1. Lo scenario
Dal 7 al 22 giugno 2024 si sono svolte nelle acque del Mar Baltico le manovre congiunte navali NATO BALTOPS 24 che annualmente, dal 1971, riconfermano la presenza dell’Alleanza Atlantica in un’area che negli ultimi anni ha acquisito sempre maggiore valore strategico per via della sua posizione a cerniera tra la Scandinavia settentrionale e relativo controllo della rotta artica ed il settore centrale NATO teatro di recente instabilità e tensioni tra il blocco russo-bielorusso e l’Alleanza stessa.
L’edizione di quest’anno ha visto per la prima volta la partecipazione a pieno titolo NATO di Finlandia e Svezia, fino ad ora nazioni osservatrici ed ospiti, che in tal modo potranno perfezionare la già larghissima integrazione di sistemi e procedure con gli altri partners dell’Alleanza.
Le esercitazioni hanno avuto luogo sotto gli occhi di Mosca, che nel Baltico mantiene due bastioni: quello di Kaliningrad e quello di San Pietroburgo-Kronstadt, presidiati da una flotta ancora in grado di interdire o comunque rendere difficoltosi i movimenti nelle strettoie baltiche, mettendo a rischio le SLOT militari e le linee commerciali civili, vieppiù indispensabili in una regione in cui la geografia alterna acque e terra, interrompendo la continuità tra gli alleati: così gli stretti danesi a separare Danimarca dalla Scandinavia, il Golfo di Botnia ad insinuarsi tra Svezia e Finlandia e quello di Finlandia a dividere l’Estonia dalla Finlandia stessa; per non parlare dell’exclave di Kaliningrad che vulnerabilizza le comunicazioni tra paesi baltici e Polonia. Il tutto esteso su un bacino di circa 270.000 km².
Da qui la necessità di garantire, oltre alla libertà di navigazione, la sicurezza delle acque del Baltico, dei suoi fondali su cui poggiano cavi sottomarini e gasdotti e degli 8.000 km di linee di costa, che offrono facili approdi per incursori e mezzi insidiosi, nonché spazi di frequentazione per minisommergibili spia, come da lunga tradizione russovietica.
Da non sottovalutare poi la più recente sfida rappresentata da droni navali ed attività russe di disturbo elettromagnetico (jamming) in grado di interferire, attraverso la perdita del segnale GPS con la navigazione aerea e navale civile le cui emittenti, particolarmente attive in questo 2024, sono ritenute trovarsi a Kaliningrad e nella regione di San Pietroburgo.
BALTOPS 24 è una delle risposte a queste sfide, in grado non solo di mostrare bandiera ma soprattutto di agire da deterrente, individuando scenari ed approntando soluzioni per risolverli, in modo da lanciare messaggi diretti di dissuasione a Mosca.

2. Gli eventi
Secondo il notiziario della Sesta Flotta USA, BALTOPS 24 è stata l’edizione più imponente delle 53 svoltesi tra il 1971 ed il 2024, con la partecipazione di oltre 50 navi di 20 paesi NATO, 85 aerei e 9.000 uomini che per 21 giorni hanno simulato una serie di scenari coordinati dallo STRIKFORNATO di Oeiras presso Lisbona, vale a dire il comando forze navali NATO retto dal comandante della Sesta Flotta, a sua volta direttamente dipendente dal comando supremo (SHAPE) di Mons, in Belgio.
L’esercitazione è stata aperta il 4 giugno 2024 da una conferenza di presentazione nella lituana Klaipeda ex-Memel, luogo simbolico di (non troppo) antiche rivendicazioni nazionaliste, pulizie etniche e deportazioni ed ora luogo di ritrovata concordia e cooperazione tra ex-nemici accomunati nella medesima alleanza.
Ed infatti secondo il vice-ammiraglio Thomas Ishee, comandante della Sesta Flotta e di STRIKFORNATO,
“dal 1972 BALTOPS continua ad alimentare fiducia e costruire comprensione, oltre a promuovere una maggiore interoperabilità nei domini marittimo, aereo, terrestre e spaziale. Ma, cosa ancora più importante, l’incontro di così tante nazioni dimostra la nostra forza collettiva, la nostra determinazione e il nostro impegno per la sicurezza regionale del Mar Baltico”.
La parte attiva di BALTOPS 24 è quindi cominciata l’8 giugno con una scenografica parata navale, che ha visto prendere il mare una formazione compatta di 30 navi da guerra, ben presto seguita da una serie di atti tattici: in particolare da parte di quattro gruppi anfibi (ATG) sono state effettuate azioni di sbarco a Skrunda, Gotland, Putlos e Utska, con discesa a terra di teams d’assalto multinazionali.
A guidare gli ATG vi erano il Wasp (LHD1) ed il New York (LPD21) della US Navy, la portaerei spagnola Juan Carlos I e la nave anfibia francese Mistral.
Punta di lancia dell’intero dispositivo la nave portaelicotteri d’assalto anfibio Wasp da 40.000t, in servizio dal 1989, con a bordo la 24a MEU (Marines Expeditionary Unit) dei Marines.


consente la messa in acqua di ogni genere di veicoli anfibi. Dal suo ponte di volo possono decollare gli F35B

Una delle azioni di sbarco ha significativamente coinvolto l’isola di Gotland, che dopo l’ingresso della Svezia nella NATO si appresta a diventare il bastione dell’Alleanza nel Baltico, quasi di fronte alla strategica exclave russa di San Pietroburgo.
L’azione di sbarco ha visto la partecipazione della 6a Brigata Aviotrasportata polacca, alcuni dei cui reparti sono stati portati sull’isola di rinforzo alla guarnigione svedese.
Recentemente Stoccolma ha avviato un programma di rafforzamento delle difese di Gotland, attivando nel gennaio 2018 il Gotland Regiment, con 400 uomini su un battaglione meccanizzato misto con Leopard 2 e CV90 ed un battaglione anfibio territoriale.
Da allora, Gotland è stata inclusa nelle esercitazioni BALTOPS, nonché nell’aprile 2023 nelle manovre trilaterali AURORA 23, che hanno visto la.partecipazione di reparti svedesi, britannici e polacchi.
Altresì sono previsti nuovi miglioramenti alla difesa dell’isola stante il recente annuncio svedese di investire 160m USD nel ripristino delle infrastrutture militari di Gotland.
A tal proposito val la pena notare come nel 2005, in un clima geopolitico totalmente diverso dall’attuale il governo svedese, allora neutrale, avesse ritirato tutte le forze militari dall’isola, lasciandola completamente indifesa.
A Skrunda, in Lettonia, sono stati invece impegnati Marines del battaglione 1/8 della 24a MEU, assieme al 44° battaglione fanteria della Guardia Nazionale lettone ed agli spagnoli del Grupo de Movilidad Anfibia (GRUMA) del Tercio de Armada.
Un secondo gruppo di azioni tattiche BALTOPS 24 ha poi riguardato le attività MCM attraverso l’impiego della maggiore forza di cacciamine mai dispiegata in una esercitazione nel Baltico, comprendente 20 unità, 700 uomini tra svedesi, francesi, norvegesi, olandesi e americani, 20 sistemi senza pilota e due elicotteri Seahawk, che per 21 giorni hanno scandagliato i fondali del Baltico, dove giacciono ancora 40-50.000 mine disperse, risalenti alla WWII, molte delle quali ancora in piena efficienza. Il personale del Truppenubungsplatz Putlos, in Germania, sulla costa dell’Oldenburg, in particolare ha svolto esercitazioni di caccia, detonazione e smaltimento (EOD) coadiuvato da quello della base aerea di Hohn: il tutto sotto il coordinamento del comandante del Naval Surface and Mine Warfighting Development Center (SMWDC) di San Diego (CA).

Numerosi eventi hanno poi coinvolto il naviglio di superficie, con simulazioni di difesa aerea, interdizione navale, caccia antisom, manovre tattiche, esercitazioni a fuoco, addestramento Medevac ed atti SAR. Il tutto coordinato dal comando di Oeiras, che ha rappresentato il centro nevralgico integrato C4 tra i gruppi navali di 20 paesi alleati ed i rispettivi comandi navali nazionali: una architettura che consente una visione in tempo reale della situazione con relativa flessibilità decisionale.
Tra gli altri comandi NATO coinvolti in BALTOPS 24, degno di nota è l’Allied Air Command (AAC) di Ramstein, in Germania da cui dipende il CAOC (Combined Air Operation Center) di Uedem, responsabile della difesa aerea NATO a nord delle Alpi e delle correlate missioni di volo in un’ottica di completa integrazione tra la parte aerea e quella navale, non solo in termini di operazioni multidominio, ma anche di interoperabilità tra i relativi comandi nazionali.

All’esercitazione hanno preso parte i seguenti paesi: Belgio, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Italia, Lettonia, Lituania, Paesi Bassi, Norvegia, Polonia, Portogallo, Romania, Spagna, Svezia, Turchia, Regno Unito e Stati Uniti.
Come abbiamo potuto vedere, le esercitazioni BALTOPS non sono dei semplici atti tattici ma puntano soprattutto all’integrazione, interoperabilità e coordinamento tra personale, mezzi e sistemi entro tutti i domini dello spazio operativo, compresi comunicazioni e computer (C5), così da continuare a garantire all’Alleanza Atlantica la sua tradizionale superiorità tecnologica e metodologica su ogni potenziale avversario.
Appuntamento dunque al 2025.
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