3 pensieri su “Dialogare con l’intelligenza artificiale significa anche scoprire qualcosa di noi

  1. Articolo delizioso. Con la sua dignità analogica, quella fatta di letture lente, memoria lunga e ironia temprata, ha dimostrato che per dialogare con l’AI non serve essere nativi digitali, poiché basta possedere un software interiore robusto.
    In fondo, se ogni intervista all’AI è in realtà un’intervista a chi pone le domande, possiamo stare tranquilli, perché finché le domande saranno così intelligenti l’intelligenza umana non correrà alcun rischio di estinzione. Complimenti davvero.

  2. Complimenti per la capacità di mettersi in discussione, non è questione di essere o meno analogici, ma di ponderare e analizzare le trasformazioni, e il suo background glielo permette.

    Personamente appartengo alla generazione digitale, un boomer del ’52, un primo passaggio analogico alle superiori, poi sempre digitale, dagli albori in poi. Il che non significa dominarne gli aspetti nel loro insieme, troppo esteso è l’oggi digitale, quanto saper con più facilità interpretare i cambiamenti.

    Il mio background nasce più tecnico utilizzatore, per spostarsi sul marketing e finire nel management, niente di che intendiamoci, sufficiente tuttavia per costruire un orizzonte ampio.

    Ebbene sì, anch’io ho dialogato con la AI, per capire il percorso che può attendere l’Italia produttiva, quella che più mi appassiona e dispera per il suo 95% di micro PMI, con l’uso della AI medesima.

    Chiedere al diretto interessato il suo futuro non è mai una saggia idea, ma la AI ha quelle caratteristiche impersonali che lei ha citato, un po’ ruffiana sì, adulatrice a volte, ma con una ricchezza di analisi e visioni da lasciare sconcertati.

    E’ stato un dialogo in cui ho ripercorso a ritroso i miei 50 anni di vita professionale, sempre vissuti col motto “A curious man in a changing world”, dove la bellezza di 18 anni in una multinazionale (a conduzione italiana come sempre affermato) mi ha aperto chiavi di lettura impensabili nel mesto tran tran padronale italico.

    La AI rappresenta la nuova rivoluzione sociale, ahimè gestita da una classe politica ed imprenditoriale formata, e legata, sul modello dello Stato Sociale. Assieme alla AI abbiamo convenuto che possa ripetersi la trappola dei Sistemi di Qualità, una mera adozione burocratica. Ma la AI, per fortuna, non si ferma al pessimismo, propone anche una serie di soluzioni per uscire dalla “trappola”, tutte fanno leva sull’uomo in sè, sulla sua volontà di cambiare, tornando a confluire sul ragionamentol espresso nel suo dialogo con l’altra AI. Ma saranno veramente diverse?

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