
“Tutto è iniziato da un messaggio. Breve, anonimo, arrivato su TikTok, tra un commento ironico e un cuore lasciato di fretta. Diceva solo questo: «Prof, io non ce la faccio». Non c’erano emoji, né spiegazioni. Solo quella frase, dritta, cruda, come uno schiaffo silenzioso. Lì ho capito che non potevo far finta di niente: dietro a uno schermo, tra una lezione e un video, c’era qualcuno che chiedeva aiuto. Forse non era solo.”
Christian Zampiga, docente di scuola secondaria di primo grado e creator digitale, racconta nel suo primo libro, intitolato Prof, io non ce la faccio. Come ho smesso di scappare dalla scuola e ho iniziato ad ascoltarla (self publishing), la sua storia, il suo lento e faticoso avvicinamento a un ambiente ritenuto, per anni, distante e ostile, cioè quello della scuola: «Io non sono nato prof, la scuola, all’inizio, non era il mio posto, anzi. Alla professione di docente ci sono arrivato da lontano: dalle spiagge toscane, da mille lavoretti, da Italia Uno, da un viaggio a Gerusalemme, dai frati francescani, dalla voglia di cambiare».
L’autore intreccia pensieri e ricordi, rileggendo eventi presenti e passati, muovendo da alcuni principi e prassi, tanto nell’insegnamento quanto nelle scelte concrete del proprio quotidiano, abbracciando una postura segnata da uno stile di presenza non giudicante, empatico e riflessivo. Un’idea di scuola oltre la scuola stessa, protesa alla ricerca dell’altro, del suo talento nascosto, del bisogno gridato nel silenzio e nell’indifferenza.
La fatica, il senso frustrante di una profonda inadeguatezza, lo smarrimento di un’intera generazione, ragazzi alla perenne ricerca di un compagno di viaggio, di un volto amico e fidato, riluttanti dinanzi a risposte preconfezionate e omologanti, sterili e inefficaci: «Nel mio percorso da docente ho imparato che dietro ogni “non ce la faccio” si nasconde un mondo che non sempre riusciamo a vedere con chiarezza. C’è chi non ce la fa a stare in classe perché l’aula sembra una prigione e il banco un altare sacrificale dove ogni giorno si brucia il proprio senso di inadeguatezza. C’è chi non ce la fa a studiare, non per pigrizia, ma perché ha la mente piena di voci più forti: quelle dei genitori che litigano, del giudizio che pesa, della fame che non si dice, della solitudine che si insinua nei corridoi silenziosi di casa, dei compagni che a volte, anziché aiutarti, ti isolano. C’è chi non ce la fa a stare con gli altri perché non si sente abbastanza simpatico, non abbastanza virile, non abbastanza “come dovrei essere”, perché se i social hanno potenzialità infinite, la loro capacità di abbatterti è reale».
Il Nostro ripensa e tratteggia il profilo di una scuola in ascolto, facendo propri gli strumenti del limite e dell’ironia, immedesimandosi continuamente nelle sfide e nelle dinamiche educative odierne, cercando di intercettare «un’eco collettiva, il mormorio di un’intera generazione che teme di non essere abbastanza pronta, abbastanza bella, abbastanza amata», caratterizzata da un’irrequietezza del cuore «che chiede solo di essere presa sul serio».
Non esistono modelli educativi infallibili o formule magiche, ma una realtà, quella scolastica, «impastata di tentativi andati a vuoto, di registri che si bloccano, di strategie disciplinari fallite, di parole dette troppo in fretta, di colleghi che condividono fatiche e altri che, forse per prudenza o disillusione, scelgono di non vedere». Inciampare e fallire sono esperienze trasversali, «il punto è dimostrare a chi ci guarda che si può cadere senza vergogna e risalire con dignità».

Il Club InOltre nasce per creare una community tra chi InOltre lo scrive, chi lo legge e chi lo sostiene. È il desiderio di creare punti di incontro digitali e, quando possibile, anche fisici – dove scambiarsi idee, discutere, conoscersi da vicino.
Un Club che unisce tutti quelli che contribuiscono alla buona riuscita d’InOltre e al suo successo.
InOltre è completamente gratuito ed è il frutto della competenza e della passione di molte persone che lavorano senza fini di lucro. Se desideri contribuire con un piccolo supporto, puoi farlo effettuando un bonifico come di seguito specificato oppure cliccando sui pulsanti che vedi, scegliendo l’opzione che più preferisci. Le donazioni verranno utilizzate per i costi di mantenimento del sito e per altre attività editoriali.
Grazie per il vostro supporto!
Bonifico bancario intestato a Inoltre Ente del Terzo Settore con Causale: donazione/erogazione liberale a favore di Inoltre ETS.
Codice Iban: IT55A0306909606100000404908



Scopri di più da InOltre
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.
