FILE PHOTO: A Palestinian fighter from the armed wing of Hamas takes part in a military parade to mark the anniversary of the 2014 war with Israel, near the border in the central Gaza Strip, July 19, 2023. REUTERS/Ibraheem Abu Mustafa/File Photo
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di Federico Bosco
Hamas è un’organizzazione politica e paramilitare palestinese fondata dallo sceicco Ahmed Yassin nel 1987 all’inizio della Prima Intifada. L’obiettivo esplicito è dichiarato è la distruzione dello Stato di Israele, da sostituire con uno stato islamico palestinese. Il gruppo è considerato un’organizzazione terroristica da diversi paesi, a partire da Israele, Stati Uniti, Regno Unito e dall’Unione europea. Oggi i leader di Hamas sono Ismail Haniyeh, capo politico che vive in Qatar, e Yahya Sinwar, leader della Striscia di Gaza.
Il braccio armato del gruppo sono le brigate Ezzedin al-Qassam, comandate da Mohammed Deif, l’uomo che forse è stato ucciso nel raid israeliano del 13 luglio. Pur essendo un’organizzazione musulmana sunnita legata alla Fratellanza Musulmana, negli ultimi anni Hamas si è avvicinata sempre di più all’Iran e alla sua rete di milizie sciite. Nei primissimi anni di esistenza Hamas ha portato a termine diversi rapimenti e attentati contro i soldati israeliani, ma in generale le sue azioni violente si concentravano contro i palestinesi che collaboravano con Israele e contro i musulmani che adottavano una “moralità deviata” come i delinquenti e le prostitute. Nel solo anno 1992 i miliziani di Hamas hanno ucciso 150 palestinesi che rientravano in questo profilo, guadagnandosi il consenso tra la popolazione più religiosamente radicalizzata.
Il momento spartiacque è arrivato nel 1994, per Hamas e per Israele. Baruch Goldstein, un estremista religioso ebreo, aprì il fuoco sui musulmani in preghiera nella moschea di Hebron uccidendo 29 persone e ferendone altre 125. Goldstein fu ucciso poco dopo dai sopravvissuti, ma l’attentato scatenò delle rivolte violente e degli scontri con l’esercito israeliano in cui morirono altri 19 palestinesi. Hamas promise vendetta, annunciando che da quel momento avrebbe cominciato a colpire anche i civili israeliani senza fare più alcuna distinzione tra i civili e i militari. Secondo Matti Steinberg, uno dei massimi esperti israeliani in materia, il massacro di Hebron del 1994 pose fine a un lungo dibattito interno tra i vertici di Hamas sull’utilità e l’opportunità della violenza indiscriminata sui civili.
Neanche due mesi dopo un attentatore suicida si fece esplodere con la sua autobomba davanti a un’affollata fermata dell’autobus nella città israeliana di Afula. Una settimana dopo, un altro attentatore si fede esplodere su un autobus a Hadera. Hamas rivendicò entrambi gli attacchi, dando inizio a quella che è stata una lunghissima scia di sangue e terrore con dozzine e dozzine di vittime all’anno causate da “martiri suicidi” che si facevano esplodere ovunque in Israele: autobus, bar, ristoranti, discoteche, locali.
Per gli israeliani quel terrore quotidiano e pervasivo ha iniziato ad attenuarsi solo nel 2005 con le vittorie della Seconda Intifada e soprattutto con la costruzione del muro che separa Israele dai territori della Cisgiordania, da dove si infiltravano gli attentatori. Nel frattempo però Hamas era diventata l’organizzazione più potente e popolare tra i palestinesi.
Nel 2006 vinse le elezioni per l’autogoverno nei territori di Cisgiordania e Gaza sconfiggendo i rivali di Fatah, ma non soddisfatti, nel 2007 i miliziani di Hamas decisero di prendere il controllo dell’intera Striscia di Gaza con la violenza uccidendo o facendo fuggire tutti gli uomini di Fatah presenti nell’enclave, sottraendola completamente al controllo dell’Autorità nazionale palestinese (Anp). Israele rispose alla rinnovata minaccia con il blocco di Gaza, mentre Hamas veniva finanziata e foraggiata dall’Iran, dal Qatar e da altri paesi arabi.
Dal quel momento in poi Gaza è stata tenuta in vita dagli aiuti umanitari delle Nazioni Unite e delle altre organizzazioni internazionali non governative, e tutto quello che avviene in questa enclave — dalla raccolta dei rifiuti al contrabbando di armi passando per l’istruzione e la sanità — è controllato direttamente o indirettamente dagli uomini di Hamas. Negli ultimi 15 anni l’organizzazione ha lanciato decine di migliaia di razzi contro Israele, con quattro escalation su vasta scala: nel 2008, nel 2012, nel 2014 e nel 2021. Fino al 7 ottobre del 2023.
Con l’ondata di attacchi rivendicata come “Alluvione di Al-Aqsa” Hamas ha dimostrato di essere un’organizzazione terroristica dotata di una capacità operativa e di una ferocia di gran lunga superiore a tutte le peggiori previsione di Israele, risvegliando le paure più profonde dello stato ebraico. La smisurata quantità di vittime civili e il modo in cui sono stati uccisi ha resto l’attacco del 7 ottobre 2023 molto più grave di qualsiasi guerra combattuta da Israele fino a quel giorno. Un altro momento spartiacque, per Hamas e per Israele, dal quale non è possibile tornare indietro.
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