2 pensieri su “Cosa significa oggi essere europeisti?”

  1. Mi pare che la decisione la stiano prendendo ora gli elettori virando fortemente verso destra: la difesa degli interessi e la protezione dei settori produttivi nazionali sono considerati una priorità che escludono qualsiasi ulteriore cessione di sovranità a delle istituzioni comunitarie o federali.
    Inutile farsi illusioni, le classi dirigenti e politiche passate hanno delle responsabilità certamente, ma per il fatto di aver lasciato in piedi dei sistemi fiscali e assistenziali nel lungo termine difficili da rendere sostenibili, causa demografia, poca innovazione, protezionismo interno e di conseguenza scarsa crescita.
    E’ ciò che chiedevano gli elettori al tempo e i politici hanno assecondato. Ancora una volta veniamo al punto in cui è la politica ad essere trascinata dai desideri dell’elettorato e non il contrario, in cui essa dà un indirizzo chiaro spiegando la razionale necessità di certe misure in un sistema che si regge sul contributo di tutti gli individui (ma forse non avrebbe comunque funzionato, l’interesse immediato avrebbe prevalso lo stesso).
    Chiaramente se altre parti politiche spingono in una direzione che avvicina l’elettorato, si arriva al punto che sei costretto ad inseguirle per non rimanere indietro, e così via in continuazione fino a quando non sarà magari chiaro che non esistono scorciatoie facili.
    Sperando che non si arrivi al punto in cui qualcuno voglia superare certi confini democratici istituzionali nel tentativo di superare certi problemi.

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