2 pensieri su “Euro digitale: perché chi controlla i pagamenti controlla il potere

  1. Giusto sganciarsi dai sistemi di pagamento stranieri, anche per questioni di costo del servizio dei medesimi.
    Sarebbe anche auspicabile creare dei dispositivi disponibili per il pagamento offline separati dagli smartphone, che si affidano alla rete mobile e sono gestiti da imprese private, e staccati anche dai possibili servizi offerti e prelievo digitale dalle banche.
    Un portafoglio vero digitale, in formato tipo chiavetta USB, token fisico o qualcosa del genere con possibilità di conoscere il credito posseduto.
    Non so se sarà davvero possibile farlo.

  2. Già durante la pandemia osservavo che sarebbe stata necessaria una moneta digitale “pubblica” perché le banche, che sono istituzioni private, non possono beneficiare delle transazioni se il cittadino è obbligato a utilizzare pagamenti digitali. E quindi renderli obbligatori configurava un’iniquità verso i cittadini. Per garantire pagamenti digitali equi deve esistere una moneta digitale a costo zero, come quella di carta, per chi non volesse avere un conto in banca, che dato che è un servizio fornito da privati con fini di lucro non può essere obbligatorio. Questo aprirebbe anche una concorrenza virtuosa degli istituti privati: se scelgo di avere un conto corrente e affronto un costo devo pagare per veri servizi, e non un canone, dato che sono io, correntista, a prestare soldi alla banca.

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