

di Bahram Farrokhi e l’associazione Donna, Vita, Libertà – Italia (DVL)
Dall’Aula al Silenzio: Il Valore Etico della Conoscenza e la Necessità di Dissociarsi dalla Propaganda
Un manifesto inquietante per un evento che suscita indignazione: il 12 dicembre, un’autobiografia che glorifica la figura di Sayyed Ali Khamenei sarà presentata a Roma con il patrocinio di nomi prestigiosi della cultura italiana. Professori come Franco Cardini e Demetrio Giordani, insieme al fotogiornalista Giorgio Bianchi, daranno voce a un uomo che ha incarnato decenni di oppressione in Iran. Un regime che, sotto la guida suprema di Khamenei, ha represso il proprio popolo con brutalità inimmaginabile. Ma quale messaggio invia questa piattaforma? E quale ruolo dovrebbe assumere la comunità accademica e intellettuale in questo contesto?

Un Regime di Oppressione e il Movimento di Libertà
Dal 1979, il Regime Islamico in Iran ha costruito un sistema fondato sulla paura e sulla repressione. Torture, esecuzioni sommarie, oppressione delle donne e discriminazioni delle minoranze religiose ed etniche sono divenute la norma. Le voci di dissenso, come quelle di attivisti, giornalisti e semplici cittadini, sono state spente con la violenza. L’assassinio di Mahsa Amini ha scatenato un’ondata di proteste che ha risuonato in tutto il mondo sotto il grido: Donna, Vita, Libertà. Questo slogan non è soltanto un inno di ribellione, ma la rappresentazione di una lotta universale contro l’oppressione.
Khamenei, guida suprema del regime, non è un simbolo di eroismo o resistenza, ma l’artefice di un sistema che reprime il suo stesso popolo.
Il Ruolo degli Intellettuali: Voce della Verità o Alibi della Tirannia?
Le università e gli intellettuali dovrebbero essere fari di giustizia, conoscenza e resistenza contro l’oppressione. Professore Franco Cardini e Demetrio Giordani, entrambi figure di spicco nella comunità accademica, hanno un’influenza significativa e una responsabilità etica. Partecipando alla presentazione di questo libro, offrono una piattaforma per la legittimazione di una figura che rappresenta l’opposto dei valori fondamentali della libertà e della giustizia. Si tratta di un tradimento non solo delle vittime di questo regime, ma anche dei principi stessi su cui si fonda l’educazione.
Celebrando l’autobiografia di Khamenei, si ignora la sofferenza di milioni di iraniani. Questo evento non è semplicemente una presentazione; è un atto che contribuisce alla normalizzazione della tirannia, un colpo inferto alla lotta per i diritti umani e la dignità.
Il Silenzio che Grida Vergogna
Il regime iraniano crollerà, come tutti i regimi oppressivi della storia. Ma ciò che resterà nella memoria collettiva sarà il ruolo di coloro che hanno scelto di schierarsi dalla parte sbagliata. La storia ci insegna che chi si piega alla tirannia porta con sé una vergogna eterna, mentre chi resiste guadagna un onore immortale.
Invitiamo la società civile, gli accademici e tutti coloro che valorizzano la giustizia a condannare questa celebrazione della propaganda di un regime. Chiediamo agli organizzatori di riflettere sull’impatto delle loro azioni e di dissociarsi da questo evento. L’unico libro su Khamenei che meriterebbe una discussione seria è quello che documenterà i suoi crimini contro l’umanità.
Il silenzio di fronte all’ingiustizia non è neutralità, è complicità. E questa è una complicità che nessun intellettuale, nessuna istituzione e nessun cittadino libero può permettersi.
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Ma uno che sostiene il regime israeliano e il suo genocidio a Gaza vuole dare lezioni morali agli altri? Un minimo di vergogna, proprio no?
Personalmente ritengo sia un clamoroso errore, un endorsement ad un sistema liberticida ma soprattutto una pericolosa apertura ad un nemico giurato delle democrazie occidentali. Scandaloso!!!
Troppo semplicistico…il fatto è che non aderire all’economia americana occidentale e riappropriarsi della propria identità,cose legittime sono confluite dell’Islam più oscuro