Signori si Cambia!
La nuova strategia Ukraina
parte 3 – La vittoria della Battaglia del Grande Inverno
Passata un’altra settimana si consolida e delinea nei particolari la nuova strategia Ukraina di cui avevamo immaginato le caratteristiche ai primi segnali, e si evidenziano vari elementi importanti su cui porre attenzione.
Il primo fra tutti, di portata strategica, riguarda l’asimmetria che in questo inverno si è strutturata fra tipo di attacchi, bersagli e contrasto nei modelli di utilizzo vettori aerei dalle due parti.
La Russia continua sostanzialmente una tattica basata sul terrore, con pochi o nessun tentativo di colpire infrastrutture come quelle energetiche che erano invece state protagoniste degli attacchi nell’inverno del 2022. La motivazione che personalmente ritengo sia più probabile è quelle della scarsa disponibilità di missili, la Russia è ormai in riserva da mesi; il dato è molto facile da verificare attraverso le frequenze e numeri di missili utilizzati negli ultimi mesi in rapporto alla produzione attuale, stimata fra i 100 ed i 110 mensili. Sostanzialmente per tentare un attacco di saturazione (che è l’unico che ha speranze di passare data la capacità AA Ukraina, peraltro in continuo aumento), oltre che attendere diverse settimane per accumulare il materiale necessario debbono anche integrare con i droni iraniani il numero, ed anche in questo caso, come visto negli ultimi giorni, riescono a mantenere la pressione per non più di 2-3 giorni di cui solo il primo è realmente massivo. Ad oggi sono riusciti al momento solo a danneggiare l’infrastruttura di Karkhiv, un risultato per quanto triste e drammatico sicuramente risibile rispetto a quanto avevano fatto nel 2022.
Restando in ambito infrastrutturale energetico mi sembra che sia ormai confermato quanto scrivevo mesi fa, ovvero che la strada per replicare gli attacchi del 2022 nel corso del 2023 per i Russi era estremamente in salita e difficilmente avrebbe avuto successo. Troppi gli elementi che pesavano su questo obiettivo, così come mal interpretati anche i dati di base su cui queste analisi si basavano. Il punto di forza era legato alla stima della ridotta capacità infrastrutturale fine inverno 2022 del 40% dell’Ukraina rispetto a prima della guerra, un dato che ancora una volta e sempre ci indica come si dovrebbero sempre costruire modelli estesi e non lineari. E’ assolutamente vero che l’Ukraina produceva il 40% in meno, ma è altrettanto vero che il dato non teneva conto dei territori occupati, delle aree vicino al fronte dove per ovvi motivi le infrastrutture non potevano funzionare, e dei danni effettivi RIPARABILI a breve termine, insomma, il dato non era stato normalizzato rispetto al fabbisogno reale e non quello nominale. A questo va aggiunto che gli Ukraini hanno, nei limite del tecnicamente possibile, modificato l’impianto della rete settorizzandolo il più possibile per evitare l’effetto “domino” di molte interruzioni del 2022 ed ancora modificando i sistemi di approvvigionamento dai paesi vicini per poter avere la massima risposta nel minor tempo possibile.
Non è da escludere che la scelta Russa di continuare con la tattica terroristica rispetto alla replica infrastrutturale sia anche dovuta alla presa d’atto di questi elementi, che uniti all’incapacità di reggere lanci di saturazione per più di 2-3 giorni li abbia portati a limitare questi attacchi a favore di quelli terroristici.
L’Ukraina continua invece inesorabilmente a costruire mattoncino su mattoncino sistemi di integrazione e coordinamento fra tecnologie differenti aumentando nel contempo anche le produzioni interne della fascia bassa delle stesse.
Tutta la strategia in sviluppo come la vediamo nelle ultimissime settimane si sviluppa sul mantenimento ed incremento delle attività già avviate di cui abbiamo già parlato:
1) Continuare ad attaccare la flotta del Mar Nero ogni qual volta sia possibile. L’attacco di ieri inoltre evidenzia come la capacità Ukraina di protrarre nel tempo queste attività con un adeguato mix di vettori secondo necessità al momento non veda segni di cedimento, anzi, nell’ultimo attacco abbiamo avuto ondate successive che è quasi una novità assoluta dal loro lato.
2) Continuare ad attaccare le infrastrutture produttive in Russia. Prima della chiusura di un’altra raffineria colpita in due settimane è stato ridotto di un valore fra il 7% ed il 12% la capacità di raffinazione Russa, con danni alle torri di distillazione che non sono riparabili in meno di alcuni mesi. Da notare ancora che si parla di bersagli lontani dalla linea del fronte anche 900 km, confermando sia le voci di una produzione interna di nuovi droni ad alta capacità ed autonomia, sia l’evidenza dell’inefficacia dei sistemi di difesa russi.
Un elemento comparso questa settimana che vedremo se sia un ulteriore nuovo modello in fase di apertura è l’alternanza di attacchi che vedono sia missili che droni coinvolti a distanza di un giorno o due.
Nessuno tranne loro sa quanti droni hanno immagazzinato prima di cominciare con i bersagli strategici in Russia (raffinerie) e/o quanti missili ad alta tecnologia tipo SCALP abbiano realmente nel loro arsenale, ma al momento quello che è sotto gli occhi di tutti è che gli attacchi non solo continuano ma aumentano di efficacia ed intensità, sempre come Sevastopoli dimostra. L’alternanza potrebbe essere funzionale alla massimizzazione dei risultati col minor costo possibile, lo scopriremo nelle prossime settimane.
Due parole sul fronte che al momento è congelato, anche in questo caso legate al nostro Capitan Drone. Gli indici delle perdite russe nei mesi di mancanza di munizioni del lato Ukraino sono aumentati su base trimestrale e mensile, ed al momento sono le più alte registrate dal trimestre ott-dic 2022. Posto che non ci sono molte munizioni, posto che non credo i mezzi russi si suicidino, non ci sono molte altre ipotesi se non quelli di un sempre maggior livello di utilizzo e di qualità dei nostri piccoletti ronzanti.
Nelle prossime puntate, se i numeri continuano a svilupparsi in questo modo, cercheremo di svelare qualche mistero in merito.
Per adesso possiamo dire che la “Battaglia dell’Inverno” è stata abbondantemente vinta dall’Ukraina, che sembra non voglia capire che “ha già perso” secondo una ben allineata narrazione che dice come sia “impossibile vincere contro la Russia”.
D’altra parte, diceva A.Einstein “tutti sanno che una cosa è impossibile fino a quando non arriva uno stupido che non lo sa e la realizza”
Scopri di più da InOltre
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

Ottimo