

Ieri, su l’Unità, è apparsa un’intervista all’onorevole Paolo Ciani, segretario nazionale di Democrazia Solidale e vicepresidente del gruppo Pd-Idp alla Camera dei Deputati. L’intervista tocca vari temi, passando dalla politica interna agli esteri, per giungere ovviamente a Medio Oriente e Ucraina. Vorrei fermarmi proprio sulle parole spese da Ciani su quest’ultimo argomento, in quanto, a mio avviso, rappresentano la summa di tutte le scorrettezze logiche e dei limiti etici delle posizioni pacifiste espresse dal febbraio 2022 ad oggi. Mi concentro su due punti in particolare.
Anzitutto l’onorevole afferma: “Com’è noto la posizione prevalente è passata dalla autodifesa del popolo ucraino, su cui c’era un larghissimo accordo, alla volontà di vittoria sulla Russia considerata un nemico esistenziale. (…) Credo che l’ipotesi di una vittoria militare su Mosca sia oltre che sbagliata, soprattutto un’illusione”. L’argomento della “impossibile vittoria” contro la Russia è uno dei più utilizzati dal fronte pacifista. Il problema è che i propugnatori di tale argomento mescolano – di certo in buona fede – quelle che in logica si chiamano “fallacia di equivocazione” e “argomento fantoccio”. La prima consiste nell’utilizzo di una certa parola con significati diversi all’interno di un discorso, evitando di specificare di volta in volta il senso in cui la si sta impiegando. Nella fattispecie, il termine evocato in modo equivoco è “vittoria”.
Se infatti lo si intende come una vera e propria vittoria militare dell’Ucraina sulla Russia, con tanto di resa incondizionata da parte di Mosca e, perché no, magari con soldati ucraini che entrano al Cremlino e issano la propria bandiera sulla cupola, è doveroso constatare che nessuno ha mai proposto tale scenario come obiettivo prioritario. Piuttosto la resistenza ucraina, sostenuta dagli aiuti militari della Nato, serve esattamente a scongiurare il medesimo esito ma ribaltato, vale a dire a impedire che la Russia costringa Kyiv a una resa incondizionata, per giungere a un negoziato autentico e non alla semplice ratifica delle conquiste militari dei soldati di Putin.
Insomma: chi appoggia la difesa ucraina, col termine “vittoria” ha anzitutto fatto riferimento al respingimento dei sogni imperialisti di Putin. L’onorevole Ciani, però, nella sua intervista, trasfigura il senso in cui i suoi avversari dialettici utilizzano la parola e ha poi gioco facile, troppo facile, quando deve screditarne la posizione: peccato che quest’ultima, come detto, sia ricavata giocando sull’equivocazione. In altre parole, Ciani confuta una tesi che nessuno ha mai formulato nei termini da lui riprodotti: ed ecco “l’argomento fantoccio”.
Subito dopo, l’intervistato aggiunge: “gli idealisti sono coloro che coltivano l’illusione della vittoria mentre i realisti -come me- sono coloro che vedono le cose come stanno e cercano la pace alle condizioni reali e possibili”. Detto già dell’utilizzo ambiguo di “vittoria”, il problema di questo secondo passaggio è legato in modo più stringente al significato dei termini. Ciani sostiene che il realista parla di “pace possibile”. Possibile, non giusta. In tal modo, dunque, si fa coincidere la realtà col dato di fatto. Se si accetta questa (falsa) equivalenza, per il rispetto che si deve alla logica, siamo però usciti dal realismo e siamo entrati nel cinismo, dal momento che l’azione non si lascia più orientare dal valore morale ma solo dalla convenienza contestuale. Si potrebbe controbattere alle mie ultime osservazioni: “qui il valore che vogliamo preservare è la sopravvivenza degli esseri umani”.
Sia pure. Allora io ribatto di nuovo ai pacifisti – la cui posizione è riassunta dalla voce di Ciani – che occorre giocare a carte scoperte ed esporre la propria idea in modo completo. La posizione pacifista, integralmente esposta, è la seguente: “È moralmente preferibile una rapida affermazione della Russia, qualunque sia il prezzo che l’Ucraina dovrà pagare in termini di perdita della propria sovranità e che gli ucraini dovranno pagare in termini di libertà e dignità personali, alle perdite di vite umane che avremmo col prolungamento del conflitto”.
A questo punto, ciascuno può valutare in coscienza se sia lecito o no chiamare pace l’arresto dell’autodifesa e il congelamento delle conquiste sul campo ottenute dalla Russia, premiando de facto l’invasore, se il solo contenimento delle perdite umane (della cui tragicità ci rendiamo tutti conto) possa essere criterio da rispettare quando in ballo ci sono la libertà e la dignità delle vite umane. Dovremmo dichiarare, dunque, che non c’è onore nella resistenza all’oppressore ma solo velleità. Che la preservazione dell’esistenza è l’assoluto e che dunque il dover-esser è niente. Chiedo scusa se sembro volerla buttare in metafisica, ma una buona volta dovremmo anche prenderci la responsabilità delle nostre affermazioni e ricavare tutte le conseguenze fino in fondo, senza sconti. È troppo facile declamare e auspicare senza mai fondare un bel nulla.
Ed è per questo che l’opposizione “idealisti”- “realisti” proposta da Ciani non può soddisfare. La realtà non è l’insieme dei fatti empiricamente constatabili e i “valori” non si calano nella storia provenendo da una dimensione iperuranica: sono già dentro la storia, come lievito nella pasta. Occorre avere una visione integrale della realtà, che non separa la libertà e la vita, la sopravvivenza e la dignità. Quando si parla della persona ogni scissione è una mutilazione. È da qui, a mio avviso, che si deve iniziare a parlare di guerra e di pace, di vita e di morte.
Su come finirà in Ucraina non faccio previsioni, non mi competono. L’unica cosa che mi auguro è che non si chiami “vittoria della pace” un resistente stremato che si arrende a un potenziale aguzzino e che non si offenda il sangue di chi ha combattuto per difendere la propria casa.
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Certo che è facile per un Ciani qualunque fare il pacifista-realista con la pelle del popolo Ucraino!! Porco il mondo che ciò sotto i piedi! (cit. e libro del compianto Giorgio Faletti!!)
ottimo articolo che spiega bene l’ipocrisia dei “”difensori della pace””
Ciani è uno dei tanti motivi per cui è difficile fidarsi del pd
Ottimo articolo! Mai mi è stato più chiaro il termine Pace nel caso della guerra in Ucraina. Grazie!