

Inevitabile che Donald Trump avrebbe mal digerito il discorso di Keir Starmer (che ho analizzato qui). Ma a far saltare i nervi al presidente statunitense non sono state tanto le parole del Primo ministro britannico, quanto quelle di Kemi Badenoch e di Nigel Farage. Entrambi si sono espressi contro un’annessione unilaterale della Groenlandia da parte degli Stati Uniti e, nel caso di Badenoch, sono arrivati persino a mostrare solidarietà a un premier laburista.
Per Trump si è trattato di un doppio affronto: l’opposizione all’uso della forza da parte della destra e, soprattutto, la rottura del fronte politico britannico che avrebbe dovuto allinearsi senza esitazioni a Washington. Una cosa, semplicemente, inammissibile.
Che cosa fa allora Trump per richiamare all’ordine la destra britannica e riportarla sulla propria linea, trasformandola nel megafono utile a colpire Starmer e a dipingerlo come debole e passivo? Tira fuori la questione della cessione delle isole Chagos, definendolo “un atto di grande stupidità”, contraddicendo tutto quello che lui stesso, e la propria amministrazione avevano detto e fatto in precedenza.

Vediamo di cosa si tratta:
La restituzione delle Isole Chagos a Mauritius da parte del Regno Unito ha chiuso una controversia coloniale aperta da decenni, legata al controllo britannico dell’arcipelago e all’espulsione forzata della popolazione indigena negli anni ’60 e ’70 per consentire la costruzione della base militare di Diego Garcia. Dopo il parere della Corte Internazionale di Giustizia del 2019 e il voto dell’Assemblea Generale dell’ONU a favore della sovranità mauriziana, Londra ha accettato un accordo che ha trasferito formalmente le isole a Mauritius ma garantisce al Regno Unito la gestione della base militare per altri 99 anni, preservandone il valore strategico per Stati Uniti e alleati.
L’intesa ha segnato la fine dell’ultima colonia africana del Regno Unito e aperto la possibilità di un parziale ritorno dei Chagossiani, esclusa Diego Garcia.
Criticata duramente dai conservatori e da Reform Uk come una concessione “umiliante” e potenzialmente pericolosa per altri territori d’oltremare, la decisione è stata difesa da Keir Starmer come un compromesso necessario. Questo perché l’accordo garantisce, formalmente, la legittimità della base militare, eliminando il rischio di anni di controversie legali. In breve: le Chagos sono state restituite proprio per salvaguardare la legittimità della base militare.
Al momento dell’accordo, nel febbraio 2025, la posizione di Donald Trump era stata di sostegno esplicito. Durante una riunione alla Casa Bianca con il primo ministro britannico Keir Starmer, Trump aveva definito “molto forte” il contratto di locazione di lungo periodo per la base di Diego Garcia dichiarando pubblicamente di ritenere che l’intesa avrebbe “funzionato molto bene” e che gli Stati Uniti sarebbero stati “inclini ad andare d’accordo” con Londra. Quelle parole furono ampiamente interpretate come un via libera politico all’accordo, nonostante le resistenze di una parte dei repubblicani americani, che sollevavano dubbi sui rapporti tra Mauritius e la Cina e sui possibili ripercussioni sulla sicurezza della base.
Nell’aprile 2025, Donald Trump ha formalmente approvato l’accordo, consentendo a Downing Street di procedere senza più ostacoli: Londra ha confermato di aver ricevuto il via libera definitivo dagli Stati Uniti, descritto dalle fonti come la rimozione di ogni residua resistenza americana, aprendo la strada alla firma con Mauritius nel mese successivo.
A maggio 2025, il Regno Unito e Mauritius hanno quindi concordato il passaggio. In quella fase, l’amministrazione Trump — incluso il segretario di Stato Marco Rubio — ha accolto positivamente l’intesa, presentandola come una garanzia di accesso stabile e di lungo periodo alla base di Diego Garcia, considerata una risorsa strategica cruciale per le operazioni statunitensi nell’Oceano Indiano e oltre.
In quei giorni l’amministrazione statunitense rilasciò il seguente comunicato:

È evidente che, al momento dell’accordo, né per Donald Trump né per Marco Rubio la cessione delle Chagos apparisse l’“idiozia” che il presidente americano ha improvvisamente denunciato il 20 gennaio 2026. Anzi, l’intesa fu approvata, firmata e difesa proprio dalla loro amministrazione come una soluzione solida e vantaggiosa.

A questo punto la domanda è inevitabile: se Starmer ha davvero commesso un errore, perché Rubio lo ha sostenuto senza riserve, con il pieno assenso di Trump che ha firmato? E soprattutto, se oggi quell’accordo viene descritto come folle, il problema non è tanto se ci siano degli idioti nella stanza, ma quanti ce ne siano.
Ma il punto per Trump non è la verità – un po’ perché non gli interessa, un po’ perché sa che la massa è fondamentalmente ignorante o ha una memoria da pesce rosso. Il punto è politico e tattico: lanciare un segnale alla destra britannica, ricompattarla e riportarla sulla propria linea.
Tirare fuori le Chagos serve a questo: cambiare il terreno dello scontro, spostare l’attenzione dalla Groenlandia — dove Starmer gode di un sostegno trasversale — e riportare il dibattito su un dossier che aveva visto Conservatori e Reform Uk schierarsi contro il premier laburista.
Non una denuncia sincera, ma un’operazione di riallineamento: creare un nuovo bersaglio, delegittimare Starmer e offrire alla destra un megafono comune, anche al prezzo di contraddirsi apertamente rispetto a trattati da lui firmati solo pochi mesi prima.
Fa parte della sua tecnica di comunicazione perché Trump non usa le parole per descrivere la realtà, ma per produrla. Il suo metodo consiste nel saturare lo spazio pubblico con affermazioni contraddittorie, improvvise e polarizzanti, costringendo avversari e alleati a reagire sul terreno che lui sceglie. Non importa la coerenza nel tempo: ciò che conta è l’effetto immediato, lo spostamento dell’attenzione e la creazione di un nuovo frame emotivo.
Attaccare oggi un accordo che ieri aveva firmato non è una svista, ma una mossa deliberata. Serve a riscrivere la gerarchia dei temi, a interrompere narrazioni sfavorevoli e a offrire ai propri sostenitori un segnale di appartenenza: non si discute se abbia ragione, si dimostra fedeltà ripetendo l’attacco. In questo schema, la contraddizione non è un problema, è uno strumento.
I vassalli conoscono il gioco e non si lasciano perdere l’occasione. In sole 24 ore, la Groenlandia è stata dimenticata e tutti si ricompattano intorno Trump sulle Chagos, facendo finta di ignorare (come se fosse un dettaglio irrilevante) che quell’accordo porta anche la firma del presidente degli Stati Uniti.

Trump comunica per shock successivi. Ogni uscita deve essere più rumorosa della precedente, così da rendere irrilevante il confronto sui fatti. Il messaggio non è “questa è la verità”, ma “sono io a decidere di cosa si parla”.
Links:
https://www.express.co.uk/news/politics/2035466/Donald-Trump-Keir-Starmer-Chagos-deal
https://www.ft.com/content/518cd71a-9ed8-4aed-8166-5e129a831ec5
https://www.telegraph.co.uk/politics/2025/04/01/donald-trump-signs-off-keir-starmer-chagos-deal

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Quindi, dato che l’uso della base di Diego Garcia (strategica per USAF) è concesso da UK (alleato degli USA e membro NATO), la stessa potrebbe dichiarare ospite non gradito gli USA e magari, annullando il trattato, farla confluire in Mauritius con una clausola anti USA
Allora anche l’Italia con Aviano e gli altri paesi nato che hanno basi americane. Non è questo il punto. Il punto è che il trattato dà garanzie agli USA, mentre il complicarsi dei ricorsi legali di Mauritius la metteva a rischio. Trump e Rubio lo sapevano e infatti hanno approvato il trattato perché conveniente.
Direi che a tutto però c’è un limite, anche se con un personaggio come Trump è difficile stabilire dove possa essere.
Non può usare questo argomento per controbattere a Starmer e quest’ultimo dovrebbe rimarcare immediatamente i fatti reali.
Ma ormai è chiaro che Trump si considera inarrestabile e quindi nulla lo farebbe ritrattare.
Tranne magari quel versamento di 1 miliardo di dollari per l’ingresso nel suo fantomatico consiglio di pace. E’ questione solo di affari e potere per Trump, non esistono alleanze basate su valori condivisi e aspirazioni comuni.
Il governo HA ribattuto con il fatti reali, ma intanto Trump ha ottenuto l’effetto di spostare l’attenzione della destra britannica, dei social media e della stampa.
E quante persone non erano al corrente del fatto che Trump avesse approvato Chagos? Infatti in Italia probabilmente nessuno ne aveva mai sentito parlare e ha dato per scontato che Starmer avesse svenduto le Chagos senza nulla in cambio e contro gli USA.
Quanta gente va poi a leggersi i fatti reali?
È dalla storia delle grooming gangs che la gente continua a rimbalzare ogni balla che legge. Ieri ancora ho visto qualcuno che commentava “Starmer ha protetto le grooming gangs”. Allucinante. Una volta sparata una balla. È dura a morire.
Trump (come anche Musk) usa la strategia russa.
Ormai qualsiasi cosa dicano Trump e altri guru della destra sovranista diventa verità assoluta per i loro seguaci, non importa se gli stessi inizialmente dicevano o facevano diversamente.
Sono un culto per loro e meno male che criticavano una volta i sovietici quando l’unica verità veniva dal partito e dalle sue emanazioni.
Li stanno superando quanto a manipolazione e riscrittura dei fatti.
Qui Starmer dice quello che ho scritto. https://x.com/a_libutti/status/2013971920966861152?s=46
Con quali mezzi “leciti” sarebbe possibile contrastare questa pericolosissima pratica, in altre parole una vera e propria “fog of infowar? E non riesco a pensare che ciò sia esclusiva farina del sacco di Trump, ma che in una qualche maniera lui sia il front man, l’utile idiota manovrato da chi ha tutto l’interesse a non apparire. E che detiene il VERO potere…
“Trump non usa le parole per descrivere la realtà, ma per produrla. Il suo metodo consiste nel saturare lo spazio pubblico con affermazioni contraddittorie, improvvise e polarizzanti, costringendo avversari e alleati a reagire sul terreno che lui sceglie. Non importa la coerenza nel tempo: ciò che conta è l’effetto immediato, lo spostamento dell’attenzione e la creazione di un nuovo frame emotivo.” Non avrei saputo dirlo meglio.