Parte 1 (°}
Il GRU: STRUTTURA E MISSIONI
1. Introduzione
Sono basicamente tre le agenzie che compongono la community di intelligence della federazione russa, due delle quali di estrazione civile derivate dal vecchio KGB sovietico, vale a dire SVR o servizio di intelligence esterna (Služba vnešnej razvedki) e FSB o servizio di sicurezza federale (Federál’naja služba bezopásnosti): il primo focalizzato sullo spionaggio estero ed il secondo sul controspionaggio e sicurezza interna e dei paesi ex-URSS, Ucraina compresa. (1)
Oltre a queste esiste una terza agenzia, il GRU ovvero Direzione generale informazioni militari (Glavnoe razvedyvatel’noe upravlenie) che non è civile bensì militare in quanto dipende dal comando generale delle forze armate. (2)
Queste tre agenzie, oltre ad altre minori sono coordinate a livello politico dal consiglio di sicurezza federale (SBRF), ovvero l’organo consultivo presieduto dallo stesso Putin ma di cui Nikolai Patrushev è segretario esecutivo immediatamente al di sotto del presidente: di fatto il numero due del regime.
All’interno dello SBRF il GRU non è direttamente rappresentato, al contrario di SVR e FSB, bensì attraverso il ministero della difesa, trattandosi di organismo militare.
Tutto questo in senso generale, secondo linee giurisdizionali molto scolastiche ma anche piuttosto teoriche, in quanto le sovrapposizioni sono costanti e le rivalità interne estremamente accentuate, con periodi di predominio politico ora dell’una ora dell’altra agenzia a seconda dei momenti e delle situazioni. (3)
Durissima sarebbe anche la competizione tra le agenzie per l’accaparramento degli stanziamenti del bilancio federale.
È quindi piuttosto difficile e spesso situazionale tracciare una linea precisa tra le giurisdizioni operative delle tre agenzie, in particolar modo per quanto riguarda l’ambito della disinfoprop, a sua volta componente della guerra ibrida, nella quale sono tutte coinvolte, ciascuna con i propri referenti.
In questo articolo ci focalizzeremo sul GRU, tracciando nella prima parte un quadro della sua struttura e relativi compiti in Crimea e Donbas 2014 e nella seconda parte parlando di guerra ibrida ed addentrandoci in un caso-studio di missione ambientato in Ucraina e verosimilmente ancora in corso.
2. L’organizzazione pre-invasione
A differenza di FSB e SVR, che nel passaggio da URSS a Russia hanno acquisito struttura autocefala sdoppiandosi in due agenzie separate rispetto al monolitico KGB sovietico, il GRU ha mantenuto sostanzialmente la propria configurazione generale, salvo modifiche organizzative interne a livello di direttorati ed uffici.
Strutturalmente, il GRU dovrebbe dividersi in 15 direttorati articolati in varie direzioni o sotto-direttorati, alcune delle quali probabilmente autonome.
Dei 15 direttorati quattro sono regionali ed 11 funzionali vale a dire:
?1.Dir Unione Europea
?2.Dir Anglosfera e Sud-America
?3.Dir Asia
?4.Dir Africa
?5.Dir Intelligence operativa e tattica
?6.Dir Elint/Sigint
?7.Dir NATO
?8.Dir Spetsnaz
?9.Dir Tecnologia militare
?10.Dir Economia militare
?11.Dir Dottrina strategica
?12.Dir Guerra informativa
?13.Dir Intelligence spaziale
?14.Dir Supporto tecnico e operativo
?15.Dir Relazioni esterne
Funzionalmente paragonabile alla DIA, la Defence Intelligence Agency USA dipendente dal Pentagono, il GRU ha giurisdizione totale su ciò che riguarda lo spionaggio militare all’estero nonché su quei comparti industriali civili collegati alla difesa.
3. Gli Spetsnaz del GRU
Come anche in epoca sovietica il GRU ha mantenuto i propri ruoli di sovversione esterna e disinformazione, sotto copertura o meno, sia in tempo di pace che di guerra.
A tale scopo dispone di numerosi piccoli reparti anonimi generalmente contraddistinti da un numero a cinque cifre, in grado di svolgere attività covert di ogni genere, compresa la disinfoprop via web ed i targeted killings. Non si tratta però di unità militari tattiche bensì di assetti riconducibili piuttosto all’ambito dell’intelligence.
All’interno del GRU la componente militare dedita a sabotaggio e diversione è invece rappresentata dai cosiddetti reparti Spetsnaz (Spetsialnoe Naznachenie), ovvero quel particolare tipo di unità che negli anni della Guerra Fredda rappresentavano una delle principali preoccupazioni per gli stati maggiori occidentali, in quanto ritenute in grado di infiltrarsi nelle retrovie NATO nell’imminenza dell’invasione, con l’incarico di seminare il caos, colpendo obiettivi sensibili e personalità di rilievo.

Tale ruolo è stato in parte preservato dagli attuali Spetsnaz, che mantengono la capacità comune ai reparti recon/Rangers, di condurre incursioni e sabotaggio a breve-medio raggio in ambiente ad alta intensità di combattimento.
Viceversa, nella configurazione corrente non sembrano in grado di effettuare quelle operazioni a lungo raggio in ambiente a bassa intensità tipiche delle SOF, che venivano loro attribuite in epoca sovietica e che sono attualmente di competenza del comando K-SSO (si veda più avanti).
Oggi come allora rimangono considerevoli i numeri: sono infatti almeno 8 i gruppi Spetsnaz (reparti a livello di piccole brigate) alle dirette dipendenze del GRU, per un totale di oltre 17.000 uomini.(4)
Tali brigate dovrebbero dipendere dall’Ottavo Direttorato in termini amministrativi e dal Quinto Direttorato in termini operativi, sebbene per un certo periodo verso i primi anni ’10, sarebbero state subordinate ai rispettivi distretti militari. Vi sarebbero (stati) anche casi di singoli battaglioni (denominati OOSN) se non di intere brigate, assegnati più o meno stabilmente a degli specifici direttorati.
Stando ai dati disponibili, risalenti principalmente al 2016 le brigate Spetsnaz inquadrate dal GRU sono le seguenti:
2a (Pskov), 3a (Tolyatti), 10a (Molkino), 14a (Usurisk), 16a (Tambov), 22a (Stepnoi) 24a (Irkutsk), oltre al 25º Reggimento indipendente di Stavropol ed alla più recente 346a brigata di Prokhladniy.
A questi reparti, che hanno ruolo terrestre, si aggiungono quattro distaccamenti di Spetsnaz navali, uno per ciascuna flotta: a Vladivostok (42º), Severomorsk (420º), Sebastopoli (431º) e Kaliningrad (561º)

Sulla scia di una tradizione sovietica condivisa a suo tempo con il KGB (5), ma lontana da quella occidentale, il GRU riveste la doppia inusuale natura di agenzia di intelligence attraverso la gestione di network di agenti ed uffici (Agenture) nonché di organizzazione militare responsabile della gestione, sul campo di battaglia, di reparti organici paragonabili ai Rangers USA: che contrariamente a quanto si pensa non equivalgono alle forze speciali FS Tier 1, ma a delle forze per operazioni speciali FOS Tier 2, aventi compiti di incursione avanzata e ricognizione.
Durante la guerra in Cecenia è stato inoltre rilevato l’impiego di reparti Spetsnaz GRU nella gestione delle milizie locali (come il battaglione Vostok – si veda più avanti), in un ruolo analogo a quello delle US Special Forces (Berretti Verdi) in Vietnam.
Questa attitudine ad interagire con elementi irregolari verrà sfruttata, come vedremo, nel 2014 in Donbas, mentre le capacità di combattimento saranno utilizzate senza risparmio in Ucraina dal 2022, dove molte brigate Spetsnaz finiranno per subire gravissime perdite.

Oltre alle brigate Spetsnaz, che come sopra detto sono paragonabili alla fanteria leggera Tier 2, vi è poi una ulteriore struttura di recente aggregata in via formale al GRU ma di fatto operativamente autonoma a disposizione della leadership politica e militare, quale tool di elevato valore per situazioni a medio-bassa intensità o di livello strategico: si tratta dello SSO, Sily Spetsial’nykh Operatsiy o forze per operazioni speciali Tier 1 paragonabile al SAS britannico ed alla Delta USA, formato nel 2013 e fino a circa il 2016 trattenuto alle dirette dipendenze dello stato maggiore generale attraverso un apposito comando forze speciali K-SSO.
Basato a Kubinka e Senezh, presso Mosca, l’SSO dispone di centri addestrativi specializzati in diverse configurazioni ambientali e ruota attorno a cinque distaccamenti tattici da 50 operatori cad., forniti dai ranghi della 346a brigata di Prokhladniy, oltre ad una varietà di elementi di supporto, per un totale di circa 2.000 uomini.
L’SSO ebbe il proprio debutto operativo il 27/2/2014 nell’annessione della Crimea.
È interessante notare come la composizione ibrida del GRU non abbia riscontri in Occidente, dove il lavoro di intelligence che ha sovente ricadute politiche, viene tenuto separato da quello militare ed accorpato solo ai più alti livelli della leadership nazionale, dove ambedue gli ambiti finiscono per essere delle opzioni nelle mani dei decisori politici.
Per trovare qualcosa di simile occorre risalire, forse non casualmente, al III Reich ed alla Abwehr di Wilhelm Canaris, che aveva compiti di intelligence militare (Abwehr-I), sabotaggio (II) e controspionaggio (III) e disponeva di propri reparti militari, quali la celebre unità Brandenburg (II) paragonabile all’SSO ed i numerosi GFP-Gruppen (III) lontanamente comparabili agli attuali Spetsnaz-GRU. (6)

4. Il GRU in Crimea e Donbas
?Crimea
Pur essendo parte del medesimo quadro politico-strategico riconducibile alla guerra ibrida che Putin aveva deciso di scatenare contro l’Ucraina, gli scenari Crimea e Donbas differiscono per un aspetto fondamentale.
La Crimea fu un’azione rapida, non-cinetica, basata essenzialmente sul colpo di mano ed attuata senza sostanziali combattimenti. Buona parte del lavoro era stato fatto a monte nelle settimane precedenti, con infiltrazione di agenti FSB e GRU e reclutamento di elementi locali e di paramiliziani provenienti dalla Russia: il tutto con il supporto essenziale garantito dalle risorse della base di Sebastopoli, così come confermato da Igor Girkin in una videointervista:
Lo stesso Girkin, formalmente dimissionario dallo FSB, avrebbe agito come terminale operativo di Konstantin Malofeev, dal quale sarebbero stati messi a disposizione i fondi necessari a sostenere l’operazione: per ragioni politiche infatti, il Cremlino puntava a chiamarsi fuori facendo passare l’intera operazione come moto spontaneo dei russofoni di Crimea contro il governo Maidan di Kyiv.
In realtà Malofeev aveva agito su ordine e conto del Cremlino e gli stessi fondi che aveva erogato provenivano da una complessa manovra finanziaria che aveva visto Rostelecom e quindi lo stato russo, come finanziatrice occulta dell’operazione Crimea. (7)
Secondo cpd.gov.ua, team governativo ucraino preposto al contrasto della disinformazione, nei giorni antecedenti la crisi sarebbero stati assoldati e fatti affluire in Crimea circa 6.000 cosacchi militarizzati del Don e del Kuban nel ruolo di manifestanti locali compensati con 1.000 RUB/giorno: fondi verosimilmente forniti da Malofeev (si veda nota 7). Scopo dell’operazione, sollevare le piazze a Sinferopoli e Sebastopoli, coinvolgendo quella parte della popolazione locale etnicamente russa.
Tra i reclutatori/supervisori di questa manovalanza definita di “autodifesa” vi sarebbe stato Igor Girkin, per sua stessa ammissione infiltratosi in Crimea fin dal 21 febbraio.
In questo scenario, alquanto torbido, l’azione diretta venne affidata allo SSO, in quello che fu il suo debutto operativo: l’occupazione del parlamentino crimeano e della sede del consiglio dei ministri di Sinferopoli, attuato il 27 febbraio 2014 dai team dello SSO privi di insegne: i cosiddetti omini verdi.
Oltre che dallo SSO altri reparti del GRU misero a disposizione piccole aliquote di personale, forse a titolo individuale e volontario vale a dire le brigate Spetsnaz 2a, 3a, 10a, 16a e 22a ed il 25º reggimento di Stavropol.
Complessivamente, secondo il sito investigativo informnapalm, avrebbero partecipato alle operazioni in Crimea militari regolari russi tratti da ben 35 unità diverse, tra cui elementi della 45a brigata Spetsnaz della VDV. (8)

In aggiunta ai reparti tattici, il GRU in Crimea avrebbe dispiegato anche un piccolo distaccamento tratto dall’unità GRU 35555 di Rostov, ovvero un reparto preposto a fornire appoggio alle PMC, che nell’occasione sarebbe stato inserito a Sebastopoli. Tale reparto, cui in seguito venne attribuito il supporto logistico alla PMC Redut in Ucraina, ebbe verosimilmente il ruolo di collegamento tra il MoD russo e quel primo ridotto numero di contractors della PMC Wagner al loro debutto operativo in Crimea.
Altresì, secondo il sito investigativo Bellingcat, negli eventi in Crimea avrebbe avuto un ruolo anche l’unità GRU 29155, ossia un team specializzato nel perpetrare omicidi mirati; detta unità trarrebbe parte del proprio personale dallo SSO.
Da segnalare anche l’intervento dell’unità 54777 specializzata in psyops, che nel febbraio-marzo 2014 diffuse falsi appelli, petizioni e dichiarazioni di presunti russofoni di Crimea favorevoli a Mosca ed asseritamente perseguitati da Kyiv.
Da menzionare infine, la presenza del 1º battaglione della 18a brigata motorizzata di Grozny. Si tratta in realtà dell’ex-battaglione Vostok, formato dal GRU con volontari ceceni ed utilizzato dal 1999 al 2009 in Cecenia e Ossezia.
A causa di contrasti con i fedelissimi di Kadyrov, il battaglione venne formalmente assorbito nella brigata mantenendo però le proprie caratteristiche.
Secondo informnpalm, il Vostok venne inviato in Crimea nell’imminenza del referendum ed avvistato a Balaklava all’inizio marzo, salvo poi essere trasferito nel Donbas in maggio.

?Donbas
Diversamente dalla Crimea, l’insurrezione pilotata del Donbas fu molto più contrastata e richiese uno sforzo notevolmente maggiore da parte del GRU, che dovette impegnare a rotazione diverse delle proprie brigate.
Addirittura secondo informnapalm, team specializzato nell’identificazione delle unità russe attraverso fonti Osint, sarebbero stati utilizzati elementi di tutte le sette brigate Spetsnaz ordinarie del GRU, oltre a quella della VDV (45a) ed ai distaccamenti FSB Alpha e Vympel.
Non avrebbe invece preso parte l’SSO, confermando così indirettamente il suo ruolo di reparto adatto ad azioni commando a bassa intensità.
In forma occulta ma confermata da testimonianze, l’infiltrazione GRU in Donbas sarebbe cominciata verso metà marzo 2014, con buon anticipo rispetto all’inizio dei tumulti (6 aprile), con circa 150 uomini concentrati a Slovjansk e quindi spostati a Donetsk l’8 aprile a supporto degli insorti.
Secondo fonti ucraine, vi sarebbe stata una presenza costante in Donbas di 3-4 unità Spetsnaz tra le 7 brigate disponibili, ciascuna con 250/300 uomini, con rotazioni periodiche nel corso dei mesi, in buona parte personale combattente con compiti militari, salvo alcuni analisti incaricati del lavoro di intelligence distaccati dalle rispettive Agenture. (9)
Tatticamente, le unità Spetsnaz operavano in team di 10/12 uomini, prevalentemente in ruoli da ricognizione e sabotaggio, più raramente in missioni da combattimento, salvo rapidi colpi di mano. Vi sarebbero stati comunque diversi scontri a fuoco, con feriti e prigionieri nelle file degli Spetsnaz.
Frequenti invece i contatti, sovente burrascosi, con gli indisciplinati volontari irregolari delle varie milizie e PMC accorse dalla Russia, oltre che con le autorità politiche separatiste LPR e DPR sovente recalcitranti ed animate da specifici interessi: problema causato dalla scelta del Cremlino di avere voluto affidare la supervisione politica della leadership separatista a Vladislav Surkov consigliere di Putin, che seguiva dinamiche tutte sue senza interagire con nessun altro degli attori in campo, con conseguenti sovrapposizioni ed interferenze reciproche.

Un problema analogo riguardava anche i rapporti con l’FSB, che oltre ai propri distaccamenti tattici disponeva sul campo di agenti più o meno coperti, come lo stesso Girkin, e che svolgeva ruoli che in taluni aspetti si sovrapponevano a quelli del GRU: ragion per cui le due agenzie sarebbero riuscite ad implementare un coordinamento tra loro, ma solo nell’autunno 2015.
Di rilevante importanza, tra gli ufficiali GRU distaccati in Donbas, il nome di Oleg Ivannikov, aka “Orion” il quale ebbe l’incarico di supervisionare e di fatto controllare, presso la LPR, le attività dei miliziani russi, dei separatisti e delle PMC, Wagner compresa.
Secondo le indagini di Bellingcat, Orion ebbe ruolo fondamentale nell’approvvigionamento e trasporto del lanciamissili a/a BUK responsabile dell’abbattimento del volo MH17.
Un secondo elemento importante è stato Igor Belzer, cittadino ucraino veterano dell’Armata Rossa riammesso in servizio nel GRU con il grado di tenente colonnello, con ruolo di comandante di milizie a Slovjansk e Donetsk nell’aprile-luglio 2014.
Nella primavera-estate 2014 Slovjansk fu dunque cruciale nell’insurrezione filorussa, con gruppi di miliziani russi e ceceni e regolari russi camuffati da omini verdi che dalla città si irradiavano nel Donetsk.

Ma ancora più essenziale sia in termini militari, che politici, che di intelligence fu il ruolo del GRU e più in generale delle varie risorse fatte affluire nella regione da Mosca, nell’innescare e pilotare l’insurrezione separatista del Donbas.
Come disse in seguito Luke Harding, inviato del Guardian, poi espulso dalla Russia: “senza la Russia, nel 2014 non ci sarebbe stata alcuna insurrezione. […] Putin scatenò una guerra in Ucraina orientale, combattuta di nascosto, con soldati camuffati e agenti clandestini. Non una guerra civile come asserito da Mosca, ma qualcosa di artificiale, una specie di Frankenstein creato a tavolino dal governo russo e portato in vita dal brutale shock della forza militare e dell’invasione. Il GRU ebbe in questo un ruolo cruciale.“
Note
(1) In linea generale FSB è paragonabile al nostro AISI, mentre SVR all’AISE.
(2) Dal 2010 il GRU è stato ribattezzato semplicemente GU, Direzione Generale. Continueremo però a chiamarlo GRU perché il termine è rimasto largamente in uso.
(3) L’ultima alternanza di potere tra le agenzie, conclusasi di fatto con l’inizio dell’invasione, aveva visto il netto predominio dell’FSB, poi ridimensionato a favore del GRU dal disastro del primo anno di guerra. A farne le spese era stato soprattutto il Direttorato V di Sergey Beseda, responsabile dell’Ucraina.
(4) Organici riferiti a prima della guerra e previsti dalla Riforma Serdjukov del 2008.
Altri piccoli reparti Spetsnaz sono a disposizione di FSB, SVR e Rosgvardiya.
(5) In epoca sovietica il KGB disponeva di forze militari proprie, separate sia dall’esercito che dalla MVD: si trattava delle truppe di sicurezza e di quelle della guardia di frontiera.
(6) I GFP-Gruppen (Geheime-Feldpolizei-Gruppen) erano reparti militari con funzioni di polizia, raccolta informazioni e monitoraggio delle milizie. Avevano l’enfasi sulla sicurezza e la lotta antipartigiana, ma a differenza degli Spetsnaz non contemplavano ruoli militari d’attacco.
(7) I fondi erano stati ottenuti mediante il riacquisto a prezzo fuori mercato da parte di Rostelecom di un pacchetto del 10,7% delle proprie azioni detenute in portafoglio da Malofeev. Il sovrapprezzo, pari a circa 5mld RUB era stato girato ad una società cipriota e quindi usato per finanziare l’operazione Crimea.
(8) Nell’ordinamento russo i paracadutisti (VDV) costituiscono una delle cinque forze armate e non una semplice specializzazione dell’Arma di fanteria come invece in Italia. Sono considerate forze di élite, analogamente ai fucilieri di marina.
(9) Le Agentura sono i distaccamenti spionaggio del GRU nelle aree operative e costituiscono un microcosmo in replica miniaturizzata del comando centrale. Il loro lavoro è l’intelligence con diverse specializzazioni, in totale autonomia rispetto ai reparti Spetsnaz con cui sussiste una forte rivalità.
Fonti
https://antikor.com.ua/ru/articles/55486-o_turistah_putina_ili_vojna_malyh_grupp
https://www.bellingcat.com/news/uk-and-europe/2018/05/25/mh17-russian-gru-commander-orion-identified-oleg-ivannikov/
https://m.censor.net/ru/resonance/313320/rossiyiskaya_armiya_i_spetsslujby_rf_v_voyine_protiv_ukrainy
https://www.eastjournal.net/archives/124088
https://informnapalm.org/en/russians-transferred-the-chechen-military-unit-to-the-crimea/
https://informnapalm.org/en/32-russian-military-units-invasion-of-crimea/amp/#amp_tf=Da%20%251%24s&aoh=17088626565385&referrer=https%3A%2F%2Fwww.google.com
https://jamestown.org/program/the-role-of-cossacks-in-the-re-invasion-of-ukraine/
https://www.rferl.org/a/vostok-battalion-a-powerful-new-player-in-eastern-ukraine/25404785.html
https://time.com/22125/ukraine-crimea-cossacks-russia/
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10 anni di guerra
https://youtu.be/7AtUo_0Yqqs?si=GCygiKsrBpu6VKh-
Divise e contrapposte tra loro, ma efficaci. In dieci anni di lavoro hanno sovvertito il mondo. I Russi non sanno lavorare, ma a far danni sono insuperabili. Nadia Mai
Inviato da Outlook per Androidhttps://aka.ms/AAb9ysg ________________________________
10 anni di guerra
https://youtu.be/7AtUo_0Yqqs?si=GCygiKsrBpu6VKh-
Grande pezzo! Da far leggere a tutti gli utili idioti putleristi italiani
Grazie. L’idea è quella di provare a fare chiarezza sui molti miti della propaganda putinista, spacciati come verità.