11 thoughts on “È tempo che la Democrazia si difenda da se stessa

  1. Sono d’accordo sul concetto, ma l’aspetto più problematico è sempre lo stesso: come si passa dal concetto (chiaro, grazie a Popper) alla sua implementazione concreta. E’ molto difficile (non impossibile) trovare il punto in cui scatta una legittima reazione repressiva in nome dell’autodifesa, pur nel contestuale rispetto della libertà di espressione. Neanche Popper, che io sappia, è stato perentorio su questo, consapevole dei rischi. Cmq giusto e necessario parlarne con franchezza.

  2. Senza provvedimenti coraggiosi, chiari (e mirati, non generalisti) finiremo con l’accettare che i talebani noti, espliciti o dissimulati intrusi nella nostra società ne distruggano le radici valoriali e ideali.

    E questo per non correre il rischio ipocrita di trasformarci noi nei talebani… Una follia che è durata fin troppo. Stiamo tollerando gli intolleranti e le loro provocazioni sempre più dirette nella smania di crederci migliori di loro.

    Sara una grande soddisfazione poterlo scrivere sulle nostre fosse comuni: “Qui giace l’ultima illusione della democrazia: che il totalitarismo potesse ammirare la luce e non stendere la sua ombra su di noi”.
    Grazie Joze

  3. Tutto giusto, ma allargherei il ragionamento agli stati islamici, segnatamente l’Iran, e in genere a tutti gli islamismi, se non addirittura all’Islam stesso.

  4. Non sono assolutamente d’accordo: estendere la condanna del fascismo a tutte le idee e le analisi che non ci piacciono e’ un piano inclinato che porta appunto al fascismo. Dalla musica (caso Tony Effe) alla politica (filoputinismo di politici e intellettuali) c’è una pericolosa corrente “talebana” in occidente

    1. Non si può condannare il fascismo e poi non condannare il Putinismo che ne è la sua degenerazione finale.

      1. Qui non si tratta di condanne ma della richiesta, contenuta nell’articolo, di provvedimenti liberticidi e di limitazione della libertà di opinione garantite dalla Costituzione. Non si puo’ accusare di “totalitarismo” Putin e poi farele stesse cose.

      2. Quando la Repubblica Romana si trovava in grave crisi, nominava un generale dittatore che potesse farla uscire dalla crisi. Vedi Cincinnato.
        Non serve arrivare a quel punto. Ma la Democrazia va tutelata con leggi di emergenza come peraltro fu fatto ai tempi delle BR. O la capiamo che siamo di fronte ad un pericolo mortale, oppure assisteremo alla fine della Democrazia. A voi la scelta.

      3. Si può condannare il putinismo come ogni sistema dittatoriale, ma censurare le opinioni di chi fa noi fa una diversa analisi sia del regime che della guerra che ha scatenato, trasformare addirittura quelle opinioni in reato, come dice l’articolo, non è in alcun modo giustificabile. La democrazia si basa sulla capacità dei cittadini di decidere e valutare autonomamente le cose, senza la paterna protezione di uno stato etico che dice loro “no bambini, questo non potete vederlo e sentirlo: non è adatto per voi”

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