
Non c’è ormai più caso che a fronte di un qualsiasi gesto antisemita manchi l’argomento contestualizzante: e cioè che quella violenza, pur deplorevole, è tuttavia conseguenza della guerra di Gaza.
Una quota non esigua di quelli che ricorrono a quella balorda allegazione va, più o meno dichiaratamente, oltre: nel senso che considera non solo esistente, ma anche giustificato, il carattere reattivo della violenza antisemita rispetto ai crimini di cui si renderebbe responsabile Israele.
Ma è la restante parte maggioritaria – quella che si limita a porre in relazione i due fatti, senza giungere a giustificare l’effetto in ragione della causa – è quella parte maggioritaria a segnalarsi per la colpa più grave.
Ne abbiamo già scritto su queste pagine nei giorni scorsi ma vale la pena di ripeterlo: il fatto che la violenza antisemita possa “dipendere” dal conflitto in corso laggiù dovrebbe costituire semmai un motivo supplementare di condanna, un segno di ignominia aggiuntiva anziché la specie di neutro indice causale spacciato nei discorsi di quelli che affettano equanimità di giudizio.
Far violenza a un ebreo perché l’esercito israeliano commette un supposto crimine assegna a quella violenza – o almeno così dovrebbe essere – una portata anche più grave, e dovrebbe esporre chi la commette a una responsabilità anche meno perdonabile.
Non succede, anzi succede il contrario. È ormai istituzionalizzato, sigillato in presunta ragionevolezza, irrevocabilmente accreditato quell’argomento di presunta osservazione oggettiva e, in realtà, di cripto-giustificazione.
Ma quelli che non lo capiscono (pochi) e quelli che mostrano di non capirlo (ben più numerosi), altro non fanno che aggiornare e legittimare la più tradizionale pratica antisemita, biforcata nel doppio assunto secondo cui il popolo ebraico è in quanto tale gravato di colpa (cosa connette un ebreo di Parigi o di Roma o di Londra a un soldato dell’IDF, se non il fatto che è ebreo?) ed è pertanto causa del male che riceve.
Questo faceva Goebbels quando spiegava che il popolo ebraico stava assistendo al proprio sterminio dopo averne posto le basi storiche; questo fa chi commenta la violenza antisemita spiegando che è conseguenza della guerra di Gaza.
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