3 pensieri su “Dopo l’Ucraina e la Russia anche Israele e Iran smascherano il bluff populista di Trump

  1. Per un attimo, durante la lettura della prima parte dell’articolo, ho pensato che stava parlndo di Silvio Berlusconi..

    ;-). 🙂

    Nel merito.
    La superficialita’ contraddistingue l’atteggiamento di Trump sia verso il Medio Oriente che verso l’Ucraina. Pero’ le radici sono diverse.
    L’Ucraina e’ vista come un problema ereditato (se ci fosse stato lui… non ci sarebbe stata la guerra…. Ancora una volta mi viene in mente Silvio…). L’Iran ci si e’ fatto portare, penso piu’ per motivi economici che altro.

    Come dice « rolm », e.’ Incredibile non avere previsto Hormuz… come e’ incredibile fare l’offeso con BIBi (che ha dettato le regole dall’inizio).

    Molto molto istruttivo (almeno per me che mi sono spesso ritenuto progressista) e’ questo articolo, che consiglio a tutti: https://open.substack.com/pub/lazarusgd/p/la-trappola-della-politica?r=2ao9ta&utm_medium=ios

  2. Cioè il ragionamento sarebbe che se Gigino mi ha tirato un pugno in faccia e allora io ho tirato un pugno in faccia a Gigino e allora Gigetto, cognato di Gigino, mi ha tirato un calcio sugli stinchi, io non devo rispondere perché siamo pari, giusto?

  3. Quando pensi ad un intervento militare senza valutare tutti i rischi connessi ad esso e alle possibilità di reazione del nemico, accadono certe cose ingestibili.
    Le sottovalutazioni e gli errori dell’intelligence americana e israeliana (anche sull’attacco palestinese del 7 ottobre 2023 troppe cose non hanno funzionato all’interno degli apparati israeliani dando vantaggio ad Hamas nelle sue azioni) sulle reazioni e i ricatti commerciali tramite lo stretto di Hormuz (che chiunque competente con conoscenza di geografia e storia avrebbe considerato delicata quell’area, ma così accade quando ti circondi di incapaci e arrivisti senza scrupoli che fanno continue lodi al capo per non smentirlo e pur di ottenere una posizione), le narrazioni e le false dichiarazioni di un narcisista patologico sull’aver distrutto definitivamente il programma nucleare iraniano l’anno scorso e la sua capacità di attacco e di difesa quando invece i danni procurati non sono stati decisivi e il non voler andare fino in fondo per poter abbattere il regime, è chiaro che sta dando vantaggio all’Iran che finché potrà continuerà a far valere le proprie ragioni e non cederà su certe condizioni poste dagli americani.
    Spiace dirlo ma troppe cose non funzionano nelle leadership americane e israeliane.
    E’ il frutto amaro del populismo e con tali attori internazionali feroci, malintenzionati e determinati, la situazione può diventare molto pericolosa per la nostra parte di mondo.

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