1.
SCENARIO GENERALE
(si veda qui)
2.
REPERTORIO DEGLI EVENTI NAVALI IN MAR NERO
Anno 2022
28/2/22
In base all’Art. 19 della Convenzione di Montreux, la Turchia utilizza la prerogativa di chiudere gli stretti al passaggio delle navi militari non basate nel Mar Nero. Viene quindi bloccato il potenziale afflusso di naviglio russo di rinforzo alla Flotta del Mar Nero da parte delle altre flotte (Baltico, Nord e Pacifico).
Ogni perdita subita dalla Russia diverrà quindi proporzionalmente più pesante per l’impossibilità di fare affluire naviglio di rimpiazzo, se non attraverso vie fluviali interne a basso pescaggio, quindi utilizzabili solo da unità leggere.
Rimangono ad esempio bloccati nel Mediterraneo due incrociatori pesanti classe Slava (Marshal Ustinov e Varyag), che erano in procinto di unirsi alla flotta del Mar Nero.
Il blocco degli stretti perdura tuttora.
7/3/22
Secondo fonti ucraine una salva sparata da un lanciarazzi multiplo per difesa costiera avrebbe colpito più o meno gravemente al largo di Odesa la corvetta Vasily Bykov, unità capoclasse della classe omonima, che il 24/2 aveva partecipato col Moskva al bombardamento della Snake Island.
Le classe Bykov sono moderne unità pattugliatrici da 1.300t, con profilo stealth ed autonomia di 6.000nm, quattro delle quali erano entrate servizio con la Flotta del Mar Nero a partire dal 2018; il Bykov in particolare era stato varato nel 2017 ed era divenuto operativo nel dicembre 2018.
La notizia dell’attacco non trova però ulteriori conferme.
16/3/22
La corvetta russa Vasily Bykov, data per danneggiata nell’attacco del 7/3, rientra a Sebastopoli senza segni visibili di danni a bordo.

21/3/22
Nel contesto dei combattimenti attorno a Mariupol un nucleo ucraino Azov colpisce con un missile anticarro portatile una motovedetta russa classe Raptor otto delle quali, secondo Forbes, si trovavano in servizio nel Mar Nero all’inizio della guerra. Si tratta di moderne unità veloci da 23t adatte anche a ruoli di incursione. Le fonti ucraine parlano di affondamento, ma quelle russe di semplice danneggiamento e trasferimento a rimorchio nel porto di Yeisk con due feriti a bordo. Il colpo a segno è confermato da un video postato su Twitter.
24/3/22
Un attacco missilistico ucraino attuato pare con un missile Tochka-U colpisce la nave anfibia LST Saratov, classe Alligator (Tapir), veterana della campagna di Siria e che si trovava attraccata ad un molo del porto di Berdyansk impegnata nello scarico munizioni. Dall’esplosione si sviluppa un furioso incendio ripreso in un video che coinvolge anche mezzi e materiali stoccati sul molo oltre ad alcuni depositi di carburante. Due navi anfibie classe Ropucha, il Caesar Kunikov ed il Novocherkassk, che erano attraccate vicino al Saratov prendono il mare con incendi a bordo, riuscendo poi a domare le fiamme ed a rientrare in serata a Berdyansk. Nulla da fare invece per il Saratov, nel frattempo affondato con un bilancio non confermato di 11 morti. Coinvolto nell’incendio anche un mercantile civile.
Al di là dell’affondamento del Saratov, il risultato più eclatante per gli ucraini è la rinuncia da parte russa ad utilizzare il rischioso porto di Berdyansk: autolimitazione che si protrarrà per diversi mesi.

5/4/22
La fregata Admiral Essen da 4.000t della classe Admiral Grigorovich, varata nel 2014 ed entrata in servizio nel 2016, sarebbe stata danneggiata da un missile Neptune. Secondo le stesse fonti ucraine non vi sarebbe stato un impatto contro la nave del missile, che sarebbe invece esploso a breve distanza, danneggiando i sistemi d’arma, uccidendo diversi marinai e costringendo la nave a fare ritorno a Sebastopoli per le riparazioni. L’attacco sarebbe avvenuto al largo di Pividennyi
13/4/22
Scoppia un incendio a bordo dell’incrociatore russo Moskva, nave ammiraglia della Flotta del Mar Nero. Si tratta di una unità lanciamissili ex-sovietico classe Slava da 11.500t, varata nel 1979 ed operativa dal 1983. La nave è armata “alla sovietica”, con una imponente batteria di missili antiportaerei SS-N-12 e con una completa copertura antiaerea d’erea.
Al momento dell’incendio la nave si trovava 65nm al largo di Odesa. Fonti ucraine riferiscono di due missili Neptune che avrebbero colpito il Moskva causandone l’incendio. La Tass conferma il grave danneggiamento della nave.

14/4/22
Il Ministero della Difesa russo ammette la perdita del Moskva, affondato mentre veniva trainato verso Sebastopoli: causa del naufragio, i danni dell’incendio e le condizioni del mare. L’equipaggio, circa 500 uomini, sarebbe stato messo in salvo, secondo il MinDef. Altre fonti invece riferiscono di molte vittime, il cui numero però continua a rimanere ignoto.
La perdita del Moskva, oltre che di immagine rappresenta un duro colpo alle capacità della Flotta del Mar nero, in quanto si trattava dell’unica unità in grado di fornire una completa copertura A/A d’altura alle altre navi della squadra, che infatti cominceranno a pagare un prezzo salato agli attacchi di missili e droni.

?/5/22
Nel corso di maggio, nella campagna aeronavale per il possesso della Snake Island, i russi perdono un mezzo d’assalto veloce multifunzionale (FAC) da 27t classe BK-16. Il mezzo può trasportare fino a 19 uomini, può sviluppare fino a 45kn e può disporre di diverse soluzioni di armamento.
2/5/22
Nei combattimenti attorno all’isola dei serpenti due motovedette classe Raptor sarebbero state distrutte da droni Bayraktar TB2. L’attacco è confermato da un video rilasciato dal MinDef ucraino.
I Raptor sono moderne imbarcazioni veloci d’assalto polifunzionali da 23t, capaci di raggiungere i 48kn ed in grado di trasportare fino a 20 incursori, entrate in servizio a parire dal 2013. Alla vigilia dell’invasione nel Mar Nero Ve ne erano dislocate otto.
Gli ucraini utilizzano lanciarazzi Grad montati su chiatte per bombardare Snake Island, i cui collegamenti, per i russi, si fanno precari.

8/5/22
Altre due motovedette classe Raptor sarebbero state distrutte attorno alla Snake Island; una terza (P342), pur danneggiata sarebbe riuscita a rientrare alla base. L’analisi dei video del 2/5 e 8/5 conferma i cinque colpi a segno. Nei combattimenti sarebbe andata perduta, colpita da un Bayraktar TB2, anche una nave da sbarco classe Serna, da 60t, utilizzata per trasferire sull’isola mezzi e rifornimenti. Il totale delle perdite russe ammonterebbe a 46 uomini.
??/6?/22
Mistero fitto sugli eventi che hanno portato al danneggiamento apparentemente non grave del Veliky Ustyug, corvetta leggera classe Buyan-M, le cui foto sono circolate in rete il 17/6/22 mentre si spostava lungo il Volga, dal Mare d’Azov al Mar Caspio, al traino di due rimorchiatori.
Le immagini rivelavano numerosi danni da schegge lungo lo scafo e le sovrastrutture di babordo. È verosimile quindi che si stesse trasferendo per il raddobbo nel Caspio, dove aveva avuto base fino alla vigilia dell’invasione.
Le Buyan-M sono moderne corvette leggere da 950t armate con otto missili Kalibr e diversi sistemi difensivi antiaerei. Il Veliky Ustyug in particolare, è entrato in servizio nel dicembre 2013.
Altre tre unità della stessa classe (Vyshnij Volo?ëk, Ingushetiya e Grayvoron) si trovano attualmente in servizio nel Mar Nero in condizioni probabilmente operative.

17/6/22
Colpito da due missili antinave Harpoon, affonda il Vasily Bekh, rimorchiatore pesante da 1.200t assegnato a ruoli di traino e sal.vataggio navale. Faceva parte di una serie (Progetto 22870) entrata in servizio a partire dal 2014; nella fattispecie, il Vasily Bekh era stato varato nel 2016 ed era divenuto operativo ad inizio 2017. La serie è composta da altre 6 navi, quattro delle quali concentrate nel Mar Nero.
La perdita del Vasily Bekh avviene mentre era impegnato a portare rimpiazzi e rifornimenti alla Snake Island. Secondo le stesse fonti russe, 10 membri dell’equipaggio erano considerati dispersi ed altri 23 feriti.
L’attacco confermato da un video, è stato accompagnato da un beffardo tweet del MinDef ucraino, che si concludeva con la frase: “che il Moskva non stia mai da sola”.

20/6/22
Tre piattaforme offshore per le prospezioni di gas, ancorate al largo di Odesa vengono colpite da missili ucraini. Si sviluppano incendi. Si tratta delle Torri Boyko, che Mosca aveva sequestrato all’Ucraina nel 2014 nel contesto dei fatti di Crimea. Secondo Kyiv, le piattaforme erano usate come basi per apparati di rilevamento e sorveglianza. L’attacco avrebbe causato sette dispersi e tre feriti.
30/6/22
Le truppe russe abbandonano definitivamente la Snake Island, che ritorna quindi sotto controllo ucraino. La Russia perde così la chiave d’accesso al Mar Nero occidentale e la possibilità di controllare le rotte per Odesa. La marina russa sposta quindi il proprio baricentro verso est allontanandosi dalla costa ucraina.
2/7/22
Fonti russe affermano di avere recuperato il relitto della LST Saratov affondata a Berdyansk il 24/3. Non vengono specificate le intenzioni sulla futura destinazione della nave, che dovrebbe essere rimorchiata a Kerch, ma la vetustà (1964), i danni, la lunga permanenza sott’acqua e la mancanza di pezzi di ricambio ne rendono improbabile la riparazione.
Nella vicina Mariupol finisce invece su una barriera antimine il mezzo da sbarco classe Ondatra, impegnato a scaricare rifornimenti.
Gli Ondatra sono mezzi da sbarco classici tipo LCM, da 100t stile DDay, con cabina poppiera e rampa abbattibile prodiera entrati in servizio nella Marina sovietica a partire dal 1971.

7/7/22
Truppe ucraine del 73th Naval Special Purpose Center effettuano una ricognizione sulla Snake Island, dove piantano la bandiera nazionale. Il 73th NSPC è un reparto di spetsnaz navali specializzato in raid anfibi ed incursioni costiere.
22/7/22
Entra in vigore l’accordo sul grano tra Ucraina e Russia, mediato da Turchia e ONU che punta a fare riprendere le esportazioni di cereali da Odesa attraverso un corridoio navale garantito.
31/7/22
A seguito di un attacco di droni ucraini, vengono cancellate le celebrazioni del consueto Giorno della Marina, che si sarebbero dovute tenere a Sebastopoli nel comprensorio del comando generale della Flotta del Mar Nero.
17/8/22
Il comandante della Flotta del Mar Nero, ammiraglio Igor Osipov viene rimosso dal suo incarico e rimpiazzato dal suo vice, parigrado Viktor Sokolov.
24/8/22
Viene riferito che le due LST Caesar Kunikov e Novocherkassk, lievemente danneggiate nell’attacco su Berdyansk del 24/3, sarebbero ancora fuori servizio causa carenza pezzi di ricambio per il completamento delle riparazioni.
Nella stessa data lascia il Mediterraneo per fare ritorno nel Baltico l’incrociatore russo Marshal Ustinov, classe Slava, il cui previsto ingresso nel Mar Nero è stato precluso dalla chiusura degli stretti da parte della Turchia.
8/10/22
Un camion-bomba esplode sul ponte di Kherch provocando il collasso parziale di tre campate del percorso stradale ed un forte incendio propagatosi ad otto cisterne di carburante di un treno di passaggio sull’adiacente percorso ferroviario. L’attacco, inizialmente non rivendicato provoca cinque morti; in seguito, le autorità ucraine ammetteranno di avere organizzato l’attacco
Il ponte, che era stato immediatamente chiuso al traffico, viene riaperto su una sola corsia stradale (su quattro) ed una corsia ferroviaria (su due) già nelle 24h successive. Ci vorranno tuttavia diversi mesi per il completo ripristino della viabilità: dal 23/2/23 per quella stradale e dal 5/5/23 per quella ferroviaria.
21/10/22
L’incrociatore russo Varyag, classe Slava, che con il Marshal Ustinov avrebbe dovuto entrare nel Mar Nero se ne ritorna alla sua base di Vladivostok, causa la chiusura degli stretti da parte della Turchia.
È la definitiva rinuncia da parte di Mosca ad aumentare le proprie forze navali nel Mar Nero con apporti da altre flotte. D’ora in avanti la partita verrà giocata dalle sole forze presenti nelle acque eusinee.

29/10/22
Il dragamine Ivan Golubets della classe Natya viene danneggiato dall’attacco di un USV mentre si trovava nel porto di Sebastopoli.
I Natya sono dragamine oceanici da 870t, costruiti a partire dal 1970 per la marina sovietica in 46 esemplari, cinque dei quali ancora in servizio nel 1992 con la Flotta del Mar Nero. Tra questi l’Ivan Golubets, ex-Radist, ex-Kharkovskij Komsomolets, entrato in servizio nel dicembre 1973.
Un secondo drone navale avrebbe contemporaneamente cercato di ingaggiare la fregata Admiral Makarov, anch’essa in zona, che però ne sarebbe uscita illesa, ovvero con danni limitati all’apparecchiatura radar, nonostante due video rilasciati dalle autorità ucraine vogliano suggerire conseguenze più gravi.
Da notare come, dopo l’affondamento del Moskva, la bandiera ammiraglia della Flotta del Mar Nero fosse passata all’ Admiral Makarov.

Anno 2023
24/5/23
Nel corso di un attacco effettuato con tre droni navali viene apparentemente danneggiata la nave-spia Ivan Khurs della classe Yury Ivanov, da 4.000t.
Varato nel 2017 ed entrato in servizio nel giugno 2018, il Kuhrs è preposto alla raccolta di emissioni elettromagnetiche ELINT e SIGINT con una autonomia di 13.000km: per tale motivo la nave si trovava a circa 90nm a nord-est del Bosforo, impegnata probabilmente ad intercettare le comunicazioni NATO, in particolare degli Awacs soliti sorvolare la fascia di mare a nord della linea costiera turca. Ed è in questa fase che il Kuhrs sarebbe stato raggiunto dal piccolo sciame di droni, due dei quali distrutti a differenza del terzo che invece sarebbe riuscito ad impattare la fiancata di sinistra della nave nella parte centro-posteriore, senza però esplodere forse a causa di un malfunzionamento.
Ovviamente divergenti le versioni russa ed ucraina, con la prima a sostenere la distruzione dei tre droni e la seconda a presentare un video che riprende uno dei droni prossimo ad impattare contro la fiancata del Kuhrs.
L’attacco presenta comunque diversi interrogativi rimasti in sospeso.
27/5/23
La nave spia Ivan Kuhrs rientra a Sebastopoli apparentemente indenne e senza segni visibili di danni.

11/6/23
Non va a buon fine l’attacco di uno sciame di sei droni navali ucraini contro la nave spia russa Priazovye, della classe Vishnya, che si trovava di pattuglia nel Mar Nero meridionale, presso gli oleodotti Turkish Blue Stream, circa 180nm a sud di Sebastopoli.
I sistemi difensivi di bordo ed in particolare i CIWS, avrebbero neutralizzato i droni e la nave ne sarebbe uscita illesa o con danni marginali.
Entrato in servizio nel 1987 il Priazovye è una nave da intercettazioni SIGINT e COMINT da 4.500t ed era probabilmente incaricato di raccogliere le emissioni elettroniche NATO.
17/7/23
Due droni navali ucraini attaccano il ponte di Kerch provocando due morti ed un ferito ed il parziale danneggiamento di un tratto della superficie stradale. Il ponte viene riaperto su due sole corsie il giorno successivo per poi riprendere il 14/10 la piena funzionalità a quattro corsie.
18/7/23
La Russia sospende la partecipazione al cosiddetto “Black Sea Grain Initiative”, il corridoio dei cereali con l’Ucraina, mediato dalla Turchia nel luglio 2022. La decisione unilaterale russa appare pretestuosa e possibilmente collegata in parte all’attacco inferto dagli ucraini al ponte di Kerch. In realtà Mosca aveva puntato alla weaponization del grano con l’obiettivo (non raggiunto) di arrivare alla revoca di un pacchetto di sanzioni considerate dal Cremlino penalizzanti per il proprio comparto agroalimentare.
L’accordo ha comunque consentito all’Ucraina di esportare 33mln/t di cereali a mezzo 1.100 trasporti navali.
1/8/23
Tre droni marini ucraini attaccano, senza successo due pattugliatori d’altura russi, il Vasily Bykov appartenente alla classe omonima (Progetto 22160) e l’unità gemella Sergey Kotov.
Entrambe le unità non avrebbero riportato danni.
5/8/23
Viene gravemente danneggiata da un drone navale la petroliera civile russa Sig, adibita a trasporto carburanti militari. L’attacco avviene a sud del ponte di Kerch. Varato nel 2014, il Sig stazza 6.600t ed era già stato usato nel 2019 per rifornire le truppe russe in Siria.
4/8/23
Un attacco con droni marini mette fuori combattimento la LST Olenogorsky Gornyak, ancorata nelle acque considerate sicure di Novorossyisk. La nave appartiene alla classe Ropucha ed era stata varata nei cantieri polacchi di Danzica nel 1976.
L’attacco, ripreso da un video, provoca lo sbandamento su un fianco della nave, che viene quindi rimorchiata all’interno del porto. Attualmente la nave si troverebbe ai lavori di riparazione in bacino di carenaggio.
Le Ropucha sono una classe di navi anfibie ex-sovietiche da 4.000t tipo Ro-Ro, in grado di trasportare fino a 150 soldati e 10 carri armati su una distanza di 7.600km.

10/8/23
L’Ucraina annuncia l’apertura di un “corridoio del grano” passante attraverso le acque nazionali di Romania, Bulgaria e Turchia, che consentirà di ovviare al ritiro unilaterale russo dalla BSGI.
La soluzione funziona, tanto che nel solo febbraio 2024 l’Ucraina sarà in grado di esportare 5,2mln/t di cereali con una stima di circa 64mlt/t nell’anno fiscale 2023/24, relativamente vicina ai valori d’anteguerra (74mln/t nel 2019/20).
3/9/23
Utilizzando un drone Bayraktar TB2 le forze ucraine avrebbero distrutto una piccola motovedetta russa classe KC701 in attività sullo Kinburn Spit nel Mar Nero nord-occidentale. L’unità sarebbe stata sorpresa dal drone mentre si trovava alla fonda.
Le Project 640, denominate classe KS-701 Tunets, sono piccole barche veloci in alluminio da 8m e 4t, prodotte in gran numero (circa 60 unità) ed in diverse sottoversioni nei cantieri di Kostroma sul Volga ed utilizzate dalla guardia costiera russa e dal servizio di frontiera dello FSB.
11/9/23
Con un colpo di mano delle forze speciali, l’Ucraina avrebbe ripreso il controllo delle quattro Torri Boyko, piattaforme offshore di perforazione gas, che dal 2014 erano cadute in mano russa e che dall’inizio della guerra erano state usate da Mosca come basi galleggianti avanzate per elicotteri ed apparati radio, radar e di intercettazione elettronica. Le torri erano già state colpite da missili ucraini il 20/6/22.

13/9/23
Mentre era ai lavori di riparazione in bacino a Sebastopoli viene irrimediabilmente danneggiato il sottomarino diesel elettrico Rostov na Donu, della classe Kilo. Varato nel 2014 era entrato in servizio alla fine dello stesso anno, venendo poi dispiegato nel Mar Nero all’inizio del 2022 assieme ad altre tre unità gemelle.
Il 13 settembre, nel corso dello stesso attacco, missili da crociera Storm Shadow colpiscono la LST Minsk della classe Ropucha provocando gravissimi danni alle sovrastrutture. Si sviluppa un incendio che avvolge il bacino di carenaggio in cui il Minsk si trovava per lavori.
Secondo le valutazioni degli analisti OSINT, basate sulle immagini emerse subito dopo, i danni al Minsk ed al Rostov na Donu non sarebbero convenientemente riparabili.
L’attacco avrebbe provocato anche 24 feriti tra il personale della base. Fonti ucraine invece riferiscono di 62 perdite, molti dei quali marinai del Minsk sorpresi a bordo in quanto impegnati negli ultimi lavori di approntamento nave, il cui rientro in servizio, dopo un ciclo di lavori, era dato per imminente.
Dopo l’attacco il governo russo ha annunciato l’intenzione di procedere con le riparazioni, ma è più probabile che il Minsk venga smantellato per recuperare pezzi di ricambio.
La nave era entrata in servizio con la marina sovietica nel 1983.

14/9/23
Un drone marino ucraino di modello Magura V5 attacca per la seconda volta e possibilmente danneggia il moderno pattugliatore d’altura Sergey Kotov da 1.300t della classe Vasily Bykov. Quarta unità della classe, il Kotov era stato varato nel 2021 ed era divenuto operativo il 30/7/22. L’attacco, che avrebbe coinvolto 5 droni, viene confermato dal MinDef russo, che però non fa menzione di danni. Secondo fonti ucraine riprese da Reuters, il Kotov avrebbe invece subito “danni certi”.
Una seconda unità russa sarebbe stata poi danneggiata da un drone marino Sea Baby: si tratta la corvetta lanciamissili Samum, classe Bora, che nell’impatto avrebbe subito danni su una fiancata. Le Bora (ovvero Dergach secondo la classificazione NATO) sono una particolare classe di corvette ad effetto SES, da 1050t, capaci di filare a 55kn ed armate con 8 missili antinave, oltre ad una panoplia di sistemi A/A. La classe è formata da due unità (Sivuch e Samum), ambedue assegnate alla Flotta del Mar Nero. Il Samum è entrato in servizio nel 2000.

22/9/23
Un numero imprecisato di missili Storm Shadow colpisce il comando generale di Sebastopoli della Flotta russa del Mar Nero provocando un incendio e gravi danni agli edifici. Secondo fonti ucraine vi sarebbero stati 34 KIA e 105 WIA tra il personale della base, mentre quelle russe ammettono solo 6 feriti. Tre giorni dopo l’attacco Mosca annuncia la demolizione del comando flotta, danneggiato in maniera evidentemente irreparabile.
5/10/23
Probabilmente a causa degli attacchi avvenuti in settembre, che hanno causato perdita di naviglio e la distruzione degli edifici del comando, la Flotta del Mar Nero sposta le proprie principali unità a Novorossyisk, considerata più sicura.
Dalle immagini satellitari esaminate dagli analisti OSINT, sarebbero state infatti spostate due fregate (Admiral Essen e Admiral Makarov), sei navi anfibie (3 classe Ropucha, una classe Alligator ed il Pyotr Morgunov della nuova classe Ivan Gren), una corvetta (classe Vasily Bykov), due corvette leggere (classe Buyan-M) e tre sottomarini diesel-elettrici (classe Kilo).
11/10/23
Nel corso di manovre evasive durante un raid ucraino su Sebastopoli, la corvetta Pavel Derzhavin della classe Vasily Bykov impatta su una mina russa provocandosi danni, confermati dal portavoce della marina ucraina. Il Pavel Derzhavin è la terza unità nella sua classe, varata nel febbraio 2019 ed entrata in servizio nel novembre 2020.
Stessa sorte capita anche ad un rimorchiatore portuale, il Nikolai Muru della classe Project 22870, che si era avvicinato al Derzhavin con l’intento di trainarlo all’interno del porto. Anche in questi caso si ignora l’entità dei danni.
16/10/23
Fonti del governo ucraino riferiscono di circa 300.000t di grano distrutte dai russi da luglio 2023 e di sei cargo civili colpiti.
26/10/23
Nuovo incidente per mina nelle acque antistanti la base di Sebastopoli, dopo quelli avvenuti l’11/10. A farne le spese questa volta è stata la nave idrografica Vladimir Kozitsky, ironicamente impegnata nello scandaglio dei fondali per il rilevamento di mine ed altri oggetti esplodenti.
L’incidente è confermato da fonti russe che riportano di una improvvisa esplosione e quindi del sopraggiungere di un rimorchiatore a trainare il Kozitsky in acque sicure nella baia di Striletska.
Varato nel 2019 ed entrato in servizio nel giugno 2013 il Kozitsky disloca 177tsl.
4/11/23
Gli ucraini mettono a segno un colpo pesante centrando con uno missile SCALP la nuovissima Askold, piccola corvetta missilistica da 860t, classe Karakurt, sesta unità di una serie di vascelli pesantemente armati in rapporto al loro tonnellaggio, entrati in servizio a partire dal 2017. L’Askold nella fattispecie era stata varata nel 2021 e stava conducendo una fase di test finali, propedeutici al suo ingresso nella flotta, previsti entro il 2023. Al momento dell’attacco l’unità si trovava ai lavori presso i cantieri Zalyv di Kerch e sarebbe stata colpita da tre missili in successione, che ne hanno devastato la sovrastruttura. Non è chiaro se possa essere o meno riparabile.

8/11/23
La nave civile KMax Ruler battente bandiera liberiana in ormeggio nel porto di Odesa viene colpita da un missile antiradar russo, che ha provocato la morte del pilota del cargo ed il ferimento di quattro persone, tra cui tre marinai filippini.
Si tratterebbe 21° attacco russo ad infrastrutture portuali successivamente al ritiro unilaterale di Mosca dall’accordo sul grano (18/7/23). Nel frattempo però almeno 50 navi sono entrate ed uscite dai porti ucraini a tutto il 24/10, attraverso il corridoio navale unilaterale messo a punto dagli ucraini.
10/11/23
Secondo l’intelligence ucraina riportata da Reuters, sarebbe stata distrutta una nave da sbarco russa classe Serna nonché un più vecchio mezzo da sbarco classe Ondatra da 107t. L’attacco sarebbe avvenuto nelle acque della baia di Vuzka, presso Chornomorske in Crimea, a mezzo droni marini.

5/12/23
Per colmare la perdita dell’Askold, Mosca trasferisce nel Mar Nero, attraverso il canale Volga-Don, dai cantieri Zelenodolsk, due nuove corvette da 830t, classe Karakurt, armate con otto missili Kalibr, che prendono base a Novorossyisk.
Si tratta del Tucha, varato nel luglio 2023 e del Amur, varato nel dicembre 2022.
Il trasferimento per acque interne consente alla Russia di ovviare parzialmente e solo per le unità minori, al blocco degli stretti turchi dovuto alla Convenzione di Montreux.
26/12/23
Mentre era attraccata al porto di Feodosia, viene colpita ed affondata da missili SCALP la LST Novocherkassk da 4.000t della classe Ropucha. L’attacco provoca una potente esplosione seguita da detonazioni secondarie, probabilmente dovute alla presenza a bordo di carichi esplosivi. Immagini satellitari rivelano poi la nave parzialmente sommersa. Rimane incerto il numero dei morti, valutato comunque ad oltre 70 tra marinai e soldati, oltre ad almeno 30 feriti.
La nave era stata marginalmente coinvolta, con lievi danni a bordo, nell’attacco del 24/3/22 che aveva portato all’affondamento della LST Saratov nel porto di Berdyansk.
Veterano della marina sovietica, il Novocherkassk era stato varato nel 1987 nei cantieri polacchi di Danzica ed era entrato in servizio nello stesso anno.
30/12/23
Una vecchia motovedetta Project 250P, classe Stenka (Tarantul), viene avvistata affondata presso il suo molo di attracco nella baia di Hrafska a a Sebastopoli. Non si conosce la dinamica dell’affondamento, forse correlato ad un attacco di droni navali avvenuto in quelle stesse ore ed asseritamente respinto secondo le dichiarazioni ufficiali russe.
Le Stenka sono motovedette cacciasommergibili veloci da 230t entrate in servizio a partire dal 1967 in ben 130 esemplari, in buona parte assegnati alla guardia navale di frontiera del KGB.
Anno 2024
1/2/24
Il primo importante colpo navale del 2024 va a segno sulla Ivanovets, corvetta ex-sovietica classe Tarantul I, varata nel 1989 ed entrata in servizio a inizio gennaio 1990. Come tutte quelle sovietiche della sua categoria, composta da numerose classi, le Tarantul erano corvette leggere (540t) ovvero grosse motomissilistiche capaci di filare a quasi 50kn, pesantemente armate con quattro missili antinave, oltre al resto.
L’attacco sarebbe avvenuto al largo della baia di Donuzlav in Crimea, utilizzando un piccolo sciame di droni navali.
14/2/24
Al largo di Alupka viene colpita da uno sciame (5÷9) droni navali la LST Caesar Kunikov della classe Ropucha, che il 24/3/22 era stata marginalmente coinvolta, subendo lievi danni nell’attacco che aveva causato l’affondamento della LST Saratov a Berdyansk. Questa volta la nave viene duramente colpita alla fiancata di sinistra ed affonda in circa 20 minuti.

15/2/24
Il comandante della Flotta del Mar Nero, ammiraglio Viktor Sokolov viene rimosso e rimpiazzato dal parigrado Sergej Pinchuk. La versione che circola tra i milblogger russi è che la sostituzione sia avvenuta a causa delle ripetute perdite subite dalla flotta durante il comando di Sokolov. Sokolov aveva a sua volta rimpiazzato il suo predecessore Igor Osipov solo 17 mesi prima (17/8/22)
29/2/24
Si chiude con un fallimento la tentata incursione di un distaccamento del 73th NSPC ucraino contro l’isola di Tendrivska a sud della penisola di Kinburn. Diverse perdite tra le SF ucraine.
02/24
Le esportazioni mensili di cereali ucraini raggiungono a febbraio 2024 le 5,2mln/t stabilendo il nuovo record del periodo bellico, molto vicino ai valori prebellici. Pur tra luci ed ombre questo risultato rappresenta una ennesima clamorosa sconfitta della strategia navale russa.
5/3/24
Droni marini ucraini Magura V5 attaccano e affondano il Sergey Kotov, pattugliatore d’altura da 1.300t della classe Vasily Bykov. Il pattugliatore era stato attaccato altre due volte nel 2023 (1/8 e 14/9) senza però subire gravi danni. Questa volta l’attacco, testimoniato da un video, risulta invece riuscito. Secondo quanto riferito dal GUR, l’intelligence militare ucraina, l’attacco sarebbe avvenuto nei pressi dello stretto di Kerch. Nessuna notizia sulla sorte dell’equipaggio, composto da 60÷80 uomini. Valore stimato della nave, 65m USD.

12/3/24
Emergono nuovi particolari relativi alla liberazione ucraina delle Boyko Towers, piattaforme offshore riprese da commando del GUR nell’agosto 2023. In particolare la piattaforma Tavryda sarebbe stata presa solo al secondo tentativo, dopo che il primo era andato a vuoto. A bordo delle piattaforme vengono recuperati notevoli quantità di materiali. Un video che descrive è disponibile su YouTube.
21/3/24
Una motovedetta ucraina ex-sovietica Project 205P Stenka viene colpita sul Dnipro da una munizione circuitante russa Lancet.
23/3/24
Nel corso di un attacco con missili Neptune al porto di Sebastopoli viene danneggiata la LST Konstantin Olshansky, classe Ropucha, gemella del Novocherkassk e del Caesar Kunikov. La nave, ex-sovietica in servizio dal 1985, era stata assegnata alla Marina ucraina nel 1996 ed era stata poi sequestrata dai russi il 7/3/14 nei giorni dell’annessione della Crime, passando così alla Flotta del Mar Nero. L’unità sarebbe stata quindi usata come fonte di pezzi di ricambio per le altre Ropucha della Flotta.
Durante l’attacco sarebbe andato distrutto anche un deposito carburanti.
Sarebbe invece rimasta illesa la gemella Yamal, anch’essa della classe Ropucha, sfiorata dal missile che avrebbe invece colpito il molo vicino il quale era attraccata.
Sarebbe stata invece danneggiata la nave-spia Ivan Kuhrs, della classe Yury Ivanov, con danni concentrati negli apparati antennistici ed elettronici di rilevamento.Il 24/5/23 il Kuhrs era già stato oggetto di un attacco non riuscito con droni navali
7/4/24
Incendio a bordo del Serpuchov, corvetta missilistica classe Buyan-M appartenente alla Flotta del Baltico ed attraccata a Baltysk presso Kaliningrad. Kyiv rivendica l’operazione, attribuendola all’atto di un marinaio russo dissidente poi arruolatosi nella Legione Russa, ma non vi sono conferme circa le modalità e cause dell’incendio, che potrebbero anche essere accidentali. La nave rimane comunque fuori combattimento e sottoposta ai lavori.
4/5/24
La corvetta missilistica a Tucha, classe Karakurt, che il 5 dicembre 2023 era stata spostata dal Caspio al Mar Nero, ritorna nel Caspio per via fluviale interna. Non se ne conoscono i motivi, forse legati all’imminente arrivo a Novorossyisk della sua gemella Tayfun.
6/5/24
Una unità veloce d’attacco Project 12150 Mangust da 27t viene ingaggiata e distrutta da un drone marino Magura V5. L’attacco è avvenuto nella baia di Vuzka.
Le Project 12150 sono motovedette plurimpiego da 20m, prodotte in oltre 60 esemplari a partire dal 2000. Capaci di filare a 50kn, vengono utilizzate per una varietà di missioni, tra cui incursioni e pattugliamento.
Almeno 25 Mangust sarebbero in forza alla Flotta del Mar Nero, ma è possibile che il loro numero effettivo sia anche superiore vista la possibilità di trasferirle per via fluviale dalle altre flotte.
L’attacco sarebbe stato portato a termine dall’ormai noto Gruppo 13, l’unità speciale del GUR incaricata delle operazioni con i droni navali.

7/5/24
In controtendenza alle perdite e parziale compensazione dei vuoti aperti dagli ucraini nella Flotta del Mar nero, vengono varate nel cantiere fluviale russo di Zelenodolsk sul Volga, due nuove corvette missilistiche.
La prima è il Tayfun della classe Karakurt da 860t, gemella del Askold pesantemente danneggiato il 4/11/23.
La seconda è il Viktor Velikiy della classe Vasily Bykov da 1.300t, gemella del Sergey Kotov affondato il 5/3/24.
Entrambe le navi entrano quindi a fare parte della Flotta del Mar Nero che le riceve per via fluviale.
19/5/24
Nel corso di un attacco con due missili ATACMS al porto di Sebastopoli viene colpita e probabilmente affondato il Tsyklon, nuovissima corvetta lanciamissili classe Karakurt, gemella dell’Askold a sua volta gravemente danneggiato il 4/11/23. Il Tsyklon era entrato in servizio nel luglio 2023. La perdita della nave viene confermata da milblogger russi.
30/5/24
Una operazione del GUR attuata con droni marini Magura V5 si conclude con l’affondamento di due motovedette classe KS-701 Tunets ormeggiate al molo. L’attacco è avvenuto nella baia di Vuzka ed avrebbe coinvolto anche una terza imbarcazione di modello non specificato. Dopo quella del 3/9/23, si tratta della seconda e terza perdita di una KS-701 subita nonostante la forte opposizione delle difese della base, così come testimoniato da un video dell’attacco, che ha preso di mira il deposito navale che ospita le Mangust
.
Nella stessa giornata, un attacco con missili ATACMS contro il porto di Kerch si conclude con il danneggiamento di due traghetti civili militarizzati utilizzati per il trasbordo ferroviario e quello automobilistico tra le due parti dello stretto. Non è nota la gravità dei danni. Sarebbero state marginalmente coinvolte fino a quattro KS-701, di stanza nel porto.
6/6/24
Dopo aver superato le barriere di Chornomorske, un gruppo di droni navali Magura V5 colpisce e distrugge il rimorchiatore portuale armato Gousan 5 (Saturn), classe Zuyd (Project 04983). Si tratta di una numerosa classe (circa 13) da 360t, entrata in servizio a partire dal 1983.
16/7/24
Fonti ufficiali ucraine riferiscono dell’avvenuto ritiro in acque più sicure, dell’ultima nave combattente russa rimasta nella base di Sebastopoli, da mesi soggetta ad incursioni di droni e missili ucraini.
Secondo Reuters, la nave in questione sarebbe una vecchia unità Progetto 1135 Krivak II: quindi verosimilmente una delle due tra il Ladnyy ed il Pytlivyj ambedue in servizio con la Flotta del Mar Nero.

17/7/24
I nuovi droni navali Mamai preparati dal Gruppo 13 del GUR entrano in azione sul lago costiero Donuzlav sede di una base russa. Viene distrutta almeno una motovedetta classe KS-701 Tunets.
25/7/24
Il traghetto civile ferroviario Slavyanin è stato colpito da un missile Neptune nel porto di Kavkaz. Il risultato è stato un incendio a bordo e dense colonne di fumo. Si tratta del terzo traghetto di questo tipo ad essere colpito dopo i primi due del 30/5. La ragione è semplice: l’incendio del passante ferroviario causato dall’attacco del 6/10/22, non tale da danneggiare la tenuta delle campate del ponte ma sufficiente ad indebolirne la struttura, rendendo rischioso il passaggio dei treni più pesanti, carichi di munizioni e veicoli. Da qui la scelta russa di ricorrere a grandi traghetti ferroviari per lo spostamento di interi treni da una parte all’altra dello Stretto di Kerch.
Gli attacchi ai traghetti si inseriscono quindi nella strategia ucraina di progressivo isolamento e strangolamento delle forze russe in Crimea.
Quanto allo Slavyanin, si tratta di un grosso cargo Ro-Ro da 6.400t entrato in servizio nel 1984 ed in grado di trasportare sia auto sia carrozze ferroviarie.
FINE
(per adesso)
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Una Nazione, l’Ukraina, senza lo straccio di una marina militare ha devastato la flotta del Mar Nero ed il Comando Operazioni. Non riesco ad immaginare cosa potrebbe succedere, per i russi, in uno scontro peer-to-peer con le forza navali NATO.