

Sebbene gli attivisti a bordo della Global Sumud Flotilla abbiano sempre cercato di presentarsi come pacifisti mossi da nobili intenti umanitari, è emerso che tra di loro figuravano anche persone con un passato – e in certi casi anche un presente – segnato da antisemitismo, negazionismo della Shoah e teorie del complotto volte a negare le atrocità del 7 ottobre.
È il caso, ad esempio, dell’attivista britannica Sarah Wilkinson, che può contare su un discreto seguito sui social: oltre 358.000 follower su X e più di 19.000 su Instagram. In un video ha dichiarato: “Sono pacifica. Sono non violenta. Non sono una minaccia per nessuno”. Tuttavia, un’inchiesta del sito Conspiracy Watch ha rivelato che le sue attività pregresse raccontano una storia ben diversa.
Negazionismo del 7 ottobre
Wilkinson ha più volte negato gli stupri avvenuti il 7 ottobre, anche sul suo profilo X. Inoltre, ha collaborato con l’emittente statale iraniana Press TV, nota sia per costringere i dissidenti del regime a rilasciare confessioni estorte sotto tortura, sia per promuovere teorie del complotto antisemite e anti-israeliane – come quando sosteneva che dietro la pandemia di Covid ci fossero i “sionisti”.
Ha anche elogiato pubblicamente Hamas per la “incredibile infiltrazione del 7 ottobre”. Nel marzo 2024 ha scritto che le “crudeli menzogne israeliane del 7 ottobre, pronunciate dal gruppo di propaganda Zaka”, avevano “causato l’omicidio israeliano di 30.000 persone innocenti”. L’8 settembre 2024 è arrivata a sostenere che Israele “ha ucciso i propri cittadini ai sensi della Direttiva Hannibal il 7 ottobre”.
Vale la pena ricordare che Zaka, l’associazione da lei attaccata, è un gruppo di volontari che si occupa di recuperare e ricomporre i corpi degli israeliani dilaniati da attentati, così che possano ricevere una sepoltura dignitosa secondo la tradizione ebraica.
Nell’agosto 2024, agenti antiterrorismo della polizia britannica hanno fatto irruzione nella casa di Wilkinson, trovando sui suoi dispositivi elettronici contenuti che elogiavano la leadership di Hamas e materiale che promuoveva il negazionismo della Shoah.
Complottismo e negazionismo della Shoah
Anche prima del 7 ottobre, Wilkinson si era già fatta notare nel Regno Unito per le sue esternazioni complottiste. Nel 2016 aveva scritto sui social: “L’11 settembre è stata una trovata pubblicitaria da parte dei sionisti intransigenti per dichiarare guerra all’Islam per conto di Israele”. Ha inoltre sostenuto che Abu Bakr al-Baghdadi, leader dell’ISIS, fosse ebreo.
L’attivista è arrivata persino a negare la Shoah: sempre nel 2016 ha twittato: “Almanacco Mondiale… Gli ebrei crebbero nel periodo 1933–1948 da 15.315.000 a 15.753.000. Le perdite di 6 milioni non si vedono… #JustSaying”. Ha inoltre definito il Diario di Anne Frank una “bufala”.
Per queste sue posizioni, tra il 2016 e il 2017 Wilkinson era stata soltanto temporaneamente sospesa dal Partito Laburista britannico, al quale era iscritta prima di lasciarlo definitivamente nell’ottobre 2018. Tali posizioni, tuttavia, non le hanno impedito di essere inclusa nell’equipaggio della Flotilla.
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Lo sto dicendo da una vita: quando Einstein ha detto che conosce due cose infinite, non si è accorto che ce n’è una terza, che è la più infinita di tutte: la perfidia dei buoni di professione.