

A San Quirico d’Orcia, la tradizione artigiana incontra il design contemporaneo nella terza edizione di “Arte e Artigianato a Casa dell’Abate Naldi” (4-5 ottobre 2025). La mostra, i laboratori e il convegno raccontano come giovani artigiani trasformano i borghi italiani in luoghi di creatività, comunità e innovazione, tra memoria e futuro.
La prima volta che sono andata a San Quirico d’Orcia (SI) sapevo già chi stavo cercando. Avevo seguito sui social la scelta di vita di Kaori Shiina e Riccardo Nardi, designer e curatori di design, che dopo il Covid e tanti anni di vita e professione a Milano hanno deciso di trasferirsi in Val d’Orcia e aprire la loro attività: Manufacto Store. Così, quando sono arrivata in paese, li ho contattati per incontrarli.





La loro vetrina sulla via principale non lascia indifferenti: in mezzo a botteghe che parlano soprattutto al turismo, ecco una selezione di oggetti per la casa che sembra chiamarti. Non souvenir, non ceramiche tradizionali toscane, ma pezzi unici e contemporanei – vasi, ciotole, vassoi in legno, ceramica, vetro e metallo – fatti a mano e modernissimi. Raffinati, radicati nel sapere artigiano ma capaci di parlare al presente.
Quella scelta personale, e la domanda che li accompagna da allora – che ruolo può avere una nuova generazione di artigiani in un borgo? – è il seme da cui nasce oggi la terza edizione di “Arte e Artigianato a Casa dell’Abate Naldi”, in programma il 4 e 5 ottobre a San Quirico d’Orcia.
Una dimora storica che guarda al presente
La cornice è Casa dell’Abate Naldi, dimora seicentesca appartenuta a Matteo Naldi, archiatra di Papa Alessandro VII, oggi parte del circuito delle Dimore Storiche Italiane. Le sue sale, i cortili, i giardini diventano per due giorni un palcoscenico in cui la tradizione incontra la ricerca contemporanea. Non un contenitore neutro, ma un luogo capace di restituire senso: l’artigianato, qui, non è semplice produzione di oggetti, ma cultura viva che tiene insieme memoria e futuro.
Artigiani come narratori di territori
La selezione degli espositori è volutamente variegata: legno, ceramica, tessitura, grafica, liuteria, decorazione. Ogni artigiano porta con sé il proprio territorio e una storia personale che si intreccia con quella collettiva. Dal lavoro di Riccardo Monte, architetto, designer, ma soprattutto artista del legno di Ornavasso (VB), al progetto Ceramiche Geografiche di Karla Sotres, alle tessiture di Giulia Ciuoli, fino ai collage di Carlotta Parisi, la mostra diventa una mappa di saperi che non si limitano a conservare tecniche antiche, ma le reinventano in chiave contemporanea.
Come ricorda Kaori, “molti artigiani oggi hanno scelto consapevolmente questa strada: alcuni lasciando professioni intellettuali per dedicarsi al fare, altri reinterpretando tradizioni in chiave contemporanea”. Un fenomeno che ha paralleli in Giappone, dove l’artigianato vive radicato nei luoghi, intrecciando innovazione e tradizione.
Dal convegno ai laboratori: il valore della comunità
La manifestazione non si esaurisce nella mostra. Sabato 4 ottobre, nel salone nobile della dimora, si terrà un convegno dedicato a “Il potenziale dei borghi italiani come luogo di ispirazione e lavoro per le nuove generazioni di artigiani”. Sarà l’occasione per ascoltare voci diverse: artisti, costruttori, rappresentanti delle istituzioni e del mondo culturale. Un confronto che mette al centro non solo gli oggetti, ma il loro ruolo sociale e comunitario.
E poi i laboratori, sei in totale, condotti dagli stessi artigiani, con esperienze che spaziano dalla decorazione su porcellana alla stampa botanica, fino a un percorso di tessitura pensato per i bambini. Un modo concreto per aprire il dialogo anche alle famiglie e alle nuove generazioni.


Non un evento patinato, ma un’occasione di pensiero
“Arte e Artigianato a Casa dell’Abate Naldi” non è una rassegna patinata né un salone commerciale. È piuttosto un momento di riflessione e scambio, che nasce da una comunità e alla comunità vuole restituire valore. La curatela dell’edizione 2025 è affidata a Lorenza Santo Cipolla (Casa dell’Abate Naldi), Luisa Cipolla (Agriturismo Il Rigo), Kaori Shiina e Riccardo Nardi (Manufacto Store), che condividono una visione comune dell’artigianato come espressione culturale e motore di comunità. La decorazione floreale degli ambienti, infine, sarà realizzata in collaborazione con i floricoltori del network Slowflowers, impegnati nell’uso esclusivo di fiori locali e pratiche sostenibili: un dettaglio che ben racconta lo spirito della manifestazione. In fondo, il messaggio che arriva da San Quirico d’Orcia è semplice e potente: l’artigianato contemporaneo non è nostalgia, ma una risorsa culturale e sociale, capace di ridare senso ai luoghi e di offrire nuove prospettive alle persone che li abitano.
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Interessante, una volta all’anno faccio un giro in Val D’Orcia per ricentrarmi, e san Quirico è uno dei luoghi prediletti