Aggiornamento sul conflitto, il fronte che non c’è (ancora o forse mai)
La mossa della Transnistria di autoassociarsi a Mosca con le solite motivazioni “russofono bla, genocidio bla, persecuzione bla,” ecc. ha scatenato un’ansia incontrollata con approfondimenti e teorie a dir poco improbabili. Vediamo di ripotare tutti con i piedi per terra, al solito entrando nei dettagli senza quei sensazionalismi ed allarmismi che tanto piacciono ad alcuni account sui social.
Prima di tutto, se la Transnistria ha intenzione di muoversi sul serio, dovrà farlo assolutamente da sola. Allo stato attuale del conflitto non esiste nessuna possibilità seria di portare soldati ed equipaggiamenti in zona, persino accettando da parte russa il solito rate di perdite da WWI. L’ipotesi fantasiosa di un ponte aereo non ho difficoltà a definirla come demenziale, un sorvolo sulla Romania significherebbe una immediata reazione della stessa, sull’Ukraina sarebbe un suicidio anche grazie al lavoro di interdizione sui sistemi radar russi portato avanti da mesi dagli Ukr, e dall’efficacia dimostrata nelle ultime settimana da qualche nuovo sistema Antiaereo da poco arrivato. Viene poi da domandarsi anche chi manderebbero, visto che le VDV si sono fatte massacrare da Hostomel in poi grazie soprattutto ai loro geniali comandi. Un eventuale ipotesi di stabilire un qualche tipo di controllo aereo, forse, potrebbe avvenire solo dopo aver preso il controllo della Moldavia, in quanto aumenterebbe di molto le dimensioni delle possibili destinazioni del ponte incrementando un minimo le possibilità di sopravvivenza degli aeromobili.
Restando quindi al nostro possente esercito russo in Transnistria, abbiamo malcontati 2.000 uomini con materiale più vecchio di me e di molto dubbia capacità di combattimento. Negli ultimi decenni, infatti, la loro principale occupazione è stata quella di vendere al mercato nero internazionale, questa volta sul serio e non come le bufale sul materiale USA in Ukraina, tutto ciò che era asportabile dall’enorme deposito di armi e munizioni che custodiscono.
Deposito che comunque sarà ancora sicuramente zeppo di munizioni pesanti, e che in tal senso costituisce un deterrente ad agire. Gli ukraini non si sono ad oggi mossi per catturarlo per le implicazione politiche di una simile mossa, ma se l’iniziativa venisse per prima dai russi reputo molto improbabile che le non meno di tre brigate “a riposo” sul confine restino lì per molto. Il maggior rischio di invasione, quindi è quello che la Transnistria subirebbe dagli ukraini, e non esattamente viceversa in caso di conflitto limitato allo scenario militare.
La Moldavia di contro non ha esattamente un esercito, ma anche senza contare la vicina Romania che sulla carta interverrebbe in difesa, conta comunque 6.000 uomini. Non ci vuole una calcolatrice pr capire che se questo è lo scenario non c’è molto da aspettarsi sul terreno.
Una qualche probabilità potrebbe esistere nel caso di un tentativo di rovesciamento del governo, ma attenzione che lo scenario oggi non è quello della Crimea. Se anche solo una parte dell’esercito restasse fedele al governo ufficiale e resistesse, personalmente vedrei come praticamente certo l’intervento della Romania e quello contestuale dell’Ukr. Ricordiamoci che i Moldavi sono fra i popoli non esattamente “amici” dei russi, molto difficile che questi ultimi possano avere un appoggio popolare. Se invece il colpo di mano fosse totale le eventuali azioni sarebbero condizionate dalla situazione sul campo in Ukr e dallo scenario politico generale, USA in primis, ma anche in questo caso che è il peggiore, ho seri dubbi che i due vicini della Moldavia resterebbero a guardare. La Romania in quanto utilizzerebbe l’occasione per salvare una regione che considera propria e che non avrà alcuna intenzione di divenire l’ennesima cloaca russa, l’Ukraina perchè con la carenza di munizioni attuale, quando gli ricapita?
Chiariamo che in queste condizioni, l’intervento della Romania NON farebbe scattare l’articolo quinto della NATO, a meno che i russi non avessero la cattiva idea di attaccare sul suolo rumeno. Sarebbe una situazione incerto come regolamento, ma non scatterebbe l’automatismo.
Infine, ancora meno probabile del ponte aereo è uno sbarco a Odessa. Sempre possibile che ci possano provare, ma le probabilità di riuscita oggi sono veramente nulle. La flotta di mezzi da sbarco russa è esattamente la metà di inizio guerra, per operare una simile manovra dovrebbe uscire tutta la flotta per supportare le poche navi rimaste, infilandosi in acque a portata non solo dei droni navali Ukraini, ma soprattutto dei missili antinave di cui a inizio conflitto sono state fornite diverse decine proprio a Odessa.
Per cui, possibilità della follia sì, reale pericolo di modificare seriamente lo scenario praticamente zero.
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Ben prima del Covid, la signora moldava di circa 55 anni che ci aiuta in casa usava dire “sono venuti i russi e ci hanno portato via quello che c’era di buono; poi sono arrivati i romeni e si sono portati via il resto”. Ah, era così brava a scuola che le avevano pressoché imposto di essere confidente del KGB… poi arrivò il 1989 e quindi…