita Tikhonov e dalla sua compagna Yevgenia Khasis, che rifugiatisi in Ucraina per sfuggire ad un arresto per omicidio in Russia, pare avessero contattato Goryachev chiedendogli aiuto. Goryachev, che si diceva in contatto con le alte sfere del Cremlino gli avrebbe quindi proposto il ritorno sicuro in Russia in cambio di “favori politici” commissionati da Leonid Simulin, dell’amministrazione presidenziale di Putin. È in tale contesto che sarebbe nato BORN, poi scaricato una volta ritenuto non più utile, ma non prima di avere perpetrato una decina di omicidi dietro ai quali, secondo la confessione della Khasis poi condannata a 18 anni, vi era la longa manus del Cremlino, in particolare di Surkov, il “cardinale grigio”.
La commistione tra apparati dello stato russo e gangs criminali e di ultradestra è tipica di quegli anni: il sistema putinista manovra gli estremisti sfruttandoli con l’intento di controllarli ed in cambio lascia loro spazi di manovra. Ed infatti Obraz è uno degli organizzatori delle edizioni 2008 e 2010 della Marcia Russa, ovvero la parata dell'”orgoglio neonazista” nelle strade della capitale o altrove, così come il 4/11/09 provvede ad allestire in piazza Bolotnaya, nel centro di Mosca, un concerto della band nazirock Kolovrat.
Matyushin dunque ritorna in Donbas dove costituisce la sezione di Donetsk di Obraz (???????? ?????? ????????) con la quale poi, nel dicembre 2005, aderisce al cosiddetto Movimento Sociale Repubblica di Donetsk MS-DRP: fronte indipendentista di scarso seguito presieduto da Denis Pushillin, concittadino di Matyushin, destinato (nel 2018) a diventare capobastone di Donetsk ma che in quella fase era una figura oscura, poi messasi a capo (dal 2011) di uno schema truffaldino tipo Ponzi.

Al MS-DRP aderiscono anche, come soci fondatori, due dirigenti dell’ala giovanile degli eurasiatisti di Dugin (ESM), Andrey Purgin e Oleg Frolov, ambedue di chiara matrice neofascista ed organizzatori della Marcia Russa di Donetsk del novembre 2013, che aveva visto la partecipazione di decine di sigle ultranazionaliste e dell’estrema destra russa. Secondo KHPG, nell’agosto 2006, prima di scendere in Donbas, Purgin e Frolov avrebbero trascorso un periodo in un campo di addestramento ideologico e paramilitare finanziato da Vladislav Surkov, vice-capo dell’amministrazione presidenziale di Putin addestrandosi al ruolo di agitatori ed alle tecniche di rivolta urbana. Il campo era stato organizzato dalla ESM di Dugin e vi parteciparono decine di giovani, diversi dei quali avrebbero poi preso parte all’insurrezione nel Donbas del 2014.

Non è un caso quindi, che sia Purgin sia Frolov, con lo stesso Matyushin, si siano ritrovati il 4/4/13 a guidare un gruppo di facinorosi del MS-DPR all’assalto del Centro Izolyatsia di Donetsk, dove era in corso un convegno culturale, cui aveva preso parte anche l’ambasciatore USA in Ucraina. Così come non è un caso che ambedue andarono a ricoprire ruoli di rilievo nella cosiddetta repubblica DPR: Purgin quale primo “primo ministro” e Frolov come membro del “parlamento”.


2. Anno Domini 2014
Ecco giungere il fatidico 2014. L’annessione illegale russa della Crimea è un segnale, per gli sgangherati indipendentisti del Donbas, che le cose stavano per mettersi in moto anche nei due oblasti di Donetsk e Lugansk.
Ed infatti, nel corso di una intervista rilasciata al canale russo APN il 3 maggio 2019, Matyushin ricorda come a partire già dal 3 marzo 2014, si fosse formata una tendopoli nella piazza di Donetsk antistante il palazzo dell’amministrazione dell’oblast, presidiata da forze organizzate, specificatamente del MS-DRP di Purgin e Matyushin, che a quei tempi comandava la squadra che quel 3 marzo 2014 cercò di prendere d’assalto il palazzo dell’oblast.
Come Matyushin ricorda, quel giorno nella sua squadra erano confluiti energumeni di varia estrazione: hooligans calcistici, minatori, naziskin ed altra teppaglia. A guidare l’assalto vi erano Matyushin e Yegor Volchkov che piu tardi, nel 2017, assumerà il comando del famigerato battaglione Somalia, dopo la prematura dipartita di Mikhail Tolstych “Givi”.

Mosca osserva e tira i fili, ma non lascia troppo guinzaglio alle indisciplinate milizie. Verso metà marzo 2014 provenienti dalla Russia, cominciarono ad infiltrarsi a Slovjansk in forma anonima, centinaia di Spetsnaz del GRU oltre a volontari ultranazionalisti e paramilitari cosacchi i quali andarono ad irrobustire la massa di facinorosi che il 6 aprile prese d’assalto i palazzi del governo, dando inizio alla secessione. A Donetsk sarebbero affluiti anche parecchi militanti del BORN mentre gli ideologhi e leaders di alcuni movimenti neonazisti russi sarebbero stati coinvolti nei combattimenti del 2014 oppure nel reclutamento di volontari: tra questi la RNU di Alexander Barkashov, i Nazbol di Limonov e gli stessi eurasiatisti di Dugin. Il 12 aprile a scendere in campo sarà Igor Girkin con i suoi, che fino a metà agosto sarà il burattinaio sul campo per conto di Mosca.

Matyushin è parte di questi eventi, come ideologo e come combattente. La sua ideologia appare sincretista ed a tratti confusa. In un suo scritto “Filosofia della Rivoluzione” (2015) così si esprime:
L’autorità è al di sopra della burocrazia.
La giustizia è superiore al codice penale.
La solidarietà è più alta della Costituzione.
Le persone sono al di sopra dello Stato.
Sfortunatamente, la rivoluzione di Donetsk non ha ancora raggiunto questi obiettivi, motivo per cui non è finita…
Quanto al combattente, secondo quanto da lui stesso affermato ad un media russo, venne nominato deputato al cosiddetto parlamento DPR salvo poi scegliere la “maggiormente utile” strada delle armi. In tal senso l’ala giovanile del Movimento Sociale Repubblica di Donetsk viene convertita in unità paramilitare che prende il titolo di Varyag (???????? ?????) mutuandolo dal nome di battaglia dello stesso Matyushin. Forse casualmente ma più probabilmente no, Varyag è stato anche il titolo di un reparto delle Waffen-SS, costituito in Serbia nel 1942, con un gruppo di volontari russi-bianchi (SS-Sonder-Regiment “Waräger”).

Interessante fatto che nel canale VK di Varjag, nel 2013 vi fosse una rielaborazione dell’aquila del Terzo Reich con una celtica caricata sul petto e lo slogan “Russia Ridestati!” evidentemente mutuato dal motto nazista “Deutschland Erwache!”
Altresì, un certo numero di militanti di Obraz Donetsk, oltre a volontari russi, si aggregano al Varyag, che una volta operativo viene posto a disposizione del cosiddetto Ministero della Sicurezza (MGB) della DPR. Complessivamente, sarebbero entrati a far parte del battaglione circa un centinaio di fanatici, identificati da un patch con Totenkopf che mussolinianamente recita: “molti nemici, molto onore”.

Al comando del gruppo, che poi assumerà la configurazione di battaglione si pone lo stesso Matyushin, che in una intervista riconoscerà il ruolo ideologico-formativo avuto nel proprio percorso politico-militare a Ilya Goryachev, che in quel momento scontava l’ergastolo in Russia per omicidio plurimo perpetrato da BORN.
Matyushin, che si autodefinisce “fascista ortodosso” conferma come all’interno di Varyag vi fossero militanti di lungo corso nonché elementi di recente afflusso, tutti però accomunati “dalla chiamata dello spirito e del sangue russo”. Interessante l’esegesi etnografica, con malcelata vena di razzismo che fa degli ucraini, cui nega la slavicità senza accorgersi che così facendo, conferma le ragioni rivendicate dall’identitarismo ucraino per sottrarsi alla narrativa dei “due popoli fratelli” imposta ai “piccoli russi” dal nazionalismo imperialista russo. Ma vediamo cosa dice:
La russofobia e l’”antimperialismo” sono i pilastri del nazionalismo ucraino. Inoltre, gli ucraini non sono slavi di sangue. Confronta gli archetipi popolari dei popoli russo e ucraino. Nei racconti popolari russi si vede Kiev, la capitale, Madre Rus’ e Bogatyrs russi. Gli ucraini, tuttavia, hanno il cosacco Mamay, seduto a gambe incrociate alla turca, con indosso pantaloni turchi e un’acconciatura da abitante della steppa, che suona uno strano strumento musicale asiatico chiamato “Baida”. L’ideale della bellezza russa sono gli occhi azzurri e una treccia chiara. L’idea degli ucraini sono “sopracciglia nere e occhi marroni”.
Nel 2014 il Donetsk è un coacervo di faide e interessi divergenti tra gruppi criminali, signori della guerra, oligarchi, proconsoli del Cremlino, servizi segreti, mercenari, fanatici ed estremisti di ogni tipo, tanto che lo stesso Varyag, causa conflitti interni, nell’autunno 2014 verrà tolto al MGB e riassegnato alla brigata Guardia Repubblicana subordinata al comandante militare DNR, ovvero Vladimir Kononov, successore del dimissionario Igor Girkin.
In tale periodo Varyag si ritrova a combattere nella zona dell’aeroporto di Donetsk ed in uno di questi scontri rimane ferito lo stesso Matyushin (ottobre 2014).

Intervistato mentre in convalescenza (6/11/15) Matyushin si esibisce in un paio di risposte interessanti. La prima:
“in questa guerra mondiale, che si sta svolgendo in tutto il mondo, “Minsk” è solo una breve tregua su uno dei fronti di un nuovo guerra mondiale, necessaria per la rinascita, come se una fenice dalle ceneri della Russia sconfitta nel 1991.
E in questa guerra o vinceremo. Oppure non esisteremo affatto.“
La seconda riguarda invece la sua ideologia. Accetta quella di “fascista” ma rifiuta quella di nazista:
“Credo che in futuro ogni nazione dovrebbe creare la propria comunità basata sulle proprie tradizioni e solo allora unirsi in una federazione più ampia. Questa mia visione è in forte sintonia con la visione del mondo del fondatore del neo-eurasiatismo A.G. Dugin. E questa sarà una vera democrazia popolare, e non quella perversa che i paesi occidentali ci stanno instillando. Quindi credo che alla fine la rivoluzione dei beni comuni vincerà.
Ma se parliamo della mia ideologia, allora sono di sinistra tra la destra e di destra tra la sinistra.”
Poche settimane più tardi, il 12 gennaio 2015 il Varyag viene ribattezzato 5° battaglione tattico della Guardia Repubblicana e sotto tale denominazione prende parte a diversi combattimenti nel Donetsk, tra cui quello di Debalchevo, così come riportato nel loro canale VK.
Il 15 agosto 2015 la brigata Guardia Repubblicana viene a sua volta riorganizzata come 100a brigata separata fucilieri della DPR, mantenendo tale denominazione fino al 1° gennaio 2023 allorché, a seguito dell’annessione unilaterale del Donbas da parte del Cremlino e dell’incorporazione dei suoi reparti nell’esercito russo, viene ribattezzata 110a brigata fucilieri della guardia, con il 5° battaglione di brigata erede diretto del Varyag, ma con poco o nulla a che fare con l’unità originaria.

Unità Varyagj
Il Varyag di Matyushin non deve essere confuso con l’unità Varyagj costituita nell’ottobre 2014 come reparto di sicurezza della brigata LNR Prizrak di Alexey Mozgovoj.
Posta agli ordini di Konstantin “Stiler” Kovalev, Varyagj era formata principalmente da volontari provenienti dai Night Wolves, del capitolo di San Pietroburgo. Dopo la morte di Mozgovoy, i reparti MGB (sicurezza Interna) della LNR circondarono la base e costrinsero i Varyagj alla resa ed al ritorno in Russia (maggio 2015).
FINE
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