

Nel suo intervento alla manifestazione “pacifista” organizzata dal Movimento 5 stelle a Roma, Barbara Spinelli ha utilizzato in modo spregiudicato una delle menzogne più odiose della propaganda russa: la russofonia di una parte degli ucraini giustificherebbe le rivendicazioni russe sui territori sovrani dell’Ucraina.
Si tratta di una colossale menzogna. La stragrande maggioranza degli ucraini parla sia ucraino che russo. La stessa famiglia di Vladimir Zelensky è russofona. La mia compagna e la sua famiglia che provengono dal Donbas (Dokuchaievsk) sono russofoni. E dal Donbas sono fuggiti nel 2014 proprio a causa della guerra civile fatta scoppiare ad arte dalla Russia di Putin. E ancora. A Odessa la maggior parte delle persone parla russo. A Dnepr parlano soprattutto in russo. A Kharkiv si parla russo.
Come ha scritto Filippo Mastroianni sul Sole 24ore: “Secondo un’indagine svolta dall’Istituto Internazionale di Sociologia di Kiev nel 2004, in realtà il russo viene usato molto più spesso di quanto dica [l’ultimo] censimento ufficiale. Il 43-46% della popolazione parla russo in casa. Una percentuale molto simile a quella della popolazione che parla ucraino. Secondo quest’indagine la maggior parte della popolazione nelle regioni meridionali ed orientali dell’Ucraina parla russo”. (cfr. L’Ucraina, la Russia e la questione linguistica spiegata in tre mappe)
Risulta, dunque, evidente che l’argomento linguistico usato con l’intento di svilire l’identità nazionale ucraina è un argomento puramente propagandistico che nulla ha a che vedere con i sentimenti delle persone russofone nei confronti della Russia di Putin.
C’è di più. Barbara Spinelli non può non sapere che l’argomento linguistico è stato usato da molte dittature per giustificare la rivendicazione e la successiva invasione di territori appartenenti ad altri stati come avvenne per i Sudeti da parte della Germania nazista ai danni della Cecoslovacchia.
E poiché non può non saperlo, non dovrebbe meravigliarsi né dolersi se poi qualcuno le fa notare che sta facendo il megafono della propaganda russa.
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