


Non è più solo la piazza a mostrare quanto l’ostilità verso Israele e gli ebrei sia tornata dicibile. Anche nei media circolano narrazioni che riprendono complotti, stereotipi antichi e suggestioni della destra Maga americana, riciclandoli come analisi geopolitica.
Come dimostrano i recenti fatti del 25 aprile, l’ostilità nei confronti degli ebrei è stata ampiamente sdoganata nella società italiana. Un’ostilità che ormai non prova più vergogna nel manifestarsi alla luce del sole.
Il caso di Money.it
A provarlo non sono solo le posizioni di una sinistra sempre più estremista e dogmatica su Israele e gli ebrei, ma anche lo sdoganamento presso un vasto pubblico delle teorie complottiste della corrente antisraeliana della destra Maga americana.
Un esempio di ciò è costituito da tre articoli, pubblicati tra ottobre 2025 e aprile 2026 sul sito Money.it, che può contare milioni di visualizzazioni ogni mese. Il loro collaboratore Rob Piccoli ha costruito una narrazione in cui Israele viene sistematicamente presentato come corpo estraneo in Occidente, come una potenza che “spia” e “silenzia” il dissenso e come oggetto di una “propaganda” che distorce la realtà.
Una narrazione distorta
Il primo caso degno di nota risale al 16 ottobre 2025, quando è uscito un articolo intitolato “Maga in crisi d’identità: il fronte pro-Israele divide la destra americana”. Il pezzo prende le mosse dalle vicende dei giornalisti Tucker Carlson e Candace Owens, presentati come “beniamini del conservatorismo americano” finiti in disgrazia a causa del loro “atteggiamento nei confronti dello Stato di Israele”.
Il 18 aprile 2026, invece, Piccoli ha scritto il pezzo “Spiare gli americani per proteggere Israele. Il nuovo paradigma di Washington”. L’autore veicola la tesi di Carlson secondo cui negli Stati Uniti starebbe emergendo una nuova “religione civica”, che Carlson chiama “israelismo”: il progressivo abbandono del cristianesimo a favore di una fede in cui “chiunque critichi Israele deve essere messo a tacere, anche a costo di calpestare la Costituzione”.
Infine, il 21 aprile è stato pubblicato il più problematico dei tre articoli. Il titolo è “Il soldato israeliano che martella Gesù in Libano. La foto che fa crollare il mito di Israele”. Il corpo dell’articolo riprende la teoria di Samuel Huntington sullo “scontro di civiltà”, per sostenere che la collocazione di Israele in Occidente sarebbe “sbandierata dai sionisti” come “un dato incontrovertibile”, ma non corrisponderebbe alla realtà. Piccoli usa l’espressione “propaganda israeliana e i suoi sostenitori occidentali” per descrivere la narrazione secondo la quale Israele difenderebbe i valori dell’Occidente.
Il problema della narrazione
Quello che non emerge dagli articoli è che i giornalisti che Piccoli sembra ritenere “coraggiosi” hanno veicolato in più occasioni tesi complottiste e antisemite, che talvolta attingono alla tradizione dell’antigiudaismo cristiano o persino dell’antisemitismo razziale.
Per fare un esempio, Owens ha dichiarato che l’ebraismo sarebbe “una religione incentrata sulla pedofilia che crede nei demoni […] e nel sacrificio dei bambini”, oltre a sostenere che Lenin e Stalin facessero “parte di una cabala ebraica”. Inoltre, secondo un’analisi sul sito dell’ADL, Anti-Defamation League, ha sostenuto che dietro all’omicidio del presidente Kennedy c’era Israele.
Quanto a Carlson, in passato ha intervistato senza nessun contraddittorio l’influencer neonazista Nick Fuentes, il quale ha definito gli ebrei “un popolo senza Stato” e “inassimilabile”, sostenendo che l’ebraismo è incompatibile con la civiltà occidentale.
Sempre Carlson, che in passato ha intervistato anche Francesca Albanese, ha più volte rilasciato esternazioni antiebraiche e vere e proprie fake news: oltre a mettere in dubbio il fatto che gli ebrei che oggi vivono in Israele siano realmente discendenti degli ebrei che vivevano in quella terra nel periodo biblico, tanto che persino Netanyahu lo ha criticato durante un’intervista con il documentarista americano Dinesh D’Souza, a febbraio ha anche accusato il presidente israeliano Isaac Herzog di aver visitato l’isola privata di Jeffrey Epstein, insinuando quindi che fosse un pedofilo. Tuttavia, pochi giorni dopo ha pubblicato un video per ritirare la sua accusa, non suffragata da nessuna prova concreta.
Il Medio Oriente secondo Carlson
Ancora a febbraio, durante una visita in Giordania, Carlson ha sostenuto che in Israele i cristiani stavano diminuendo di numero, alludendo a presunte persecuzioni nei loro confronti. Come riportato dal sito Ynet, alle sue tesi ha risposto Joel Rosenberg, analista evangelico israelo-americano e direttore del sito All Israel News, il quale gli ha fatto notare che negli ultimi anni la popolazione cristiana in Israele è cresciuta, non diminuita.
Talvolta, Carlson è stato smentito persino da coloro che lui appoggia. Oltre ad aver sostenuto in più occasioni che il Qatar sia un partner migliore di Israele per gli Stati Uniti, tra fine febbraio e inizio marzo ha anche sostenuto che il Qatar e l’Arabia Saudita avrebbero arrestato degli agenti del Mossad che stavano pianificando degli attentati nei due Paesi.
Ironia della sorte, come riporta il Jerusalem Post, a smentire questa teoria è stato proprio il Ministero degli Esteri qatariota, che a inizio marzo ha affermato di non avere alcuna informazione su presunte “cellule israeliane” operanti nel Paese.
Conclusioni
Gli articoli di Piccoli dicono poco su Israele, ma in compenso dicono molto su quello che sta succedendo nella società e nei media, dove stereotipi e luoghi comuni che si pensava fossero stati consegnati alla storia, come quelli sugli ebrei “uccisori di Gesù” o “che controllano il mondo”, stanno ridiventando mainstream.
L’ultima volta che ciò è successo, nel secolo scorso, non è finita bene.
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