


La televisione finisce spesso per favorire Vannacci, sfidandolo proprio sui temi in cui è più forte e ignorando quelli che potrebbero mostrarne i limiti politici. In una società impoverita e segnata dal blocco dell’ascensore sociale, la semplificazione sull’immigrazione trova così terreno fertile.
L’ultima apparizione del Generale Vannacci su La 7 gli ha probabilmente regalato qualche punto in più nei sondaggi: il copione si è puntualmente ripetuto.
Gli intervistatori, nel caso di Marianna Aprile abbastanza aggressiva sul tema dell’immigrazione, nel caso di Telese un po’ beffardo e poco efficace, accompagnati da un silente e quasi balbettante Polito, hanno regalato a Vannacci su un piatto d’argento la possibilità di sciorinare tutte le sue carte migliori.
Le domande, infatti, non sono mai state relative, per esempio, alla visione del suo partito per risolvere i problemi della sanità pubblica o per aiutare l’industria in affanno o per la digitalizzazione dell’amministrazione pubblica o per la crisi ormai endemica del sistema scolastico o per contrastare la povertà. Domande, queste, che lo avrebbero certo messo in difficoltà, visto che sul suo sito non c’è ancora pubblicata una riga di programma.
Gli attacchi, se così si possono chiamare, si sono concentrati sull’immigrazione e sui rischi che l’immigrazione clandestina, illegale possano comportare per la sicurezza del paese e dei cittadini.
“Quindi lei, se un immigrato con passaporto italiano commette un grave atto contro la legge, ritiene che la cittadinanza vada revocata?”
Risposta tranquilla del generale: “Sì, certo, perché vengono a mancare i requisiti per cui lui sia cittadino italiano”.
Aria sconcertata dell’intervistatrice, ma sicuramente plauso di metà di di quel popolo che sta cercando in un colpevole o più colpevoli la causa del proprio disagio sociale. Insomma, un assist perfetto!
Siamo in un’epoca che ha visto l’arresto dell’ascensore sociale, la fine del sogno di un costante progresso economico che avrebbe portato, di generazione in generazione, a condizioni di vita ancora più favorevoli: lo sprofondamento della classe media verso, in troppi casi, livelli di povertà sta dilagando.
In questo contesto drammatico, quale miglior proposta che accusare un’immigrazione eccessiva, incontrollata come causa del disagio che il paese sta attraversando? Quale miglior bandiera all’insegna della semplificazione, che ricordiamo è quella che ha portato Trump al potere, che ridurre i mali italiani e di tutta l’Europa all’incapacità di fare respingimenti dei migranti che arrivano in Italia?
Ed è proprio su questo che l’opposizione a Vannacci, anche nei media, sbaglia: invece di stanare i rischi della sua semplificazione, mettendolo di fronte a questioni più complesse e quindi rendendo pubblica la sua limitatezza politica, che cosa fanno i nostri giornalisti? Lo attaccano proprio sul tema in cui lui è forte, sbandierano la Costituzione che lui stesso cita in difesa degli italiani: fanno, in breve, il suo gioco.
La lezione che deriva dalla crescita dei populismi di destra, altrettanto pericolosi che i populismi di sinistra, non è servita. Speriamo possa servire in futuro e soprattutto che non sia, come nel caso degli Stati Uniti, troppo tardi!
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bravissima. come sempre.