9 pensieri su “Diario subacqueo sul perché non tiro fuori la testa dall’acqua

  1. Accidenti a me! Questo articolo mi era sfuggito. L’ho letto e riletto con sgomento crescente. Un abbraccio sincero, fraterno, totalmente solidale da parte mia. Avrei anche qualcosa di utile da aggiungere…. “ma anche no” (o almeno non adesso).

  2. Caro compagno di immersioni subacquee, non siamo abbastanza per opporci alle ” strutturate organizzate oscure forze” , ma, se lo sdegno che abita ciascuno di noi potesse prorompere, investirebbe con la violenza di un lanciafiamme l’ignavo collettivo, il gregge obnubilato e il deus ex macchina globale.
    Tornerà il tempo della ragione. Sursum corda.
    Nadia Mai

  3. (Daniela Martino)
    Io farei come l’ermellino – la piccola donnola dal manto che diventa candido in inverno – perché incarna la strategia vincente per affrontare un ambiente ostile.
    In inverno si trasforma, si fonde con la neve. Non è fuga: è adattamento, preparazione. Così sopravvive, caccia, prospera in un paesaggio per sua natura nemico. In un mondo che può farsi arduo, dove l’ambiente esterno è freddo e ostile, è saggio agire come lui: mimetizzarsi per operare con astuzia e garantire la propria sopravvivenza.
    L’ermellino ci insegna che l’adattamento attivo batte l’evasione passiva. Mentre siamo mimetizzati, cacciamo ciò di cui abbiamo davvero bisogno: preservare la nostra cultura, rafforzare i legami comunitari, prenderci cura di chi amiamo.
    Manteniamo viva la curiosità e, soprattutto, affrontiamo l’inverno a testa alta. Però capisco perfettamente chi, oggi, preferisce restare sott’acqua col boccaglio.
    Non c’è nessuna resa. C’è solo la legittima necessità di respirare. Quando e se un giorno avrà voglia di risalire, troverà sempre qualcuno con le braccia aperte.
    Un abbraccio forte, davvero.

  4. La testa la tengo a pelo d’acqua, un po’ su e un po’ giù. Prendo atto, con molta tristezza, che il paese dove sono nato, ho vissuto ed ho cresciuto i miei figli non ci vuole. Anzi forse non ci ha mai voluto, ma fino a 2 anni fa non poteva dirlo. I miei figli e i miei nipoti sono già dove dovrebbero essere, per scelta loro. Mia moglie ed io seguiremo a breve. Prima farai quel passo, e prima ti sentirai molto più libero.

  5. Molto onesto e sentito.
    Purtroppo oggi non resta che dirsi:
    « Sursum corda! »

  6. Siamo in molti a navigare sott’acqua, più o meno consapevolmente. E il silenzio intorno a noi pesa più del fracasso che si fa sopra. Come un macigno.

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