4 pensieri su “Calenda detta le condizioni ad Israele per conservare il proprio diritto ad esistere”

  1. Piccolo dettaglio.
    Tra candidati in Azione vi è stato il generale Camporini.
    Una di quelle figure scelte da Calenda perché veri ed autorevoli esperti della materia di cui poi, nel partito ed eventualmente una volta al governo, avrebbero dovuto occuparsi.
    Il criterio della competenza su cui Azione ha puntato molto nel presentarsi agli elettori.
    Che Camporini sia una figura di grande competenza sui temi della Difesa non c’è dubbio.
    Solo che Camporini è tra quelli che cercano ora di spiegare che, in questa guerra, Israele non solo sta rispettando tutte le norme di conduzione di un conflitto ma, nel tentativo di ridurre al minimo possibile le morti civili, sta anche applicando criteri e protocolli aggiuntivi che non hanno precedenti.
    Insomma Calenda sembra aver rinunciato, nel prendere le sue posizioni politiche su Gaza, al criterio della competenza nell’analizzare i fatti, a favore dei criteri del paraculismo e dell’opportunismo politico.
    Assertivo lo è tanto ma, alla prova dei fatti, anche un invertebrato, come la stragrande maggioranza dei politici attuali.
    Io queste considerazioni garbatissime avrei pure voluto farle, nel mio piccolissimo, direttamente a Calenda
    Ma mi ha bloccato sui social quando gli ho scritto che lui, dell’”anima” di Israele, di cui parlava sempre, secondo me non ha capito una mazza

  2. S’i’ fosse foco, arderei ‘l mondo, per dirla con le parole di Cecco Angiolieri, e mi riferisco al mondo occidentale sempre più virato all’antisemitismo (nei giorni pari) e all’antisionismo (nei giorni dispari)

  3. Io penso che “due popoli due stati” sarà possibile solo se uno dei due NON sarà palestinese.

Rispondi

✕
InOltre App

GRATIS
VISUALIZZA