

La nomina di Ed Miliband a Segretario agli Esteri riporta alla luce il voto con cui, nel 2013, contribuì a fermare l’intervento britannico contro il regime siriano dopo l’uso del gas sarin. Una scelta che, secondo Stephen Pollard, incoraggiò Assad e rivelò una fermezza oggi riservata soprattutto a Israele.
Ha fatto notizia la scelta del nuovo Primo Ministro britannico Andy Burnham di insediare come Segretario agli Esteri Ed Miliband, già capo del Partito Laburista dal 2010 al 2015.
Di Miliband si è parlato soprattutto in merito al fatto che, nonostante sia di origini ebraiche, già quando era leader del Labour è stato molto critico nei confronti d’Israele e favorevole al riconoscimento di uno Stato palestinese.
Interpellato recentemente dal giornale ebraico britannico “The Jewish Chronicle”, Miliband ha dichiarato che il nuovo governo del Regno Unito cercherà di contribuire a raggiungere “una pace duratura in Palestina e in Israele, compresa la fine delle terribili sofferenze della popolazione di Gaza e la sicurezza per il popolo di Israele”.
Tuttavia, un altro articolo uscito proprio sul “Jewish Chronicle”, a firma dell’ex direttore Stephen Pollard, ha fatto riemergere un’altra controversia relativa al Medio Oriente che ha riguardato il nuovo Segretario agli Esteri britannico. Non riguarda Israele o Gaza, bensì la Siria.
“Il periodo di Miliband come leader laburista coincise con l’uso del gas sarin da parte del dittatore siriano Bashar al-Assad per massacrare 1.400 persone”, ha raccontato Pollard, “superando così la presunta ‘linea rossa’ che il Presidente Obama aveva fissato contro l’uso di armi chimiche. In risposta, Obama pianificò un attacco militare assieme al Regno Unito e alla Francia”.
Ha continuato spiegando: “L’allora Primo Ministro, David Cameron, promise che la Camera dei Comuni avrebbe potuto votare su tali operazioni – e Miliband, con la decisione più vergognosa presa da qualsiasi politico mainstream nell’arco della mia vita, ha spinto i deputati laburisti a opporsi ad azioni contro le armi chimiche di Assad.
Con alcuni deputati conservatori e liberaldemocratici anch’essi contrari, la mozione è stata respinta e l’azione bocciata. Questo, a sua volta, ha portato Obama a spaventarsi, per paura di subire un destino simile al Congresso”.
Secondo Pollard, “il chiaro messaggio inviato ad Assad fu che era libero di continuare a usare armi chimiche, cosa che fece. Un messaggio analogo di pusillanimità occidentale venne recepito anche da Vladimir Putin, che invase la Crimea l’anno successivo”.
Pollard è convinto che la scelta di Burnham di mettere Miliband agli Esteri abbia una valenza strategica ben precisa contro Israele: “Con i deputati laburisti che temono la campagna per buttarli fuori e sostituirli con deputati musulmani settari alle prossime elezioni, è ovvio che la prossima fase della politica laburista sarà una maggiore introduzione di misure – e sanzioni – contro Israele.
E sappiamo tutti quale sarà la reazione quando Burnham verrà criticato per aver scelto di attaccare l’unico Stato ebraico al mondo. Anche il suo Segretario agli Esteri ebreo lo sostiene”.
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Siamo sempre a quel discorso, Israele è in grado di difendersi e impedire migliaia di vittime tra i suoi cittadini dagli attacchi aerei nemici; mentre chi attacca non è in grado di difendersi dalle risposte israeliane e non ha mai pensato a un piano di tutela della popolazione, sfruttando anzi questa per farsi scudo ed ergersi come vittima di fronte alla stampa mondiale.
La critica è che una parte riesce a difendersi e l’altra va invece compresa perché non sa o non vuole farlo, quindi c’è una “sproporzionalità”.
E poi si tollerano regimi criminali come quello che era di Assad.
Anche basta con certe idiozie.