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Quarta puntata del piccolo affresco di Michele Magno su alcuni tratti tipici degli italiani che esce ogni giovedì.
Piano di uscite
- Capitolo I: Nicomedismo
- Capitolo II: Trasformismo
- Capitolo III: Familismo
- Capitolo IV: Fregolismo
- Capitolo V: Gattopardismo
- Capitolo VI: Camaleontismo
Il 9 marzo 1910 Pierre de Quirielle, firma autorevole del prestigioso “Journal de Débats”, scriveva: “L’Italia ha oggi quattro grandi glorie,di cui può andare giustamente orgogliosa: il poeta Gabriele D’Annunzio, l’inventore Guglielmo Marconi, il tenore Enrico Caruso e il trasformista Leopoldo Fregoli. E di questi quattro creatori, Fregoli, che incarna istantaneamente le personalità più diverse, è il più originale. La sua meravigliosa mobilità, al servizio di un’intelligenza vivissima, ci mostra una delle tante facce del genio di questo popolo latino”. Nelle parole del critico teatrale francese si avvertiva l’eco dell’entusiasmo suscitato dal debutto di Fregoli (1867-1936) al teatro Olympia di Parigi. La sua fama allora era alle stelle, e in larga misura a lei si deve la fortuna e lo stesso slittamento semantico del termine trasformismo, ossia l’abitudine a cambiare casacca di partito con fulminea disinvoltura.
Saranno prima i futuristi e poi i fascisti a sfruttare la sua immagine come simbolo del cambiamento realizzato dal mussolinismo. Già il “Manifesto del futurismo” (1909) aveva celebrato i fasti della modernità, distruggendo il teatro borghese e esaltando la “voluttà di essere fischiati”. Quattro anni dopo, Fregoli viene citato nel “Manifesto del teatro di Varietà” come modello di straordinario vitalismo scenico. Nel 1925 uno dei teorici del regime, Carlo Alberto Alemagna (alias generale Filareti), aveva dato alle stampe un saggio, “In margine del Fascismo”, che in realtà era un lugubre necrologio della democrazia. In un capitolo, dopo aver sottolineato la facilità con cui la folla cambia opinione ad ogni alito di vento, l’autore chiama questa tendenza “fregolismo” (o “girandolismo”), attribuendole la stessa prorompente energia positiva che sprigionava dal “più grande artista dei nostri tempi”.
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