2 pensieri su “Astensionismo: la resa silenziosa della democrazia

  1. Il dato che mi pare più interessante a proposito dell’astensionismo in questo referendum, ma anche in altri, è che i pochi che vanno a votare in più rispetto alle elezioni politiche appartengono a gruppi abbastanza ideologizzati. La grande massa degli indefferenti, dei qualunquisti o dei rassegnati non ci torna.

  2. Sì, ok, però. Referendum sul nucleare: riguardava la costruzione di nuove centrali nucleari, e invece poi ne hanno approfittato per smantellare quelle (pochissime) esistenti. Referendum sulle trivellazioni: riguardava l’eventualità di nuove trivellazioni e invece poi ne hanno approfittato per fermare quelle esistenti. Parlamento europeo: la VDL, dopo la sua disastrosa conduzione, era stata sonoramente bocciata dal voto, ma per via dei giochetti interni ce la ritroviamo ancora lì. Gli italiani votano a maggioranza un partito e una persona, e i nostri padroni dichiarano: “Staremo a vedere. In ogni caso abbiamo i mezzi”; e la persona in questione si ritrova sostanzialmente con le mani legate e non è in grado di fare quasi niente di ciò che si era impegnata a fare e per cui era stata votata. Se uno a questo punto dice “ma io cosa diavolo voto a fare?” possiamo dargli tutti i torti?

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