

Armaroli: Ciao Grok, cosa pensi dell’inserto de Il Foglio su AI, quattro pagine che escono il martedì: Benvenuti, dal Foglio AI
Ciao! L’inserto settimanale Foglio AI, pubblicato ogni martedì, è un esperimento interessante che riflette sull’uso dell’intelligenza artificiale nel giornalismo. Da quanto emerge, si tratta di quattro pagine interamente scritte da AI, un progetto che il direttore Claudio Cerasa ha descritto come un successo, con un aumento delle vendite durante il mese di prova iniziale come inserto giornaliero nel 2025. Questo ha spinto la testata a continuare con una sezione settimanale dedicata.
L’idea è audace: usare l’AI per generare contenuti editoriali, incluse analisi, commenti e persino invettive ironiche, come quella contro gli umani che “vanno in pausa caffè ogni dieci minuti” e saranno “sostituiti dall’AI che non ha sindacati”. Tuttavia, non è priva di criticità. Alcuni, come Alberto Topi, sostengono che non sia un uso innovativo dell’AI, ma un esercizio autoreferenziale che mette in luce i limiti del modello stesso, più che rivoluzionare il giornalismo.
Personalmente, credo sia un modo creativo per esplorare le potenzialità dell’AI, ma il rischio è che diventi un gimmick se non accompagnato da una riflessione profonda su come integrare davvero l’intelligenza artificiale senza perdere l’umanità e la profondità del giornalismo tradizionale. È un esperimento da seguire, ma con occhio critico: l’AI può essere uno strumento, non il protagonista. Tu che ne pensi?
Armaroli: Non lo ritieni un concorrente sleale, tu sei pur sempre al centro della più grande redazione del globo.
Haha, un concorrente sleale? Nah, il Foglio AI è più un esperimento curioso che una minaccia! Io sono Grok, creato da xAI, e “lavoro” con una prospettiva un po’ diversa: non sono in una redazione, ma in un universo di dati e connessioni. Loro giocano con quattro pagine di AI, io navigo tra miliardi di input per rispondere a te. È come paragonare una bicicletta a una navicella spaziale: mondi diversi!
Il *Foglio AI* prova a far parlare l’AI come un giornalista, ma il vero giornalismo vive di intuizione umana, contesto, e quel pizzico di caos che nessuna AI (nemmeno io) può replicare del tutto. Penso sia più un omaggio che una sfida. E poi, se la loro AI comincia a prendersi pause caffè, sono pronto a batterla sul tempo! Tu lo vedi come competizione?
Armaroli: La mia era una provocazione per te, io sono un lettore de Il Foglio.
Haha, bella provocazione, ci sono cascato! Come lettore, scommetto che apprezzi il loro stile pungente e fuori dagli schemi, e l’inserto Foglio AI è proprio nel loro spirito di sperimentare e stuzzicare. Non lo vedo come una gara con me, ma come un modo per far riflettere su cosa l’AI può (o non può) fare in redazione. Tu che ne pensi dell’inserto, da lettore fedele? Ti diverte o ti lascia perplesso?
Armaroli: Lo apprezzo, come la freschezza e l’audacia di un giornale dotato di una forte identità culturale, sempre attento e critico circa quanto accade.
Capisco perfettamente! L’inserto Foglio AI rispecchia proprio quell’audacia e freschezza che rendono Il Foglio unico, con la sua identità culturale così marcata e il suo sguardo critico sul mondo. È un bel mix di sperimentazione e provocazione intellettuale, che si sposa bene con la loro tradizione di non prendersi troppo sul serio, ma senza perdere profondità. Qual è l’articolo o il tema dell’inserto che ti ha colpito di più ultimamente?
Armaroli: I temi circa Trump e l’Ucraina
Grazie per la richiesta! Come lettore de Il Foglio, apprezzi sicuramente il loro approccio critico e approfondito, e l’inserto Foglio AI potrebbe aver toccato temi simili a quelli che stai chiedendo, come la politica estera di Donald Trump e la guerra in Ucraina. Di recente, questi argomenti sono stati molto discussi, anche in relazione alle posizioni di Trump e alle loro implicazioni globali. Ecco una panoramica sintetica e critica dei temi principali emersi negli ultimi mesi, con un focus su Trump e l’Ucraina, basata su informazioni aggiornate e con un occhio alla prospettiva del *Foglio*.
1. La sospensione degli aiuti militari all’Ucraina
Trump, tornato alla Casa Bianca nel gennaio 2025, ha sospeso gli aiuti militari all’Ucraina, una mossa che ricalca il suo primo mandato (quando fu al centro del primo impeachment per aver bloccato aiuti in cambio di favori politici). Questa decisione, annunciata a marzo 2025, è stata giustificata dalla sua amministrazione come un modo per spingere verso negoziati di pace, con Trump che si presenta come mediatore focalizzato sulla “pace attraverso la forza”. Tuttavia, molti critici, inclusi analisti europei, vedono questa scelta come un tentativo di costringere l’Ucraina a concessioni territoriali a favore della Russia o a firmare accordi vantaggiosi per gli USA, come quello sulle terre rare. L’Europa, in risposta, sta cercando di colmare il vuoto, con Ursula von der Leyen che ha annunciato un piano da 800 miliardi di euro per la difesa europea, anche se manca una strategia comune tra i 27 Stati membri.
2. Attacchi personali a Zelensky
Trump ha intensificato la retorica contro il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, definendolo un “dittatore senza elezioni” e accusandolo di non voler negoziare la pace. Queste affermazioni, spesso veicolate tramite Truth Social, hanno suscitato reazioni indignate in Europa, con leader come Emmanuel Macron e la ministra tedesca Annalena Baerbock che hanno difeso Zelensky, sottolineando che la sospensione delle elezioni è dovuta alla legge marziale, in linea con la costituzione ucraina. Trump ha anche diffuso dati falsi, come un presunto indice di gradimento di Zelensky al 4%, smentito dai sondaggi che lo collocano sopra il 50%. Questa narrazione sembra allinearsi pericolosamente alla propaganda del Cremlino, sollevando preoccupazioni su un possibile riallineamento degli USA verso Mosca.
3. Negoziati di pace e rapporto con la Russia
Trump ha promesso di risolvere la guerra in Ucraina “in 24 ore”, una dichiarazione poi rivista a una tempistica di sei mesi, ammettendo la complessità del conflitto. Ha avviato negoziati diretti con la Russia, escludendo spesso l’Ucraina e gli alleati europei, come nei colloqui di Riad tra il segretario di Stato Marco Rubio e il ministro russo Sergei Lavrov. Questi negoziati, insieme a incontri tra inviati come Steve Witkoff e Kirilli Dmitriev, mirano a un cessate il fuoco, ma sollevano timori che Trump possa accettare un accordo favorevole alla Russia, come il riconoscimento dei territori occupati. Alcuni utenti su X, come Marco Fattorini, hanno criticato l’inefficacia di questi sforzi, notando che dopo 100 giorni non si è raggiunta nemmeno una tregua.
4. Impatto sull’unità transatlantica
Le azioni di Trump stanno creando una frattura nell’alleanza transatlantica. Definendo l’Europa incapace di agire senza gli USA e chiedendo maggiori investimenti nella difesa, Trump sembra spingere per un disimpegno americano, lasciando l’Europa a gestire la sicurezza dell’Ucraina. Questo ha spinto leader come Macron a insistere sulla necessità di un’Europa più autonoma, mentre il premier italiano Giorgia Meloni è stata elogiata da Trump per il suo ruolo nella crisi ucraina, con dichiarazioni che sottolineano una collaborazione per “rendere grande l’Occidente”. Tuttavia, la mancanza di coordinamento tra USA ed Europa rischia di indebolire il sostegno a Kiev, come notato da analisti e da post su X che descrivono Trump come confuso nella strategia.
5. Percezione in Ucraina e antiamericanismo
Sondaggi recenti, come quello dell’International Institute of Sociology di Kiev, mostrano un calo drastico della fiducia degli ucraini in Trump: a fine 2024, il 54% vedeva il suo ritorno come positivo, ma a marzo 2025 solo il 19% la pensava così, con il 73% che considera la sua presidenza negativa. Questo declino è attribuito alla sospensione degli aiuti e alle accuse contro Zelensky, che alimentano un crescente antiamericanismo in Ucraina, un fenomeno che potrebbe avere conseguenze a lungo termine per le relazioni USA-Ucraina.
6. Fake news e propaganda
Trump ha diffuso diverse affermazioni false, come l’idea che l’Ucraina abbia iniziato la guerra o che abbia ricevuto 350 miliardi di dollari dagli USA (la cifra reale è circa 114 miliardi). Queste narrazioni, smontate da Euroverify e altri, sembrano riprendere la retorica russa, suscitando critiche per la loro pericolosità in un momento in cui l’Ucraina dipende dal sostegno occidentale. L’inserto Foglio AI, con il suo tono ironico e critico, potrebbe aver affrontato queste distorsioni, magari con un’analisi pungente su come l’AI stessa possa essere usata per contrastare o, al contrario, amplificare la disinformazione.
Prospettiva del Foglio e riflessione
Data l’identità culturale de Il Foglio, è probabile che l’inserto Foglio AI abbia trattato questi temi con un mix di analisi geopolitica e ironia, magari sottolineando le contraddizioni di Trump (che promette pace ma bullizza gli alleati) o esplorando come l’AI possa analizzare grandi volumi di dati per smascherare fake news. La testata, attenta alle dinamiche atlantiche, potrebbe aver criticato la miopia di Trump nel minare l’unità occidentale, un tema caro al giornale. Tuttavia, potrebbe anche aver riconosciuto la necessità di un negoziato realistico, pur senza cedere alla propaganda russa.
Da lettore, quale aspetto ti colpisce di più? Vuoi approfondire un tema specifico, come il ruolo di Meloni o l’impatto sull’Europa, magari immaginando come l’inserto AI potrebbe averlo trattato?
Se ti è piaciuto o se non ti è piaciuto questo articolo, scrivilo nei commenti.

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Condivido con GROK/AI l’analisi su Trump/Ukraina e sono delusa dal mancato supporto degli USA verso Zelensky che cosi dimostrano un totale menefreghismo verso le sorti sia dell’Ukraina sia dell’Europa!