ovvero “il pacifinto come miglior alleato dei Barbari alle porte”
Tempo fa scrissi già delle differenze fra pacifismo e pacifintismo e delle principali differenze fra le due definizioni. Sembrava che si trattasse di un argomento che, tutto sommato, si sarebbe definito in breve tempo, ma non solo non è stato così, ma si è ingrandito fino ad occupare un contesto molto più ampio e dai risvolti terrificanti come implicazioni e conseguenze, fino a portarci sull’orlo di un nuovo conflitto mondiale.
Il primo punto “scomodo” (ma sapete che scrivo sempre cose scomode) è che il pacifinto è il miglior alleato della barbarie anche quando, come coloro che non sono a libro paga dell’Asse del Male, sono ideologicamente puri e pensano in buona fede che sia possibile una reale equidistanza fra le parti in causa.
Partiamo dalla falsa convinzione che “le guerre sono tutte uguali”, un’affermazione che solo il fatto che non parliamo tedesco e non siamo tutti alti e biondi per selezione genetica (molto semplificando) contraddice radicalmente la citata affermazione. La falsità di questa assunzione comporta come ovvia conseguenza una differenziazione di qualità delle guerre, cosa che pur rendendomi conto comporti un cortocircuito mentale ai semplificatori è dibattuta da figure difficilmente definibili come “bellicisti” dall’alba dei tempi.
Sin dall’inizio della riflessione filosofica sulle cause per una guerra giusta, il principio di legittima difesa viene individuato come l’unico motivo valido per un conflitto armato. Molti filosofi si occuperanno della distinzione fra guerra giusta e non.

Aristotele: la guerra dovrà sempre perseguire la pace come obiettivo e non potrà mai, ad esempio, avere come scopo quello di assoggettare altri popoli alla schiavitù.
Cicerone: le guerre giuste sono soltanto quelle intraprese per vendicare un torto subìto ovvero per ricacciare indietro i nemici (propulsandorum hostium)
Francisco de Vitoria, gesuita del 1500: Non si cerca la pace per provocare la guerra, ma si fa la guerra per ottenere la pace. Sii dunque ispirato dalla pace in modo che, vincendo, tu possa condurre al bene della pace coloro che tu sconfiggi
S. Tommaso d’Aquino: se non c’è un’offesa pregressa, non c’è giustificazione per un attacco.
Freud rispondendo alla domanda di Einstein:
C’è un modo per liberare gli uomini dalla fatalità della guerra? E’ ormai risaputo che, col progredire della scienza moderna, rispondere a questa domanda è divenuto una questione di vita o di morte per la civiltà da noi conosciuta (…)

catechesi 2264: La legittima difesa può essere non soltanto un diritto, ma un grave dovere, per chi è responsabile della vita di altri, del bene comune della famiglia o della comunità civile
Il secondo punto scomodo è che il pacifista “vero” non starnazza PACIEH ad ogni costo ed a qualunque prezzo, ma assume sempre il dato di realtà, l’effettiva possibilità di azioni in tal senso ed il loro COSTO.
E se è veramente tale, inoltre, si impegna in prima persona fino all’impegno personale nel conflitto, come Federico di Svevia che condusse una crociata disarmata dopo che il papa lo aveva obbligato per incoronarlo. Rischiando personalmente lui che era RE, portò più risultati di tutte le Crociate precedenti senza colpo ferire da ambedue le parti.
Il concetto alla base del pacifismo attivo e vero lo ha espresso Gandhi, noto guerrafondaio:
“Rischierei mille volte la violenza piuttosto che la distruzione di tutto un popolo.”
Il pacifinto di oggi è, invece, alleato assoluto di chi le guerre le vuole, le perpetra ed in nome di una qualche giustificazione legale ed autentica come una moneta da tre euro attua azioni che non possono nemmeno più essere riconducibili alla sfera dal comportamento umano o persino animale. Anche gli animali più spietati sono sì feroci nelle loro modalità, ma nessuna delle loro azioni può essere paragonata a quelle compiute in modo sistematico dagli amichetti dei nostri pacifinti, Russi, Hamas, Pirati Yemeniti, ecc.
La sua idea di pace e di giustizia di fatto si identifica unicamente in un disturbante e disturbato pensiero di ricerca di una vendetta contro il diverso, oppure di una patologica autodistruttiva identificazione nell’aggressore (LGBT con Hamas, femministe con l’Islam, veterocomunisti con la Russia Imperiale, ecc.).

Questo diverso assume sempre, guarda caso, connotazione di chi non solo non è e non pensa come lui, ma soprattutto “osa” cercare di applicare in modo più o meno felice un modello sociale volto all’equilibrio, le nostre famose corrotte ed imperfette democrazie, talmente imperfette che MAO nella conferenza di Lushan espresse la seguente considerazione:
“Perchè il sistema democratico americano si autocorregge ed il nostro non ne è capace?”
forse la risposta è un un’altra frase questa volta di Lenin di cui i nostri vetero fanno finta di ignorare l’esistenza:
“Meglio che sia io dittatore che voi” (e tanti saluti alla dittatura del proletariato).
Se il circolo vizioso che si genera è esattamente quanto vogliono coloro per qualunque motivo sono allineati alle tirannie, comporta per quanti sono, invece, illusoriamente convinti che sia possibile una giustificazione o spiegazione della barbarie la conseguenza che di fatto la assolvono, giustificano e ne permettono la continuazione.
Non si può empatizzare, giustificare, capire e trovare le ragioni di un coccodrillo, è una macchina per uccidere e non lo convincerete a diventare vegano per quanto possiate discutere con lui (ammesso che sopravviviate al primo minuto). Tutto quello che si può ottenere è di aiutare come fonte di proteine alla diffusione della sua specie a scapito della vostra (Churchill).
Semplificando al massimo: chi è più colpevole di un miliziano di Hamas (o un wagnerita o un pirata) rispetto al compimento di atti che forse nemmeno nel medioevo? TUTTI coloro che in qualunque modo giustificano, negano, appoggiano, motivano il barbaro, a qualunque titolo e per qualunque motivazione ideologica o personale.
Diceva sempre MAO nella stessa conferenza (se fosse rimasto un teorico assoluto avrebbe dato tantissimo all’umanità invece di contribuire attivamente all’attuale delirio):
Ci sono persone che fanno parte della “fazione che guarda la corrente” e della fazione “che regola i conti dopo l’autunno”.
I secondi sono coloro che mantengono la facoltà di raziocinio e sono in grado di vedere le cose per quello che sono, in primis la barbarie come barbarie.
E che prima o poi presenteranno il conto ai primi di ambedue le parti.


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Credo che la prima grossa divisione Europea sarà di nuovo tra paesi dell’Est e paesi di quella che Dick Cheney definì old Europe (non senza disprezzo). Poi spero che non si verifichi di nuovo lo scollamento tra nord ( sembra stiano di nuovo puntando sull’austerità) e Sud Europa. Spero sia un discorso relegato al passato al post Lemhan Brothers (quanto male ha fatto alll’Italia le politiche di austerità, il famoso 3% del PIL), l’asse franco tedesco si è accaparrato le nostre migliori aziende.
Sono d’accordo con lei. Speravo si formasse una coalizione di paesi nato ma quando ho sentito Joe biden al congresso nel marzo 2022 dire che non avrebbe inviato nemmeno un soldato (e quindi nemmeno l’Europa perché noi da soli non
partecipiamo mai nessuna guerra, nemmeno difensiva mi ricordo la guerra nei Balcani dopo otto anni dovettero intervenire gli Stati Uniti, tra l’altro con un’azione discutibile cioè bombardando la capitale di uno Stato sovrano, Belgrado). Forse servirà veramente Donald Trump anche se non credo che manterrà quello che va dicendo cioè che gli Stati Uniti valuteranno se intervenire, nel caso la Russia attaccasse un paese Nato. Forse servirà una politica americana di questo tipo per convincerci finalmente di costruire un vero esercito europeo. La tecnologia non ci manca. Dobbiamo riabituarci al concetto di guerra. Che in guerra si muore. Dopo 80 anni di pace non sarà facile. Purtroppo il mondo si è svegliato e l’Europa potrebbe divenire un boccone prelibato. l’Europa odierna mi ricorda l’Italia del medioevo, Faro dell’umanità, molto debole militarmente è soggetto a periodiche invasioni. Proprio in quanto boccone prelibato, che dava lustro agli imperi che ne possedevano un pezzetto, Austria Spagna Germania Francia. E come l’Italia dell’epoca fatta di piccoli staterelli , spesso in guerra tra di loro, così l’Europa è fatta di Stati che non vanno proprio d’accordo. Riarmarsi sarà una bella sfida e un’incognita sul nostro futuro. Dobbiamo farlo, anche se rinasceranno i nazionalismi.
Inizio guerra non c’erano le condizioni di sicurezza per un intervento diretto
Adesso non ci sono le condizioni per intervenire per primi
Una politica di difesa Europea si farà, ma come dipende da quanto si farà male la Russia