
Tutti sappiamo quanto la musica napoletana ha fatto per la buona fama dell’Italia nel mondo: si può dire che il trio pizza, spaghetti e canzoni sia internazionalmente conosciuto e apprezzato. Meno persone però sanno che una delle più note canzoni napoletane – Core ’ngrato – fu in realtà composta a New York nel 1911 da due immigrati italiani naturalizzati statunitensi: il compositore Salvatore Cardillo e il poeta Riccardo Cordiferro. La canzone divenne subito famosa di qua e di là dell’oceano grazie al cantante italiano Enrico Caruso, che immediatamente l’adottò come cavallo di battaglia, forse anche dopo averla commissionata espressamente.

A prescindere dalla fama che la canzone raggiunse in Italia, mi voglio qui soffermare sul fatto che la comunità italoamericana dello stato di New York e degli stati limitrofi la accolse subito come un inno alla propria italianità trapiantata – spesso dopo essere stata sradicata – in terra straniera. E purtroppo, parlando di comunità italoamericana della costa est, non possiamo dimenticare quanto fosse potente qui la mafia. Quando David Chase scrisse e sceneggiò la famosissima serie televisiva I Soprano non poteva non tenere conto di questa canzone, lui che conosceva bene per vissuto personale l’ambiente e la cultura mafiosa italoamericana.
L’episodio finale della terza stagione si conclude con un momento corale: una veglia funebre per un picciotto caduto che vede presenti tutti i personaggi dello sceneggiato; e qui avviene un vero e proprio colpo di scena filmico con una bellissima rottura della quarta parete. Il patriarca della famiglia Corrado “Junior” Soprano intona nel ristorante italiano dove tutti sono riuniti Core ’ngrato, ma la realtà si sovrappone alla finzione, perché è proprio l’attore che lo interpreta – Dominic Chianese – a cantare.
Guardando bene le scena si può capire come ben poco era stato preparato: Dominic chiede al chitarrista di abbassare di un tono il brano mentre cerca le giuste note e quando finalmente si inoltra nella passione del testo, sono veramente gli attori – tutti italoamericani – che si commuovono, sebbene i più giovani non capiscano veramente cosa stia succedendo e prendano in giro il vecchio boss.
Facciamo ora un salto non geografico, ma stilistico: nel 1963 John e Michelle Phillips – i fondatori del gruppo vocale dei The Mamas & the Papas – componevano nella loro casa a New York California Dreamin’, canzone che ebbe un enorme successo in tutto il mondo e che fece da colonna sonora al movimento hippie.
Core ’ngrato e California Dreamin’: due canzoni diversissime, composte a distanza di più di 60 anni una dall’altra, che cosa mai potranno avere in comune?
Se guardiamo il testo, moltissimo; la prima parla di un desiderio amoroso insoddisfatto: Caterina non ne vuole sapere del cantante e lui se ne lamenta, la seconda parla di un desiderio di sole che non sarà mai soddisfatto.
Ma il vero colpo di scena si ha confrontando queste due strofe:

Entrambi i soggetti cantanti entrano in una chiesa, chiedono consiglio al prete che li dissuade dalla loro ricerca di soddisfazione spasmodica.
Mi piace pensare che John Phillips, americano WASP, senza nessuna ascendenza italica, sia stato influenzato da una canzone ‘napoletana’ che probabilmente conosceva, e di cui aveva ben compreso il testo.
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