1 ha pensato a “Da Gallipoli a Hormuz: quando gli stretti decidono le guerre”

  1. Purtroppo tutto annunciato e prevedibile, il classico – sempre attuale – esempio di chi non guarda al passato non foss’altro che per evitare gli stessi errori. Ma lo scenario è per certi versi peggiore del disastro Dardanelli, ricordo i commenti alla mia affermazione “cul de sac” ad inizio conflitto: basta osservare il continuo tentennare del POTUS e la sostanziale immobilità della US Navy, scorte munizioni (iper-costose) e blocco navale a stelle e strisce incluso, decisamente meno efficace di quello iraniano. E a rincarare la dose, un recente articolo di Foreign Policy che evidenzia come il conflitto sembri aver ricompattato il regime iraniano; se così fosse, risultato opposto dell’obiettivo prefisso. Sono tutt’altro che sostenitore dell’Iran odierno, ma fin dall’inizio ho sostenuto che una guerra non la si vince con l’arrogante superiorità tecnologica, bensì tenendo in doveroso e bilanciato conto un insieme di fattori (geografici, umani, economici, etc.), del tutto snobbati dallo zio Trump e dalla sua corte di yes men, recenti “silurati” esclusi in quanto probabili grilli parlanti.

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