Gentile ex (quasi) ambasciatrice Elena Basile, se prima potevo avere dubbi sulle sue capacità di analisi della situazione internazionale e sulla sua onestà intellettuale, il suo ultimo pistolotto sul Fatto Quotidiano conferma, purtroppo, quanto lei sia, ahinoi, sprovvista di entrambe.
Leggendo il suo articolo, si apprende, ad esempio, che ritiene “di buon senso” il pensiero dell’ex consigliere di Barack Obama, Charles Kupchan, del quale si premura di menzionare, però, la sola constatazione, di per sé tanto ineccepibile quanto desumibile anche da un bambino delle elementari guardando una semplice cartina geografica, che la Russia “è destinata a rimanere nel nostro orizzonte geopolitico”. Cosa della quale credo nessuno si permetta di dubitare, trattandosi del paese più grande del mondo e di una riconosciuta potenza economica e militare.
Stranamente omette però di riferire ciò che più conta del pensiero di Kupchan, e cioè che, secondo lui, Putin sull’Ucraina non ha alcuna intenzione di trattare, un concetto peraltro ribadito in un’intervista rilasciata qualche giorno fa al Corriere. Né menziona la convinzione, ribadita nella medesima intervista, che l’enorme dispendio di uomini e mezzi stia diventando insostenibile per la Russia.
E sono fatti non di poco conto, dal momento che la realtà parallela che lei è solita rappresentare nei suoi articoli, nei libri o nelle interviste dalle quali riesce a non scappare sbattendo la porta, si basa, al contrario, sulla convinzione che Mosca sia disposta sedersi attorno ad un tavolo, pur avendo risorse infinite.
Certo, comprendo che la sua tendenza al totale ribaltamento della realtà – caratteristica indispensabile per entrare a far parte della squadra di Marco Travaglio – è la sola che può giustificare la lunga lista delle colpe del vile Occidente, che lei non manca mai di elencare. Ma mi permetto di farle notare che approcciare alla Russia e alla guerra in corso, come fossero eventi meteorologici o fenomeni geofisici “naturali”, che noi europei stiamo gestendo nel modo sbagliato, anziché immaginare che il Cremlino, cui stranamente non riserva mai critiche per i suoi macroscopici crimini, sia per primo tenuto al rispetto del diritto internazionale, sembra un modo per negare le responsabilità di chi questo conflitto lo ha voluto e scatenato.
Devo dire di aver provato anche un forte imbarazzo, per lei s’intende, nel (ri)leggere un po’ tutte le principali falsità del manuale del propagandista anti-NATO, spacciate per verità assolute, senza che si preoccupi di verificare o argomentare ciò di cui scrive. Per lei l’Alleanza Atlantica è una minaccia per Mosca per il solo fatto di esistere, sebbene da 30 anni ininterrottamente riduca il proprio potenziale militare (-50% di uomini, -75% di carri armati, -30% di mezzi di marina e aviazione) e non abbia mai dato segnali di voler intraprendere azioni offensive, a fronte di quanto invece fa la Russia, che non solo si riarma, ma simula attacchi atomici e piazza missili con capacità nucleare ai confini di paesi del Patto.
Fatico anche a capacitarmi di come una diplomatica che vanta esperienze in ambasciate europee, possa sostenere senza alcuna vergogna la necessità che l’Europa e l’Occidente impongano all’Ucraina la neutralità. Non solo perché la decennale aggressione russa ha reso questa strada, con tutta evidenza, ormai impraticabile, ma anche perché l’occupazione della Crimea e l’invasione del Donbass del 2014 sono avvenute in un momento in cui Kyiv era neutrale (condizione che quindi non solo non l’ha protetta, ma l’ha anzi resa più esposta alle violenze del potente vicino). Non si capisce inoltre perché per lei sia preferibile che la comunità internazionale assuma per Kyiv una decisione che spetta solo al popolo e al governo ucraino, piuttosto che pretendere più semplicemente che la Russia rispetti il diritto di scelta e di autodeterminazione, che il diritto internazionale riconosce ad ogni paese, Ucraina inclusa.
Ecco, queste ed altre sue idee possono forse chiarire, almeno in parte, il perché, sebbene le piaccia fregiarsi di questo titolo, lei non sia mai formalmente diventata ambasciatrice italiana all’estero. Se può consolarla, però, potrebbe forse avrebbe ottime possibilità di essere scelta come ambasciatrice russa in Italia. Ci pensi.
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ennesimo soggetto identificabile come “utile idiota” ma anche “quinta colonna; serpe in seno”….Fate voi
La signora sa benissimo che sarebbe scartata appena fosse non più utile. È successo a personaggi molto ma molto più importanti di lei, dal 1917 in avanti.
Concordo talmente su tutto che mi preoccupo.
Accudando “gli altri” di non praticare una sana autocritica la mancanza di dubbi nel mi sconcerta.
Bisognerebbe che tutti studiassero il reportage della Catherine Belton “tutti gli uomini del Kgb”
Questo articolo affianca ad evidenza storiche (fatti) giudizi (morali?) politici. Complimenti: questo è giornalismo.
L’articolo andrebbe inviato anche a chi invita, non si comprende a che titolo, la signora a trasmissioni televisive.
???