

Se siamo a questo grado di diffusione dell’antisemitismo, se siamo questo grado di accettazione sociale dell’antisemitismo, se siamo a questo grado di impunità dell’antisemitismo è anche, o per meglio dire direi soprattutto, perché non lo si riconosce.
E non lo si riconosce perché le società insieme vittime e generatrici dell’antisemitismo non conoscono la propria storia: e non la conoscono ora perché sono indotte da se stesse a rinnegarla, ora perché non hanno la forza di riconoscerla, ora perché hanno bisogno di non riconoscerla perché se la riconoscessero capirebbero di essere perdute.
Perdute un’altra volta dopo duemila anni di persecuzioni degli ebrei, e perdute un’altra volta dopo aver generato, tollerato, reso possibile lo sterminio degli ebrei di 80 anni fa.
Tutto l’occidente è responsabile della mancata conoscenza di se stesso, della mancata conoscenza della propria storia: che è stata ovviamente non solo, ma che è stata anche storia di persecuzione degli ebrei.
L’Italia corresponsabile del genocidio degli ebrei festeggia ormai da 80 anni il 25 aprile, la cosiddetta liberazione dal nazi-fascismo – una liberazione non dovuta all’Italia ma agli alleati anglo-americani che bombardavano l’Italia.
E mentre il 25 aprile del 1945 l’Italia festeggiava la propria liberazione gli ebrei continuavano a restare nei campi. Questa è la storia che i figli dell’Italia democratica fondata sull’antifascismo, che sono i nipoti dell’Italia delle leggi razziali, questa è la storia che l’Italia di ieri e di oggi non conosce o fa finta di non conoscere.
Quell’Italia che nel 1945 festeggiava la liberazione non dal nazifascismo, ma da se stessa, senza dirselo, e quest’Italia che continua a festeggiare il 25 aprile, ecco, quell’Italia non sapeva come questa Italia non sa che gli ebrei restavano per anni in quei campi, dopo l’apertura dei cancelli, perché non avevano nessun posto dove andare.
Non avevano nessun posto dove andare perché i Paesi che avevano vinto la guerra contro la Germania nazista accoglievano chiunque, ma non gli ebrei.
L’Inghilterra che avrebbe sconfitto Adolf Hitler era quella che giusto un paio di decenni prima impediva agli ebrei di andare in Palestina, lo impediva limitando le quote di immigrazione ebraica nella Palestina mandataria.
Gli Stati Uniti che aiutarono in modo decisivo gli inglesi a sconfiggere la Germania nazista, limitavano drasticamente le quote di immigrazione ebraica, e lo facevano mentre Hitler prendeva il potere, mentre preparava la soluzione finale.
E anche dopo lo sterminio di 6 milioni di ebrei, anche dopo la cosiddetta apertura dei cancelli dei campi di sterminio, gli Stati Uniti d’America tennero al minimo le quote di immigrazione ebraica.
Le centinaia di migliaia di ebrei sopravvissuti restavano nei campi: che non erano più campi di sterminio, per carità, ma gli ebrei restavano lì: perché non avevano nessun posto dove andare; perché l’Occidente che aveva chiuso le porte in faccia agli ebrei prima che fossero sterminati e mentre erano sterminati, continuava a chiudere loro le porte in faccia dopo lo sterminio. Dopo lo sterminio.
Ecco, tutte queste sarebbero banalità alla portata di chiunque avesse voglia di documentarsi anche solo superficialmente su quella storia, che non è la storia degli ebrei: è la storia dei paesi che ne hanno consentito lo sterminio e che hanno continuato a discriminarli anche dopo lo sterminio.
Perché l’assassinio di sei milioni di ebrei non era bastato a quei paesi – a nessuno di quei paesi, e nemmeno ai paesi che combatterono contro la Germania nazista e contro l’alleato italiano – l’assassino di sei milioni di ebrei non era bastato a far accogliere i superstiti di quello sterminio.
Solo un Paese avrebbe protetto e dato una casa a quei sopravvissuti. Il Paese che non c’era quando gli inglesi impedivano agli ebrei di emigrare nella Palestina mandataria. Il Paese che non c’era quando gli americani impedivano agli ebrei di fuggire dalla Germania nazista.
Il paese che non c’era quando l’Italia festeggiava il 25 aprile del 1945. Il Paese che era in costruzione dalla seconda metà dell’800 perché il movimento sionista aveva previsto la catastrofe che stava approssimandosi.
E questo paese è Israele. E, 80 anni dopo, questo Paese – Israele – e il movimento che lo ha costruito, cioè il movimento sionista, sono i simboli del male del mondo.
Come 80 anni fa il popolo ebraico era il simbolo del male del mondo. 80 dopo si grida “sionisti assassini”, “sionisti fuori dall’università”; 80 anni dopo si chiede che quel paese – l’unico paese che ha protetto e dato una casa agli ebrei mentre gli ebrei erano discriminati prima, durante e dopo lo sterminio – 80 anni dopo si chiede che quel paese sia processato, disarmato, lasciato senza difese contro quelli che 80 anni dopo vorrebbero finire il lavoro di 80 anni fa.
80 anni dopo è Israele, 80 anni dopo è il sionismo, 80 anni dopo è il diritto degli ebrei di avere una casa, 80 anni dopo è il diritto degli ebrei di sopravvivere nell’unico e ultimo posto per gli ebrei, 80 anni dopo è tutto questo ad accedere al rango del male del mondo.
Come gli ebrei erano il rango del male del mondo prima di essere sterminati. Come un altro milione di ebrei nei paesi arabi sarebbe stato sterminato se non ci fosse stato Israele nel 1948. Come tutti gli ebrei sarebbero sterminati se prevalessero quelli che vogliono distruggere Israele. Come tutti gli ebrei sarebbero sterminati se non ci fosse Israele a contrastare la retorica secondo cui “criticare Israele non è antisemitismo”.

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Tutto troppo vero!!
La Storia dell’uomo purtroppo è cosparsa di popoli ed etnie sterminati o assimilati perdendo le proprie tradizioni da altrettanti più forti economicamente e militarmente desiderosi di conquista e potere.
La Storia di Roma che può risultare affascinante per uno storico o un appassionato e talvolta viene celebrata per alcuni eventi, purtroppo contiene anche fatti terribili e criminali.
La stessa Storia moderna dell’Occidente è piena di territori conquistati, popoli sterminati e repressi. Anche in questa Storia contemporanea ci sono tanti popoli costretti a sopravvivere da soprusi e violenze senza alcun riconoscimento formale, come i curdi, gli uiguri, diverse etnie cristiane in Africa e in Medio Oriente, gli indigeni in altrettanti continenti e anche gli stessi ebrei ancora oggi.
La forza degli ebrei comunque è stata quella di non arrendersi e non perdere le proprie culture e identità nel corso dei secoli, nonostante non ci fosse una vera casa dove stare sicuri. E ora che hanno un proprio Stato dopo tutto quello che hanno passato. sanno che possono contare principalmente solo su sé stessi per la propria sopravvivenza.
Non potendo ignorare alcuni alleati in Occidente, ma non illudendosi di dover dipendere esclusivamente da loro.