4 thoughts on “Come Pechino legge l’azione americana a Caracas

  1. Sino a quando la Cina continuerà ad operare tramite proxy? Venezuela è la meno, l’Iran già un boccone più amaro, ma è con la Russia putiniana che vedrebbe ridimensionata la sua capacità di destabilizzare l’Occidente, obbligandola ad uscire allo scoperto.

  2. Bisogna dire che il Venezuela comunque è un obiettivo logisticamente difficile da difendere per i cinesi, data l’enorme distanza dalla madrepatria e invece facile per gli americani. Taiwan sarebbe magari diverso, anche se la presenza degli americani è consolidata nei dintorni da decenni, compresi aiuti militari e finanziari alla stessa Taiwan.
    Per ora penso che la Cina possa avere un certo vantaggio militare nelle aree adiacenti ai propri confini, soprattutto terrestri.
    Se gli americani avessero tentato la stessa cosa per esempio in Vietnam (di nuovo), nel Laos o in qualche altro Stato vicino alla Cina, forse i risultati avrebbero potuto essere differenti.

    1. Dimentichi che il Vietnam ha difeso per decenni il confine nord con la Cina a furia di cannonate, se proprio parliamo di confini terrestri. Al contrario i cinesi forse possono fare i gradassi sul mare, dove le flotte di Vietnam, Brunei, Filippine, Malaysia e Indonesia non esistono.

      1. Intendevo ipotizzando un intervento americano pronto a spodestare il capo di un regime se non fosse avvenuto in Venezuela, ma dalle parti più vicine alla Cina. Anche se magari l’effetto sorpresa avrebbe potuto portare esiti imprevedibili.
        La Cina avrebbe tutto l’interesse ad aiutare il Vietnam in un simile frangente, come fece già contro gli americani negli anni 60-70.
        I conflitti locali tra i due Paesi sono un’altra questione.

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