5 pensieri su “Con i dittatori, come fai sbagli sempre

  1. Le regole della convivenza civile, sia che riguardino i singoli che gli attori statuali, devono avere dei confini ben definiti altrimenti sarà sempre il più litigioso/bellicoso ad averla vinta. Credere che il mondo sia un luogo ameno pieno di belle persone è pura utopia ma non voler “vedere i segnali” unitamente all’inazione è mortale e noi europei siamo mortalmente addormentati grosso modo dalla fine degli anni 90!!

  2. Grazie mille Winston. Nei libri di Svetlana Aleksievic (specialmente in Tempo di seconda mano) emerge chiaramente la c.d. “anima russa” contemporanea, mi verrebbe da dire sarcasticamente con la sua “complessità”. Come nei tempi più recenti, era tutto lì da vedere e comprendere; ma noi in Occidente abbiamo creduto alle “magnifiche sorti e progressive”, illudendoci che la parola pace avesse lo stesso significato qui e là.
    P.S. se posso dare dei compiti, vorrei che fosse recuperato il discorso che fece Putin il 20 gennaio 2020 (la data credo sia esatta) alla riunione dei capi di Stato dei Paesi ex URSS. Quando il mondo vedeva arrivare il Covid, Putin guardava alla gloria della “grande guerra patriottica”.

  3. Mi viene solo da pensare che “la storia siamo noi”. Quando gli avvenimenti epocali accadono la nostra istintiva difesa è sempre la stessa: non può succedere di nuovo, almeno non a me.

  4. La storia si ripete e gli uomini calcano sempre le stesse strade , sia nel bene sia nel male. Ci saranno sempre gli illusi che si fidano o pensano di controllare qualcuno e ci saranno quelli che invece diffidano. Purtroppo quelli che si fidano finiscono spesso per portarci nel baratro. Meglio un conflitto piccolo prima che una lunga guerra dopo.

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