A sinistra, la lotta all’inclusione ha finito per essere estremizzata al punto da rendere molti termini impronunciabili.
A destra l’opposizione al “politically correct” ha portato allo sdoganamento di un vocabolario che neanche quando il pensiero conservatore era maggioritario nessuna figura pubblica avrebbe mai osato utilizzare pubblicamente.
Ci troviamo così ad oscillare tra 2 opposti: uno di occultamento dei preconcetti e un altro che non si limita solo ad esprimerli ma mira ad affermarli.
Come siamo arrivati dal politicamente corretto a “frociaggine”?
Alessandra Libutti ne parla con Aurelio Mancuso e Anna Paola Concia, voci storiche per la lotta dei diritti degli LGBT.
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Come ci siamo arrivati… C’è una “finestra di Overton” anche per pensieri e parole della reazione più plebea. Si può dire di tutto, in qualunque modo. Ci si indigna, poi quella certa espressione diventa – se non senso comune – presenza normale.
Però non vorrei essere troppo perbenista. Bisogna essere grati ai reazionari colti e intelligenti, e lo dico senza alcuna ironia. Il loro pensiero contribuisce a comprendere la Modernità nei suoi elementi essenziali, svestendola dell’apparenza naturale e scontata, come fosse cosa di cui prendere meramente atto. E restituendola al suo essere evento nella storia dell’uomo.