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Cominciamo col dire che questo sarà un pezzo politicamente scorretto e anche un po’ cinicamente sarcastico. Ma davanti a certi capolavori di arte strategica, è necessario mollare i fronzoli del perbenismo e guardare al sodo, magari con una vena d’umorismo. E sì, lo so: quando si parla di guerre e di morti non si dovrebbe scherzare, ma come anticipato, questo è un pezzo politicamente scorretto.
La demolizione di Hezbollah in una settimana somiglia al pelare una cipolla. Roba ovvia. Si comincia dagli strati esterni: via i soldati di bassa manovalanza, poi quelli un po’ più su, giusto per minare la struttura dalle fondamenta. Di solito, un’operazione del genere richiederebbe migliaia di vite e una guerra aperta. Ma Israele no, lo fa con l’eleganza di chi ti fa esplodere nelle mani i cercapersone, quelli che Hezbollah pensava fossero il metodo di comunicazione più sicuro. Paf! In poche ore, migliaia di terroristi sono neutralizzati. Una scena degna del miglior film di spionaggio, dove gli sceneggiatori di Hollywood si inchinano di fronte all’originalità dell’operazione. Ma non è solo questione di stile: è intelligenza strategica.
E poi arriva il colpo di scena che farebbe impallidire anche il più paranoico tra i cospiratori: quei cercapersone, Hezbollah li ha comprati da una compagnia che il Mossad ha creato oltre un decennio fa. Quando si dice lungimiranza! E se questa è solo la punta dell’iceberg, chi può immaginare cosa si nasconde sotto l’oceano delle pianificazioni pluridecennali del Mossad? Hezbollah ci riprova, ricorre ai vecchi Walkie Talkie, ma anche quelli saltano dopo ventiquattr’ore. Due piccioni con una fava: in un solo giorno, Israele ha pelato buona parte della cipolla e neutralizzato ogni canale di comunicazione.
Nel frattempo, i quadri di Hezbollah, un po’ in difficoltà, devono riorganizzarsi. L’unica soluzione? Incontrarsi di persona, perché non si fidano più nemmeno dei segnali di fumo. Ma qui entra in gioco il tocco finale: dal profondo di quell’oceano sommerso di astuzie emerge la rete di infiltrati del Mossad, gente che forse è in circolazione dai tempi di Mosè, insospettabili piantati perfino ai vertici di Hezbollah. Questi informano su ogni incontro, ogni coordinata: un missile qui, un razzo là, e via che si va dritti al cuore della cipolla. Il panico si diffonde, la confusione regna sovrana, e Hezbollah si trova isolata, incapace di reagire.
Scappare? Sì, ma dove? Ora Israele ha neutralizzato tutto, colpendo uno per uno persino gli uomini più vicini a Nasrallah in soli quattro giorni. Resta solo lui, l’eroe auto-proclamato della resistenza, il simbolo dell’antagonismo contro l’Occidente, il burattino preferito di Teheran, quello che continua a sfidare la morte e a farla franca… fino a oggi.
E qui viene il colpo di teatro. Mentre all’ONU, tanti delegati indignati abbandonano l’aula al discorso di Netanyahu, lui si prende una piccola pausa, fa un paio di telefonate e ordina l’attacco finale contro Nasrallah. La cipolla è completamente sbucciata: Nasrallah, l’indomabile, non c’è più. Lo smacco all’ONU è plateale, ma più che spiegarlo, basta osservarlo. Quell’assemblea, ormai un conglomerato di corruzione e strumento di legittimazione per regimi, assiste impotente alla più grande umiliazione politica della sua storia.
Infine, il colpo di grazia: l’aeroporto di Beirut viene bloccato, i rifornimenti iraniani sono costretti a fare marcia indietro. Gli Hezbollah superstiti sono soli, senza vertici, privi di comunicazioni e tagliati fuori da ogni rinforzo. La lezione qui non riguarda la forza bruta: è un tributo all’intelligenza. L’operazione non è solo militare, ma una sinfonia di piani ben orchestrati, dove ogni singola mossa parla di una conoscenza profonda, di centinaia di informatori annidati nei vertici di Hezbollah da anni.
Israele ha dimostrato che la sua potenza va ben oltre la quantità di armamenti: è la capacità di muovere con astuzia strategica su una scacchiera globale. E chissà quante altre compagnie, fabbriche o, perché no, persino bancarelle del mercato sono sotto l’egida del Mossad. In certi ambienti, ormai, chi si fiderà più di comprare anche solo un paio di scarpe?
Teheran trema, i nemici di Israele sono in preda al panico, e non è solo per i missili: è l’intelligenza dietro ogni mossa che spaventa. E mentre i palazzi del potere scricchiolano, una cosa è certa: non si gioca a scacchi contro Israele senza pagarne il prezzo.
A questo punto, innanzi a tanta dimostrazione di intelligenza, non ci si può che inchinare. In fondo, essere filo-israeliani è anche questo: credere che, alla resa dei conti, non vinca solo la forza, ma la materia grigia. E diciamocelo: quando si osservano operazioni così raffinate, dove ogni dettaglio è stato previsto, analizzato e sfruttato per colpire con precisione millimetrica, si capisce che l’intelligenza vince sempre, anche quando hai tutto il mondo contro.
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Sto facendo la ola.
Sì, sono faziosissima e vorrei poter mettere mille volte Mi Piace.
Sono stato impressionato dalla organizzazione e pianificazione di una operazione del genere ma nonostante questo si sono lasciati sfuggire il 7 ottobre. Forse stavo troppo concentrati da quella parte…
Credo invece che il Mossad abbia scavato un solco molto profondo tra se e il duo ShinBet-Aman (che rispettivamente dipendono dalla Knesset e dalle IDF) e, soprattutto, ha definitivamente certificato, con le recenti operazioni, che senza adeguata HUMINT non si sconfigge un nemico sfuggente e radicato come il trittico della morte: Iran-Hezbollah-Hamas. Affidarsi solo alla tecnologia (ELINT; COMINT; GEOSINT; ect…) non paga. Il Mossad negli ultimi anni è stato messo all’angolo (riduzione dei finanziamenti, riduzione degli organici, trasferimento di competenze ai cugini, più fighi, di Aman e ShinBet) dalla miope concezione dei politici israeliani che volvano tanto (come risultati) e subito (monetizzare i loro risultati) per le loro aspirazioni politiche. Magari a breve vedremo una radicale riorganizzazione delle agenzie di intelligence israeliane, per ora godiamoci questi brillanti risultati, alla faccia dei caffettani iranici che tanto tranquilli non sono!!!