
In Canada, undici insegnanti della scuola elementare Bedford, nei pressi di Montreal, sono stati sospesi dal Ministero dell’Istruzione del Quebec per aver inserito concetti religiosi islamici all’interno delle lezioni, ignorando materie essenziali come scienze ed educazione sessuale. Questa sospensione, decisa dopo un’indagine approfondita, ha portato alla luce comportamenti che includevano preghiere svolte in aula, abluzioni nei bagni comuni e rigide regole religiose applicate agli studenti. Tra le altre restrizioni, alle ragazze veniva impedito di giocare a calcio, uno sport dichiarato “riservato ai ragazzi”.
Il premier del Quebec, François Legault, si è detto preoccupato per quanto emerso dall’indagine, sostenendo che si tratti di una chiara violazione della legge sulla laicità, conosciuta come Bill 21. Questa legge, introdotta dalla sua amministrazione nel 2019, proibisce ai dipendenti pubblici in posizioni di autorità, come insegnanti e agenti di polizia, di esporre simboli religiosi mentre sono in servizio. Anche se gli insegnanti coinvolti nella controversia non indossavano simboli religiosi, i loro comportamenti sono stati considerati in conflitto con i principi di neutralità e imparzialità che le scuole pubbliche del Quebec sono tenute a rispettare.
Il rapporto dell’indagine ha inoltre evidenziato l’influenza della comunità religiosa locale sul funzionamento della scuola. Alcuni insegnanti, frequentatori di una moschea vicina alla scuola, sarebbero stati influenzati da membri della comunità che intervenivano attivamente per garantire che la gestione della scuola Bedford fosse in linea con i valori religiosi e culturali della moschea. Questa ingerenza, unita alla rigidità imposta dagli insegnanti, ha creato un clima “tossico” che ha allarmato genitori e autorità.
In risposta a questa situazione, il ministro dell’Istruzione, Bernard Drainville, ha annunciato che il governo intraprenderà azioni concrete per rafforzare i controlli sull’applicazione della laicità nelle scuole, garantendo così che ogni istituto scolastico pubblico del Quebec operi in conformità con i principi di neutralità religiosa. Drainville ha spiegato che il governo sta considerando l’adozione di misure aggiuntive per rendere più rigorosa l’applicazione della legge Bill 21, evitando così che episodi simili possano ripetersi in altre scuole. Secondo Drainville, è essenziale che gli ambienti scolastici rimangano neutrali e privi di qualsiasi influenza religiosa, per assicurare a tutti gli studenti un’istruzione equilibrata e imparziale.
L’incidente ha inoltre suscitato reazioni da parte delle forze politiche di opposizione, riaprendo il dibattito sulla legge Bill 21. Alcuni leader dell’opposizione sostengono che concentrarsi principalmente sui simboli religiosi visibili potrebbe non essere sufficiente a impedire pratiche religiose nelle aule. Gabriel Nadeau-Dubois, portavoce di Québec solidaire, ha osservato che il vero problema non è solo “cosa le persone portano sulla testa, ma cosa hanno nella testa”. Secondo lui, l’incidente dimostra che l’applicazione della laicità nelle scuole pubbliche va oltre i simboli visibili e richiede controlli più completi sulle pratiche educative.
Edito su La Ragione 31.10.2024
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Certo che bisogna vigilare sulla laicità delle scuole. Ma la laicità non è neutrale: essa contrasta il fanatismo nella vita pubblica. Quindi per i fanatici, religiosi o no, è un nemico. E viceversa. I laici non siano passivi, si muovano.
Bisognerebbe intervenire allo stesso modo contro l’ingerenza cattolica nelle scuole italiane.